Se ne è parlato al Marina Yachting
Il Marina Yachting, presso il molo trapezoidale del porto di Palermo, ha ospitato un importante convegno sulla portualità nazionale. Ne hanno parlato Edoardo Rixi, viceministro alle infrastrutture e Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale di Sistema del mare occidentale.

Rixi, nel suo discorso, ha voluto, intanto, puntualizzare che la Sicilia è un hub fondamentale per l’Italia, anche se – ha detto – “a volte sembra che preferiamo giocare in serie B quando potremmo stare in serie A. Se un Paese, però, vuole accettare le sfide deve guardare avanti per poterle affrontare con successo. Così, ad esempio, in tema di mercati, o siamo noi a conquistarli per primi oppure, alla fine, ad essere conquistati saremo noi. Per rilanciare un settore così importante per l’Italia, come quello rappresentato dalla grande portualità, occorre, quindi, innanzi tutto, un’adeguata rete (viaria e ferroviaria) per il trasporto intermodale. Il ponte sullo Stretto di Messina risulta, perciò, a questo scopo, fondamentale: solo così, infatti, si possono velocizzare i tempi e ridurre i costi dei trasporti”.
“Per raggiungere lo scopo che ci siamo prefissi – ha aggiunto Rixi – occorrono, però, anche molti cambiamenti e adeguamenti. Innanzi tutto, al settore marittimo, ad esempio, servono molti lavoratori, ma purtroppo i nostri giovani, spesso, decidono di andare all’estero sperando in una carriera migliore, invece, può accadere che, anche iniziando dal livello più basso, si possono acquisire competenze che potranno far raggiungere, in seguito, posizioni più elevate. E’ persino accaduto che qualcuno sia diventato armatore. Un fatto importante è che, oggi, il porto di Palermo è già completo al 90%. Tra qualche mese Pasqualino Monti lascerà il suo incarico, ma con la soddisfazione di avere portato a termine un’opera di fondamentale importanza.”
“Ora, però – ha continuato il viceministro – ai porti della Sicilia serve anche un progetto complessivo. Occorrono, infatti, servizi omogenei per aggredire i nuovi mercati ed esaudire le richieste dei nuovi clienti. Il futuro del nostro paese non è subire i nuovi mercati, ma prenderli. Io sono di Genova, un tempo grande Repubblica marinara quando i miei conterranei i mercati se li andavano a conquistare. Non dimentichiamo che l’Italia è ancora una grande potenza economica, infatti fa parte dei G7 e quindi non può decrescere. Se, inoltre, consideriamo che la vastità del mare ci permette di collegarci col mondo intero, non possiamo che sentirci ottimisti, ma dobbiamo avere anche la capacità di interpretare il mondo che cambia. Stiamo portando avanti un progetto di riforma dei porti, che spero si concretizzerà nei prossimi mesi, per individuare un soggetto a livello nazionale che possa consentire di presentare un’offerta a livello mondiale dei sistemi di porti italiani.”
Edoardo Rixi ha poi osservato: “Oggi, il solo porto di Rotterdam ha più capacità di tutte le 16 Autorità italiane messe assieme e questo perché per anni i nostri porti si sono sviluppati anche andandosi a prendere il traffico reciprocamente. Noi, invece, vogliamo indirizzare il nostro sistema verso una competizione mondiale”.
“Crediamo che soprattutto i porti del Sud, come anche il porto di Palermo, – ha sottolineato – si possano indirizzare verso mercati crescenti che possano contribuire ad aumentare il benessere dei nostri territori. Abbiamo bisogno di creare rapporti più solidi con le realtà di tutto il bacino del Mediterraneo. Giovedì, infatti, sarò in Tunisia e poi faremo accordi con tutte le nazioni in cui è possibile dialogare anche dei Paesi del Nord Africa. E’ arrivato il momento in cui il nostro Paese può dire anche qualcosa sulla geopolitica mediterranea, oggi molto complessa”.
