
E’ partito oggi all’Assemblea Regionale dipalazzodei Normanni il percorso mirato a portare la manovra finanziaria in aula l’8 e il 9 marzo. La Finanziaria arriverà, dunque, all’Ars mercoledì: è una manovra da oltre 2 miliardi…
La seduta prevista per domani alle 16 è slittata a mercoledì alle ore 17. All’ordine del giorno i ddl stralcio IV “disposizioni finanziarie e per il sostegno ai processi di crescita e ripartenza del sistema produttivo regionale” e edilizia. L’impianto complessivo dell’accordo con lo Stato sulla spalmatura in dieci anni del disavanzo da 1,7 miliardi “ha quale effetto una complessiva manovra finanziaria di ben 2.161 milioni di euro”. E’ quanto si legge nella relazione introduttiva al testo della legge di stabilità regionale trasmesso dal governo Musumeci all’Ars e all’esame degli uffici di Presidenza prima dell’assegnazione alle commissioni.
“Si potrà realizzare – scrive nella realazionel’assesorte Gaetano Armao – una riqualificazione strutturale con interventi orientati verso la razionalizzazione e la riduzione delle uscite correnti, nonché un incremento degli investimenti nel solco delle misure già intraprese dal governo Musumeci”
L’accordo, essendo correlato al bilancio di previsione per i profili finanziari “…delinea le azioni da porre in essere per il medesimo triennio ed in maniera più programmatica descrive gli interventi per i periodi successivi”.
In quest’ottica “…il piano dovrà essere aggiornato annualmente, al fine di individuare le attività necessarie in relazione ai successivi esercizi finanziari, in un’ottica sempre di triennalità, tenendo conto anche delle risultanze degli effetti che si sono registrati in virtù delle misure di contenimento adottate nell’anno precedente”. “Su tali misure annuali verrà effettuato un confronto con il governo statale ai fini della verifica del rispetto puntuale delle previsioni dell’accordo – conclude la relazione – Non si tratta del più favorevole accordo possibile ma è quello che contiene le condizioni migliori che si sono potute ottenere dal serrato negoziato a fronte delle rigorose richieste del governo statale”.
La manovra finanziaria deve passare-di rito – all’esame delle commissioni…
Sarà assegnata a breve alle commissioni di merito, e al Bilancio, la manovra finanziaria trasmessa nel weekend dal governo Musumeci all’Assemblea siciliana. Il ddl di stabilità è composto da 72 articoli. In meno di due settimane la manovra dovrà essere approvata in aula, l’accordo Stato-Regione indica il 28 febbraio come termine ultimo per il via libera.
La Presidenza dell’Ars e gli uffici stanno lavorando al testo per verificare eventuali stralci di norme dal ddl stabilità, in modo da renderlo anche compatibile rispetto ai tempi imposti per l’approvazione.
I 5Stelle, però, non sono daccordo…
“I sacrifici – sostiene il capogruppodei 5Stelle Giovanni Di caro – in tempo di crisi bisogna chiederli a tutti, ma non a se stessi. Sembra questo il motto di Musumeci che, secondo quanto apprendiamo dalla stampa, starebbe pensando al taglio delle pensioni dei regionali, quando i deputati che sostengono la sua maggioranza e parecchi dell’opposizione, tranne il M5S, appena pochi mesi fa avevano aumentato le proprie”. Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Giovanni Di Caro.
“Alla luce dei provvedimenti che starebbe mettendo a punto il governo Musumeci – continua Di Caro – appare ancora più inopportuno l’aumento delle pensioni sottoscritto dai deputati in piena pandemia, corredato dal ritocco al rialzo delle proprie liquidazioni. Resta ancora il dubbio se anche Musumeci si sia concesso questi aumenti. Sarebbe giusto dirlo ai siciliani, anche se ormai non ci speriamo più”.
Inaccettabile per Di Caro anche il fatto che il parlamento debba apprendere dei provvedimenti dai giornali. “All’Ars – dice – ancora non abbiamo visto un solo pezzo di carta”.
L’accordo con lo Stato sul disavanzo, e la necessaria riforma della spesa è stato affrontato a parte.
L’accordo con lo Stato su disavanzo prevede la riforma della spesa regionale che in una parola significa tagli. E la regione si prepara a farli questi tagli nello stile già visto ai tempi del governo Lombardo. Non a caso l’assessore all’economia è di nuovo lo stesso, Gaetano Armao.
I tagli, però, sono stati richiesti da Roma come condizione per concedere la dilazione di ripiano del disavanzo. Un po’ come accaduto anche ai tempi del governo Crocetta quando i tagli vennero scaricati in una consistente macelleria sociale senza precedenti in Sicilia.
Ma a pagare il prezzo dei nuovi tagli saranno i pensionati della Regione da un lato e i giovani che speravano in un posto di lavoro pubblico dall’altro.
Per i pensionati regionali si presenta un contributo di solidarietà da parte delle pensioni superiori a 1546 euro. Il contributo sarà progressivo e verrà trattenuto alla fonte. Di fattosi tratta di un taglio che nella media andrà dalle 20 alle 50 euro ma che arriverà fino quasi a 80 euro per le pensioni superiori ai 5000 euro al mese. In percentuale il contributo di solidarietà andrà dallo 0,25% fino all’1,5%. Niente di preoccupanti per i redditi più alti.
L’altra misura impopolare sarà il nuovo blocco del turn over. Di fatto non si potranno sostituire i dipendenti che vanno in pensione. In una Regione che già adesso lamenta l’insufficienza di personale nei prossimi anni andranno in pensione circa 500 persone che non potranno essere sostituite e di fatto si bloccheranno almeno 300 assunzioni. Ma di contro ai dirigenti di alta fascia che gestiscono fondi europei viene consentito di restare in servizio anche oltre il limite pensionabile mantenendo anche il livello redistributivo massimo. La misura è giustificata con l’esigenza di completare l’impiego dei programmi comunitari in corso.








