Valorizzare la cucina italiana

Il professor Roberto Cascino, vicepreside dell’Istituto Alberghiero Francesco Paolo Cascino, ci parla della cucina italiana dopo il riconoscimento Unesco

L’Istituto Alberghiero Cascino, da quest’anno, ha una nuova dirigente, Laura Bisso che succede alla precedente, Melchiorra Greco, ritiratasi in pensione.

Di recente abbiamo appreso che, tra i beni dell’Unesco si è aggiunta pure la cucina italiana?

Sì — la cucina italiana è diventata ufficialmente un bene UNESCO: nel dicembre 2025, l’UNESCO ha inserito la cucina italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Questo successo a livello internazionale che cosa può comportare per il nostro Paese?

Quel che appare più apprezzabile è il fatto che la decisione non riguarda un singolo piatto (come la pizza o la pasta) ma l’intera cucina italiana come espressione culturale viva, riconosciuta a livello mondiale per il suo valore sociale e culturale.  

In definitiva, si può parlare di un primato mondiale?

Proprio così, la cucina italiana è la prima cucina nazionale al mondo ad essere riconosciuta nella sua interezza come patrimonio culturale immateriale, non limitata a una singola tradizione o piatto.

Adesso che cosa cambia?

Il riconoscimento UNESCO non protegge ricette specifiche come un “sito” fisico, bensì valorizza e preserva i modi di fare, di condividere e di vivere la cucina italiana come parte dell’identità culturale collettiva.

In breve, la cucina italiana è ufficialmente patrimonio immateriale dell’umanità perché è vista come una pratica culturale che unisce persone, tradizioni, territorio e relazioni sociali.

Il raggiungimento di questo primato è il coronamento dei sacrifici fatti dai grandi chef italiani che ci hanno preceduto, con il loro contributo professionale, hanno fatto conoscere in tutto il mondo le prelibatezze della cucina Italiana classica, per questo voglio ringraziarli.

  • Da questo momento in poi il nostro obiettivo dovrà essere quello di proteggere questo patrimonio da derive internazionali, infatti le contaminazioni da altri paesi sono importanti, ma non devono soffocare la forte identità territoriale della nostra cucina
  • Inoltre sarà nostra cura trasmettere alle giovani future generazioni di chef i nostri saperi.
  • A tal proposito l’Istituto alberghiero Francesco Paolo Cascino, la scuola dove insegno da tanti anni sta attivando dei percorsi enogastronomici, per implementare i contenuti, le conoscenze, relative alla storia, alle tradizioni e alle caratteristiche della Cucina Italiana.
  • L’obiettivo cardine è quello di creare in futuro i nuovi paladini della cucina Italiana.

La Cucina Italiana: un Bene UNESCO che celebra identità, comunità e cultura

Il 10 dicembre 2025 l’UNESCO ha iscritto ufficialmente la cucina italiana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità: un riconoscimento storico che, per la prima volta, riguarda un’intera cucina nazionale invece di un singolo piatto o tradizione specifica.

Un patrimonio culturale, non solo gastronomico

L’UNESCO ha motivato questa decisione sottolineando che la cucina italiana è molto più di una raccolta di ricette: è un insieme di conoscenze, pratiche, gesti, rituali e valori sociali che si trasmettono di generazione in generazione e rappresentano un elemento fondamentale dell’identità collettiva.

La pratica culinaria italiana abbraccia diversi aspetti:

  • Condivisione e convivialità, come la preparazione dei pasti in famiglia o i pranzi domenicali che diventano momenti di aggregazione sociale.
  • Trasmissione intergenerazionale dei saperi, con nonne, genitori e bambini che imparano insieme tecniche e tradizioni.
  • Rispetto per ingredienti e stagionalità, valorizzando prodotti locali e biodiversità dei territori.
  • Sostenibilità e anti-spreco, che riflettono una cultura culinaria attenta alla qualità, alle risorse e all’ambiente.

Perché questo riconoscimento è così importante

Questo riconoscimento UNESCO porta con sé diversi significati profondi:

  1. Valorizzazione internazionale di un’identità collettiva: L’inclusione della cucina italiana nella lista patrimoniale riconosce che cucinare e mangiare non sono azioni quotidiane banali, ma pratiche culturali che costruiscono legami sociali e mantengono vive tradizioni millenarie.
  2. Un nuovo modo di preservare il sapere: A differenza dei beni materiali (come monumenti o siti archeologici), questo riconoscimento tutela pratiche vive, ovvero attività culturali in continua evoluzione, che si consolidano attraverso la partecipazione attiva delle comunità.
  3. Promozione turistica e culturale: Essere riconosciuta come patrimonio immateriale rafforza l’attrattività dell’Italia nel mondo, richiamando viaggiatori che vogliono vivere esperienze autentiche legate alla gastronomia locale.
  4. Rispetto per diversità regionali: Il riconoscimento non celebra solo piatti famosi come pizza e pasta, ma l’intero mosaico di tradizioni regionali, dalla gastronomia alpina a quella mediterranea, da nord a sud.

Cucina italiana: ponte tra culture

Secondo l’UNESCO e gli esperti coinvolti nella candidatura, la cucina italiana è anche un ponte tra culture diverse: un elemento che favorisce il dialogo, l’inclusività sociale e lo scambio tra popoli, contribuendo a una comprensione più profonda delle identità culturali globali.

In un mondo sempre più connesso ma anche frammentato, riconoscere la cucina italiana come bene immateriale dell’umanità significa celebrare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide: il piacere di stare insieme attorno a un tavolo, di condividere sapori e storie, e di preservare un patrimonio culturale che appartiene non solo all’Italia ma al mondo intero.

  • Il raggiungimento di determinati risultati
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