Un enologo di fama nato ad Aragona è Winemaker dell’anno 2027
Tonino Guzzo un nativo che vive ancora ad Aragona, è considerato uno dei migliori enologhi italiani e un suo vinha vinto la medaglia d’oro a Parigi.
Tonino Guzzo è Winemaker dell’anno 2027 per DoctorWine e riceverà il premio Miglior Enologo Italiano della Vinoway Selection 2027, ma per l’enologo siciliano non è stato un traguardo facile da raggiungere.
La presentazione della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2027 si è svolta il 3 ottobre all’Hotel Principe di Savoia di Milano, mentre Vinoway consegnerà il premio il 15 novembre, durante
la Dinner with the Stars a Castello Monaci Resort, a Salice Salentino, in provincia di Lecce.
“Per diventare un enologo di successo – afferma Guzzo – occorre tanto studio e tanta passione. Occorre conoscere le piante e confrontarsi continuamente con chi le coltiva. Suoli, esposizioni, disponibilità d’acqua, rese e tempi di raccolta sono le coordinate di una viticoltura di prossimità: osservare ogni vigneto per comprenderne le possibilità, senza imporre a territori diversi un unico modello di vino.”
Formatosi alla Scuola enologica piemontese, Guzzo inizia la sua attività in Sicilia presso Tasca d’Almerita. A Regaleali, conquistatosi la fiducia del conte, incontra maestri, può sperimentare e confrontarsi con Ignazio Miceli, quindi,
verso la fine degli anni Novanta, sceglie la strada dell’autonomia professionale.
Decidendo di puntare sui rossi, nella Sicilia occidentale, Guzzo rivaluta il Perricone, riconoscendone il carattere particolare e il legame con i luoghi di coltivazione. Nel Nisseno, invece, studia le possibilità del Frappato. Il Nero d’Avola rimane, comunque, un riferimento. Il suo metodo parte dal vigneto: per ottenere dei vini che parlino di un territorio occorrono, infatti, secondo Guzzo, equilibrio delle piante, maturazione e raccolta.
Passando, poi, dai rossi ai bianchi: Grillo, Catarratto e Zibibbo, o Moscato d’Alessandria, si può scoprire che – sempre secondo l’enologo siciliano – offrono possibilità differenti.
Possiamo dire, in sintesi, che l’enologo siciliano ha dedicato un’intera vita nella valorizzazione dei vitigni siciliani, delle condizioni del suolo, dei microclimi e delle caratteristiche delle piante.
C’è ancora molto lavoro da fare: occorre, infatti, conoscere meglio i vitigni che la Sicilia possiede per produrre vini riconoscibili e apprezzabili dalle nuove generazioni.








