MERCOSUR: ALTRI DOLORI

PER L’UNIONE EUROPEA

Lorenzo Romano
Roma, 16 gennaio 2026

Si vuole evidenziare la scarsa fiducia che si può dare alle iniziative prodotte dalla Commissione UE: uno studioso di economia può rimanere perplesso di fronte alla demagogia con la quale gli alti funzionari dell’establishment UE, decantano e glorificano accordi interni e internazionali che da sempre, invece, al 99% penalizzano i cittadini UE.

Per capire, occorre fare qualche passo indietro e arriviamo al PAC – Politiche Agricole Comuni del 1962 e tra queste troviamo la famigerata storia delle “quote latte” introdotta nel 1992 e rimossa nel 2015.

La PAC era nata come strumento indispensabile per l’equilibrio della produzione in ambito comunitario ma – dal punto di vista tecnico economico – fu un gravissimo errore perché voleva evitare la concorrenza tra Aziende simili.

Eliminare la concorrenza ha anche il noto effetto di impedire lo sviluppo di Aziende non essendo più sollecitate dai mercati.

Per imporre la limitazione delle quote di produzione, le Aziende agricole più virtuose vennero penalizzate economicamente e obbligate a distruggere parte del prodotto. Alla fine la produzione generale si ridusse al punto che perfino il latte cinese trovò spazio sui mercati europei ma non solo il latte, anche pere neozelandesi.

Un altro tentativo di distruggere le economie agricole europee è stato l’incentivazione di “piantare fotovoltaico” anziché granaglie, ovvero un vergognoso e demagogico modo di convincere gli agricoltori che il tempo della semina era finito e occorreva avviare altri modelli industriali.

In realtà si voleva la trasformazione da aziende di produzione reale a aziende finanziarie.

In effetti “piantare fotovoltaico” offre vari benefici economici MA finché sono PAGATI DALLO STATO; un impianto fotovoltaico nella sua somma di costi diretti e indiretti, assolutamente NON E’ vantaggioso e non E’ così come venne demagogicamente incentivato, perché riduce le aree di produzione agricola con la conseguenza di dover importare dall’estero le derrate alimentari necessarie alla popolazione, ovviamente a costi sociali maggiori e di qualità spesso scadente.

Un’altra pessima iniziativa della Commissione UE è stato il Green Deal, ovvero la trasformazione da motori termici a motori elettrici. Un’altra impeccabile truffa: venne imposta una tecnologia non matura e difficile da rendere operativa. Il danno conseguente fu enorme sia a livello di economie nazionali, sia in termini di occupazione.

Qui, per questione di spazio, non saranno elencati e discussi tutti gli errori di gestione della Commissione UE perché verrà esaminato in particolare l’accordo Mercosur in via di conclusione.

L’accordo Mercosur è una forma di mercato comune tra Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay ed ha lo scopo ampliare il libero scambio commerciale agendo sui dazi e favorendo loro politiche comuni.

Secondo alcuni leader europei il Mercosur può offrire vantaggi per l’espansione commerciale della UE ma a quale prezzo?

L’Italia ha già avuto una non gradevole esperienza con l’apertura dei mercati ortofrutticoli nelle aree del maghreb e il risultato non fu entusiasmante perché l’importazione di agrumi dal Marocco mise in forte difficoltà la produzione siciliana per via della differenza di prezzo al consumo, senza poi considerare gli standard qualitativi dei prodotti importati.

Il Mercosur produce benefici per quelle nazioni di economia omogenea ma incompatibili con quelle europee, come del resto lo sono quelle africane, delle regioni indocinesi e sudamericane.

La UE e il mondo occidentale, net tempo si è dotato di standard qualitativi che producono benefici in termini ecologici e sanitari a favore dei propri cittadini ma producono un costo maggiore del prodotto..

Ovviamente i benefici ecologici si pagano ma a chi piacerebbe nutrirsi di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sapendo che – ad esempio – sono state introdotte modifiche chimiche alle sementi per rafforzarle dagli attacchi degli insetti?

Non si sa se tali alterazioni un giorno potranno rivelarsi nefaste per gli ignari consumatori e così tante altre “modernizzazioni” volute da imprenditori con pochi scrupoli, da ricordare lo scarso successo delle farine contenenti insetti polverizzati…

Insomma, l’agricoltura non può seguire l’evoluzione tecnologica per inseguire un sempre maggiore valore aggiunto. Deve mantenersi alle regole produttive nate migliaia di anni fa, ai cicli stagionali, fin dai primi tempi dell’aratro!

Un’altra questione da analizzare è relativa al previsto scambio economico tra Mercosur e UE: a differenza della UE il Mercosur non ha ancora una moneta comune ma esistono valute per singola nazione aderente. Per il Brasile c’è il Real brasiliano (circa 1/6,3 euro), Pesos argentino (circa 1/1,06 euro), Peso uruguaiano (circa 1/45 euro), Peso paraguaiano (circa 1/7,80) euro).

Si possono fare ipotesi sull’eventuale export/import tra prodotti Made in Italy e prodotti Mercosur, di certo la produzione agricola sudamericana non è d’interesse dell’Italia memore degli accordi col maghreb, allora occorre trovare convenienze di uno scambio commerciale di beni non agricoli.

E’ OPPORTUNO SOSPENDERE QUALSIASI ACCORDO COMMERCIALE APERTO AL “BUIO” E PROCEDERE CON UNA ANALISI MERCEOLOGICA SULLE EFFETTIVE POSSIBILITA’ DI SCAMBIO.

Un accordo che prevede l’importazione di beni agricoli danneggerebbe ulteriormente l’agricoltura italiana e europea con l’esposizione sui mercati interni di derrate a prezzi inferiori e di qualità non certificata, certamente, (purtroppo) favoriti dai consumatori europei inflazionati dall’aumento generalizzato dei costi.

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