Anna un film di Marco Amenta

Con Rose Aste, Daniele Monachella, Marco Zucca Origine Italia, Francia 2024

Palermitano doc, classe 1970, Marco Amenta fu fotoreporter, poi regista di film che hanno lasciato il segno come “La siciliana ribelle” (1908). E ora torna a cimentarsi con un film ispirato alla storia di una donna forte, coraggiosa, mostrando ancora la sua propensione verso un cinema civile e di denuncia. Ma questa volta i fatti veri che racconta, che pare siano accaduti di recente, si svolgono in Sardegna, sullo sfondo di una natura incontaminata dove Anna (Rose Aste), che ne è protagonista, conduce una vita rurale, guidando le sue pecore al pascolo, e vivendo dei prodotti ricavati dal latte, che vende al mercato del suo paesino, San Sperate.  Sua è la terra dove vive la sua vita tranquilla, ma un brutto giorno arrivano le ruspe della Mirage spa. un’impresa italo francese che l’ha acquistata dal Comune, con l’intenzione di costruirvi un modernissimo resort. Anna però è una combattente, non si arrende neanche quando le offrono 500.000 euro. E sostiene che quella terra appartiene alla sua famiglia da almeno cinquant’anni, un tempo in cui la vendita era solo a voce, sulla fiducia. Bastava la testimonianza dei compaesani. Lei non possiede dunque documenti scritti. Ma la costante ribellione di una donna non piace, nascono i pregiudizi. Vincere sarà una dura battaglia. Marco Amenta aveva raccontato una storia altrettanto drammatica nel suo “Tra le onde” (2022) che si svolge però tra la Sicilia e Lampedusa. E come sempre nel suo cinema, l’impegno civile a sostegno dei più deboli, si sposa con l’eleganza e la cura estetica. Qui molto il regista deve a Rose Aste, attrice al suo debutto cinematografico, che si cala anima e corpo nel personaggio. Ma il film ha tanti altri pregi. Ti fa gustare la bellezza selvaggia di quei luoghi, ne senti quasi gli odori e i sapori. Ma anche il suono unico del dialetto sardo, quanto basta però per carpirne l’anima, senza pregiudicare la comprensione dei fatti. Ma non finisce qui. C’è tanta verità nei personaggi. Anna non è un’eroina sul piedistallo, è una donna imperfetta, dura, irascibile. Premiato a Venezia 80, alle Giornate degli Autori, il film si fa amare per la strenua, vittoriosa battaglia contro il capitalismo maschilista. E sono tante, vivaddio, le donne che ce l’hanno fatta. “Anna” è un film imperdibile. E questa sera al Rouge et Noir, alle 20,30, a presentarlo sarà Marco Amenta.

Eliana L. Napoli

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