Il porto di Sferracavallo

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Intervista al presidente del Circolo Velico Sferracavallo dott. Giuseppe Giunchiglia

D. Sferracavallo, quasi un porto naturale, è protetto da un molo di sopraflutto, ma gode di adeguata protezione o andrebbe migliorato?

R. La conformazione del porto di Sferracavallo rimanda all’idea di un porto naturale perché chiuso ad ovest da punta Matese e ad est dalla costa di Barcarello che si estende fino all’omonima punta. Ciò è sicuramente di grande impatto da un punto di vista paesaggistico e naturalistico, tuttavia proprio questa peculiarità e l’attuale molo non rendono del tutto sicuro il porto soprattutto in alcune condizioni specifiche di vento come la tramontana e il grecale. Diversi anni fa il porto è stato dragato, adesso però il fondo è salito in diversi punti e pertanto sarebbe opportuna una revisione di quelle che sono le condizioni del molo di frangiflutto e il dragaggio sia per l’attività sportiva del circolo, sia per quella della pesca sia per quella diportistica. 

D. Lo scalo palermitano, una volta prevalentemente peschereccio, oggi, svolge una funzione soprattutto diportistica, ma i rapporti con la marineria locale possono considerarsi di collaborazione?

R. In realtà all’interno del porticciolo di Sferracavallo la vera attività di pesca si è notevolmente ridotta. Tuttavia esistono i cosiddetti ‘’ pescatori’’ che in realtà sono dei diportisti che escono in mare soprattutto per una pesca di tipo ricreativa come la pesca al polpo o a bolentino e che rappresentano la memoria storica della borgata. Dopo un primo momento di naturale diffidenza da parte loro nei nostri confronti, in quanto vissuti come ‘’stranieri’’ e invasori di un territorio di loro appannaggio da decenni, oggi i rapporti del nostro Circolo con tutto il territorio sono eccezionali e i nostri primi sostenitori – anche con aiuti concreti – sono proprio i ‘’pescatori’’.

D: Il cosiddetto ecomostro “Zotta” pare sia stato definitivamente abbattuto, ma forse lo si sarebbe potuto, invece, ristrutturare e utilizzare come struttura a supporto dell’attività velica. Forse la sensibilità nei confronti di attività sane, come quelle legate allo sport, non è ancora abbastanza presente nella nostra regione o i motivi sono altri?

R. Personalmente ritengo che la storia dell’ecomostro Zotta costituisca una pagina triste più che per Sferracavallo per l’amministrazione in genere delle Repubblica italiana. Costruito 40 anni fa , in fretta e furia, come centro di soccorso in mare per eventuali incidenti aerei non ha mai assolto alle finalità per cui era stato ideato e questo per mancanza di fondale e delle minime norme di sicurezza del porto, per l’impossibilità nel far atterrare gli elicotteri, per la lontananza dall’aeroporto, allo stesso tempo si è visto che a Terrasini il porto molto più grande, molto più sicuro, con un fondale adeguato e vicinissimo all’aeroporto assolveva agli scopi del centro di soccorso in mare. Dopo, quindi, la sua costruzione e alla luce di questi evidenti limiti, la struttura è stata abbandonata per anni e ha versato in condizioni di degrado. Costruita con i soldi dei cittadini, messa in sicurezza con i soldi dei cittadini, demolita con i soldi dei cittadini. Uno spreco inaudito. Avrebbe potuto assolvere ad altre funzioni? Personalmente penso di si ma devo dire che ora che non c’è più, da un punto di vista paesaggistico e naturalistico, il porto e tutta la costa di Sferracavallo ne hanno tratto solo giovamento. E’ rimasta la soletta che credo possa essere uno sfogo sia per le regate importanti che il Circolo si appresta ad organizzare sia per vari alaggi e scalo delle diverse imbarcazioni da diporto.

D. Comunque, se, alla fine, si è riusciti a togliere dall’alveo portuale un edificio degradato, forse sarebbe, pure, il caso di provvedere a togliere anche i cumuli di alghe che lo ingombrano, imbruttendolo, ma se ne hanno notizie?

R.  L’accumulo della posidonia è un problema grave che non riguarda solo il porto di Sferracavallo ma anche tante altre realtà. La posidonia, come sappiamo, in siti naturali svolge un ruolo fondamentale ed è da salvaguardare perché ad esempio preserva dall’erosione delle coste, ma in siti artificiali – come quelli dei porti – non ha alcun beneficio. E’ degli ultimi giorni la notizia che l’assessore regionale Aricò – che incontrerò a breve – nell’ambito dell’iniziativa Patto per l’Oceano svoltasi al Parlamento europeo ha sottoscritto il Programma Interregionale Euro-Med (SO) 2.6. Tra i vari punti vi è un significativo e concreto riferimento alla Posidonia che potrà essere raccolta e valorizzata anziché scartata, potrà essere utilizzata nell’agricoltura come fertilizzante naturale, promuovendo così un’economia circolare ed ovviando finalmente al problema di questo spiaggiamento sempre più invasivo che soprattutto nei mesi caldi crea non soltanto difficoltà nello svolgimento delle operazioni dell’attività sportiva ma rilascia anche un olezzo non sostenibile.  

D. Da qualche anno la presenza del Circolo Velico Sferracavallo vi ha, però, apportato dei cambiamenti significativi. Col potenziamento dell’attività velica la borgata marinara è, infatti, diventata anche un’importante base nautica per eventi di grande rilievo nazionale e internazionale. Che cosa ci può dire al riguardo?

R. Il Circolo Velico dalla sua recente nascita ad oggi ha sicuramente avuto un enorme incremento affermandosi come una realtà credibile e solida nel panorama velico non solo nazionale ma anche internazionale. Questo 2025 è l’anno della consacrazione, il primo week end di marzo si è disputata nel golfo la 1^ regata nazionale della classe 29er, in primavera ospiteremo due tappe della classe internazionale RS21. A fine ottobre saremo impegnati come Circoli Velici riuniti nell’organizzazione del Campionato Classi olimpiche per poi continuare a novembre con lo Junior European Championship Nacra 17, 49er, 49er FX e a seguire il campionato assoluto europeo IQFoil. Chiuderemo la stagione come sempre il week end dell’8 dicembre con la Sferracavallo International Optimist Race. Un appuntamento fuori dal calendario velico sarà quello di metà ottobre con la PalermoRema, vogalonga non competitiva dedicata a tutti gli appassionati degli sport del remo e della pagaia. Quest’anno auspichiamo di vedere aumentare la già significativa partecipazione dei vogatori e di ospitare ancora più equipaggi stranieri. Nell’edizione 2025 – in occasione dell’anno giubilare – il nostro K5 (imbarcazione a remi con 5 persone a bordo) partirà dalla sede sportiva del Circolo e, risalendo le coste italiane, appodererà nelle acque del Tevere per poi raggiungere le porte del Vaticano. Un anno pieno di impegni, tutto lo staff del Circolo sta lavorando alacremente affinché tutto vada secondo i piani. A fine anno tireremo le somme e se tutto sarà andato come auspichiamo, sarà veramente l’anno della consacrazione del Circolo Velico Sferracavallo.   

Palermo 03/03/2025

Lydia Gaziano Scargiali

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