Natale tra leggende, storia e fede

C’era una volta, in un villaggio avvolto dalla neve, un bosco antico che nessuno osava attraversare la notte di Natale. Si diceva che tra gli abeti vivesse la Stella del Bosco, una piccola luce che appariva solo a chi portava nel cuore un desiderio puro. Ogni anno, la notte del 24 dicembre, la luce scendeva tra i rami e si posava su un ramo diverso, scegliendo chi meritava di vedere il miracolo.

Una bambina di nome Aurora, che aveva perso il sorriso dopo la malattia del nonno, decise di cercare la Stella. Con un mantello rosso e una sciarpa di lana, entrò nel bosco. Lungo il cammino incontrò una renna ferita che non poteva più correre; Aurora la curò con il poco che aveva. La renna, grata, la guidò verso una radura dove la neve brillava come polvere d’argento.

Lì, sospesa su un abete, la Stella del Bosco tremolava. Livia non chiese né ricchezza né fama: chiese solo che il nonno ritrovasse la gioia di una volta. La Stella si posò sulla sua mano e, come per magia, una piccola luce si diffuse fino al villaggio. Il nonno si svegliò dal suo torpore, sorrise e la casa si riempì di calore. La renna riprese a correre e, da quel giorno, ogni Natale una luce più piccola brillava nel cuore di chi aveva compiuto un gesto di gentilezza.

La leggenda ricorda che il Natale è cura per gli altri e che la Stella del Bosco appare a chi agisce con amore. Questa una delle tante leggende ed allegorie che ci ricorda che siamo ormai a Natale.

Il Natale è una data fondamentale per i cristiani e per quasi tutti gli abitanti della terra. Ed è sempre atteso e vissuto intensamente anche se quest’anno nella nostra vecchia Europa è un po’ sottotono per conflitti che ormai da tempo coinvolgono le nostre nazioni. Quello israelo-palestinese, ma, soprattutto quello russo-ucraino che,  grazie alla volontà ed all’impegno di Trump sembra sul punto di risolversi, ma che per gelosie, remore, ombre giustificatorie, nemici illusori sembra prolungarsi sempre più nel tempo con il suo carico di distruzione e morte.

Ma, tornando al Natale, possiamo dire che questa festività resta comunque tra le più amate al mondo con  una storia molto più lunga e complessa di quella vissuta dai cristiani. È infatti legata a tradizioni religiose, riti pagani e trasformazioni culturali avvenute nel corso dei secoli.

Nei primi secoli invero non esisteva una data ufficiale per la nascita di Gesù, infatti alcuni teologi proposero  i mesi di marzo, maggio o novembre dell’anno. Fu soltanto nel IV secolo D. C.  che la Chiesa fissò la data al 25 dicembre, inserendola in un contesto già ricco di festività popolari.

Anche se, prima del Cristianesimo, il 25 dicembre era già un giorno speciale:

I Romani infatti celebravano in quella data i Saturnali, feste dedicate a Saturno, caratterizzate da banchetti, doni e momenti di gioia collettiva. Era il Sol Invictus che rappresentava il graduale ritorno della luce dopo il solstizio d’inverno. Anche altre culture festeggiavano e continuano a festeggiare il solstizio d’inverno.

A Stonehenge, ad esempio, ogni anno migliaia di persone si riuniscono per osservare l’alba del solstizio, in un’atmosfera carica di tradizione e spiritualità.

La Chiesa, comunque, scelse il 25 dicembre anche per sovrapporsi a queste tradizioni e dare loro un nuovo significato cristiano.

Oggi festeggiamo il Natale con diverse rappresentazioni e simboli alcuni dei quali hanno origini antiche o si sono evoluti nel tempo:

  • L’albero di Natale deriva da tradizioni nordiche legate agli alberi sempreverdi
  • I doni richiamano sia i Saturnali sia i Magi del Vangelo.
  • Babbo Natale nasce dalla figura di San Nicola, poi trasformatasi nel folklore europeo e americano
  • Il presepe che fu introdotto da San Francesco d’Assisi nel 1223.

ll Natale ed in particolare il mese di dicembre è così divenuto una festa globale celebrata in tutto il mondo, con date diverse e riferimenti a seconda delle tradizioni religiose:

  1. il 25 dicembre, come già detto, per cattolici e protestanti;
  2. il 7 gennaio per molte chiese ortodosse che seguono il calendario giuliano;
  3. Tra il 21 e il 25 dicembre ricorre il Pancha Ganapati, festività induista in onore del dio Ganesha, patrono della saggezza, delle scienze e delle arti;
  4. l’ Hanukkah: festa ebraica delle luci che inizia il mese ebraico di Kislev e finisce nel mese di Tevet

Oggi i festeggiamenti del Natale, vissuti in un ambiente che si vorrebbe rendere sempre più globale e relativista, sono concepiti come consumismo e vacanze. Regali, feste, viaggi, cene e pranzi dominano, ma per i cristiani, resta il significato teologico profondo. Si celebra il mistero dell’Incarnazione, l’evento in cui Dio si fa uomo nella persona di Gesù Cristo per la salvezza del mondo. Un Dio fraterno che diventa uomo perché donne e uomini possano  diventare come Lui.

di Guido Francesco Guida

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