“Abbiamo la grande opportunità di diventare primi in Europa se facciamo crescere insieme tutti i porti italiani, pertanto gli obiettivi immediati riguardano i collegamenti stradali, le ferrovie e, in genere, tutti quei servizi che possono rendere i porti più funzionali. Il primo passo, però, dovrà riguardare l’armonizzazione dei servizi. I problemi da affrontare sono tanti, ma tra quelli che meritano particolare attenzione ci sono gli attacchi hacker, oggi sempre più frequenti. La competizione richiede, poi, molte risorse per gli investimenti necessari al settore. E’ una grande sfida, ma è fondamentale accompagnare lo sviluppo con delle prospettive di vita per i giovani. Sulle prossime nomine dei nuovi presidenti delle Autorità portuali, va detto che saranno scelti in accordo sia col governo sia col territorio, mantenendo, però, centrali gli interessi nazionali. Così, in Sicilia, la scelta sarà fatta in accordo col presidente della regione Renato Schifani.
Non si può nascondere il fatto che la competizione a livello globale comporta anche grandi sfide e scelte impegnative che riguardano sia la sicurezza dei porti italiani sia la difesa del sistema produttivo nazionale.” Infatti, al riguardo, parlando dei rapporti commerciali con la Cina, Rixi si è mostrato prudente: “Oggi come oggi, la Cina detiene la maggior parte delle materie prime, per cui dobbiamo dialogare e commerciare anche con altre nazioni, non possiamo dare alla Cina il monopolio in questo settore. In linea di massima, vale il principio che non dobbiamo dipendere da altri. Per i canoni occorre stabilità. Attualmente ogni porto italiano ha i propri, ma ciò finisce per penalizzare il sistema nel suo insieme. Dogane e sanità marittima non sono sotto la giurisdizione del ministero delle infrastrutture, ma, in un sistema che funziona, certamente vanno armonizzate anche quelle. Occorre, poi, un’offerta nazionale che, però, al momento manca.”
Il dottor Matteo Catani, AD della Grandi Navi Veloci, ha posto, invece, al viceministro (che dice che se ne occuperà), il problema del carburante GNL per le nuove navi costruite dalla Compagnia e destinate alle rotte italiane. I rifornimenti, infatti, adesso necessitano di adeguate postazioni che, attualmente, mancano.
Mentre, sul tema accorpamenti dei porti, Rixi ha osservato: “Al momento non ne sono previsti: l’obiettivo che poniamo è il pareggio di bilancio e daremo un periodo di 3-4 anni per raggiungerlo, per chi non dovesse farcela l’accorpamento potrebbe essere una possibilità. Ma non è un tema di oggi. E’ ovvio che occorre investire le risorse dove ci sono Autorità portuali capaci di generare progetti, reddito e sviluppare il territorio”. Continua poi così il viceministro delle Infrastrutture, parlando della riforma dei porti e sottolineando la necessità di: “creare un modello che possa svilupparsi insieme al mercato. Questo non vuol dire togliere potere alle singole Autorità, ma avere finalmente un coordinamento nazionale che possa garantire una presenza e un’uniformità su tutto il territorio nazionale degli stessi servizi”.
L’Authority di cui parla Rixi sarà “una Spa pubblica e servirà per progettare e far realizzare nuove opere e coordinare l’attività dei porti anche sui mercati internazionali. Ci deve essere un piano nazionale di investimenti sui porti che renda omogenei in Italia i servizi portuali”.
Il ‘post Monti‘ all’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale sarà “un’esperienza che andrà in continuità rispetto a un porto e a un sistema che si sta sviluppando in maniera importante. Credo che ci voglia una persona capace che conosca il territorio e che possa continuare un lavoro che ha portato ottimi risultati”. Per quanto riguarda il nome del successore – ha sottolineato Rixi – “stiamo discutendo. Mi confronterò con il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, per condividere la nomina, così come prevede la procedura. Nelle prossime settimane, dopo aver visitato tutte le autorità portuali, procederemo con le nomine nelle realtà in cui ci sono candidati condivisi”.
Lydia Gaziano Scargiali
Foto di Angelo Modesto








