Serve un nuovo Rinascimento

ma della coscienza, dell’anima

Ogni giorno veniamo bombardati da notizie che raccontano un mondo sull’orlo del collasso.

“A causa del cambiamento climatico muore una persona ogni due minuti”, leggiamo.

“La disuguaglianza cresce, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.”

Tutto vero, in parte. Ma non è tutta la verità.

Perché nello stesso tempo in cui ci ripetono che la catastrofe è alle porte, l’aspettativa di vita media nel mondo cresce costantemente.

Mai, nella storia umana, così tante persone hanno avuto accesso a cure, istruzione, sicurezza alimentare.

Mai così tanti esseri umani hanno potuto vivere una vita lunga e dignitosa.

Eppure, sembra che la speranza sia passata di moda.

La fiducia nell’uomo, nell’ingegno, nella bontà possibile, è diventata quasi un segno di ingenuità.

È più comodo credere che “il mondo va a rotoli” — così ci si assolve, ci si adagia.

Perché se tutto è perduto, allora non ha senso impegnarsi, migliorare, rischiare, amare.

Questo clima di rassegnazione, travestito da consapevolezza, è la vera malattia del nostro tempo.

Viviamo nell’epoca più prospera della storia, eppure sembriamo più tristi, più diffidenti, più soli.

Ci guardiamo con sospetto, ci misuriamo con invidia, ci difendiamo l’uno dall’altro come se la vita fosse una trincea.

Ma l’uomo non nasce per sopravvivere: nasce per creare, per costruire, per sperare.

Abbiamo bisogno di un nuovo slancio vitale, di un nuovo entusiasmo.

Serve un nuovo Umanesimo, un nuovo Rinascimento: non quello dei palazzi e dei mecenati, ma quello del cuore e dello spirito.

Un’epoca in cui si torni a credere nell’altro, a perdonare, a donarsi, a guardare la vita con fiducia invece che con paura.

Perché non si vive bene nel rancore.

Non si cresce nel sospetto.

Si vive bene solo quando si sceglie la luce: la fiducia, la curiosità, l’amore, la disponibilità.

La storia non è fatta solo di crisi e crolli: è fatta di rinascite.

E ogni rinascita comincia da un atto di coraggio: credere ancora nell’uomo.

Salvatore Scargiali

Articoli correlati