Rifiuti in Campania Italia multata di 20.000.000

E la chiamarono Terra dei fuochi…

Tanto tuonò che piovve! A causa dell’inadempienza nella risoluzione della problematica relativa alla gravissima situazione dei rifiuti in Campania, la Corte di giustizia di Lussemburgo ha condannato l’Italia a pagare una multa di venti milioni ed una penalità di 120 mila euro per ciascun giorno di ritardo.

Strade interrotte dai ifiut
Strade interrotte dai rifiuti

Nel 2000 l’Italia chiede all’Ue fondi per finanziare un ambizioso piano di gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di uscire dall’emergenza. Il piano prevede: raccolta differenziata, isole ecologiche e impianti di compostaggio, discariche sicure solo per i residui, gestione territoriale e tecnologia del ciclo dei rifiuti. Un piano da 93 milioni di euro, la metà a carico dell’Ue, da spendere entro il 2009. Nel 2007, mentre Napoli è sommersa dai rifiuti, a Bruxelles si accorgono dello stato delle cose. La Commissione apre perciò una procedura di infrazione contro l’Italia, accusata di gestire i rifiuti “con pericolo per la salute umana e pregiudizio per l’ambiente”. L’Italia risponde rilanciando con un nuovo piano, i cui frutti ad oggi sono ancora ignoti. Se oggi i rifiuti non sono più nelle strade, questo si deve solo al fatto che vengono imbarcati verso l’Europa del Nord, dove vengono bruciati negli inceneritori a caro prezzo.

Bambini cercano e giocano tra i rifiuti: si intravede un quartiere abitativo...
Bambini cercano e giocano tra i rifiuti: si intravede un quartiere abitativo…

Questo il risultato di un governo che ha rimandato per cinque anni la risoluzione di un problema che non è solo della Campania, in quanto nella regione per anni sono stati “indirizzati”, tramite accordi malavitosi i rifiuti di gran parte del paese, ma riguarda la salute umana e dell’ambiente.

Le bonifiche promesse da cinque anni in varie zone, di quella che una volta veniva chiamata Campania felix, stanno ancora a zero; intanto i casi di tumore crescono in maniera allarmante. A questi gravissimi mali che incombono sulla popolazione campana, si aggiunge anche l’immagine che è stata data della regione al mondo: le foto delle strade sommerse dai rifiuti, dei cassonetti incendiati, ribaltati e dei rifiuti utilizzati come trincee per le strade, è rimbalzata nelle televisioni e sui giornali del mondo. Non sono mancate le immagini di turisti che, venendo in visita nelle città della regione, sfoggiando un volto divertito, si fotografavano utilizzando come scenario un cumulo di rifiuti. A causa dello scandalo dei rifiuti in Campania, prodotti tipici che un tempo erano un vanto, come la mozzarella, il vino, il cosiddetto pomodorino di piennolo e i “friarielli”, vengono guardati con diffidenza e addirittura con orrore perché provenienti dalla terra dei fuochi.

Rifiuti speciali: grande problema e grandi speculazioni fuori dalla legge
Rifiuti speciali: grande problema e grandi speculazioni fuori dalla legge

E’ mai possibile che, pur essendo entrata in Europa da tempo, l’ Italia consideri i problemi di una sua regione, solo “suoi” e non si prenda incarico di risolverli, e debba occorrere l’intervento della Corte europea per sollecitarne la risoluzione? Le direttive in campo di rifiuti parlano chiaro: gli Stati membri dell’Europa hanno il compito di assicurarne lo smaltimento e il recupero, nonché di limitare la loro produzione, in particolare promuovendo tecnologie pulite e prodotti riciclabili e riutilizzabili. Gli Stati devono, in tal modo, creare una rete adeguata di impianti di smaltimento, che consenta lo smaltimento dei rifiuti. In molte regioni dell’ Italia , e non solo in Campania, la raccolta differenziata ancora non è partita, non si conosce il modo di selezionare e distribuire negli appositi contenitori l’umido e l’indifferenziato. Nella mia regione quando arriva il camion che raccoglie l’indifferenziato con esso porta via anche l’umido, con cui viene mescolato. L’Europa questo lo sa?

Marcella Vedova

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