provocazioni, identità e futuro della destra italiana
Il clichè delle domande è quello abituale per gli avversari politici: una raffica di domande su argomenti controversi volte a rendere inaffidabile l’interlocutore/avversario condite da sarcasmo in quanto ritenute strumentali e inattuabili.
Dominano le 2 condizioni politicamente scorrette lanciate dal generale Vannacci alla recente costituente di Futuro Nazionale del 13 e 14 giugno scorso.
Remigrazione: è possibile attuarla e nei confronti di chi?
Il Generale ha detto che non è un neologismo in quanto significa un ritorno degli immigrati nei paesi di provenienza finalizzato alla difesa della cultura e civiltà nazionale ed al diritto di tutti i popoli di crescere e progredire nei paesi di origine; che è divenuta una proposta di legge di iniziativa popolare e che può essere attuata riservandola ai 339000 immigrati che si trovano irregolarmente in Italia.
La possibilità di attuarla dipende dalla volontà e da scelte politiche sia comunitarie che nazionali attraverso impegni di spesa già in buona parte assunti e dimostratisi fallimentari (RdC, 110%, etc …).
Intanto esiste la possibilità dei Paesi terzi, poi occorrerà attuare accordi con i Paesi di provenienza attraverso il condizionamento dei 50 miliardi per lo sviluppo, una riduzione dei costi di welfare e di detenzione dei numerosi condannati presenti in Italia. In quanto gli immigrati irregolari servono al grande capitale per abbassare i salari e sono divenuti l’esercito di riserva del padrone (cit. C. Marx).
Gli immigrati regolari saranno ben accetti e dovranno avere tutte le garanzie e giuste tutele previste dai contratti nazionali.
Sul femminicidio il generale Vannacci ha detto che è un non senso giuridico contestato anche dall’ANM. L’omicidio è un reato gravissimo indipendentemente dal sesso, colore della pelle, etnia. Se poi ci si approfitta in quanto uomo della temporanea condizione di superiorità psichica o sociale sulla donna esistono le aggravanti dell’art. 61 del c.p.
Tale fattispecie di reato, ha aggiunto Vannacci, nell’agone politico italiano è divenuta una deriva gramsciana che è stata cavalcata per mantenere il potere non con la politica, ma attraverso il consenso culturale e ideologico di una società intrisa da decenni di politicamente corretto.
La cosiddetta “cultura patriarcale” poi, come mostrano le statistiche internazionali, non ha relazione con i tassi di violenza contro le donne. Il vero problema è l’educazione e la crescita di uomini deboli, di uomini allevati nella cultura della debolezza spesso elevata a rango di virtù.
Vannacci ha poi accennato alla volontà di istituire un reddito di natalità per incentivare le nascite nazionali e ad un mutuo nazionale agevolato per l’acquisto delle abitazioni ai cittadini italiani che ne sono privi.
Ha infine concluso dicendo che lui ritiene di interpretare con la sua componente politica denigrata ed avversata dalla politica attuale (la cosiddetta “Sporca dozzina”) la vera destra che non delude, non rinnega la propria identità e cultura.
Che fa fede nel popolo e nel merito e che non vota, in Ue, le proposte dei partiti avversari in Italia.
di Guido Francesco Guida








