“Teatro in Lingua”. L’educazione tramite la drammatizzazione e lo studio personalizzato
Il Convitto Nazionale di Palermo, attraverso il progetto “Teatro in lingua”, ha scelto quest’anno lo strumento della drammatizzazione al fine di raggiungere l’obiettivo dell’apprendimento tramite un modo nuovo che consenta ai ragazzi una partecipazione attiva e personalizzata.
Al progetto è stato dato anche un indirizzo interdisciplinare che ha interessato un po’ tutte le materie oggetto di studio. Incentrato, inoltre, sull’albero, tema prescelto dal Convitto come simbolo di vita, di natura fertile, di amore, il progetto ha mirato ad educare attraverso i gesti quotidiani, a far riflettere su quei comportamenti, spesso banali, cui non prestiamo la dovuta attenzione come gettare rifiuti dove capita oppure alimentare un consumismo sfrenato, produttore di esagerate quantità di oggetti. All’opposto, possiamo renderci protagonisti di un corretto uso delle risorse se collaboriamo alla raccolta differenziata, se curiamo l’ambiente in cui viviamo mantenendovi l’ordine e la pulizia, se consumiamo in modo responsabile, infatti, come suggerisce il titolo del progetto “La planète c’est nous”, il pianeta è nostro e non ne abbiamo un altro di riserva.
Lo spettacolo, brillantemente condotto da ragazzi disinvolti e consapevoli, con un’ottima pronuncia della lingua straniera, ha avuto anche un’impostazione multimediale, con proiezioni di immagini, di video e accompagnamento musicale.
Il progetto è stato realizzato dai docenti Olga Musillami (lingua francese) e Dario Cordovana (lingua inglese) con la gentile collaborazione della vicepreside Tiziana Schiavo e dello staff tecnico (Daniele Scalia e Giuseppe Mazzamuto). Erano presenti allo spettacolo la professoressa Maria Natoli, fiduciaria di settore del Convitto Nazionale, e la vicepreside professoressa Tiziana Schiavo che, intervistate al riguardo, hanno spiegato in che cosa consista il Progetto Albero scelto dalla scuola.
Sono stati drammatizzati temi attuali e di grande impatto sociale come quelli attinenti alla tutela dell’ambiente e alla dipendenza dai dispositivi elettronici, proposti dalla professoressa Musillami, mentre il professore Cordovana ha optato, invece, per il tema della pace.
Infine, è da rilevare come, in effetti, gli obiettivi della sensibilizzazione degli alunni all’educazione ambientale e alla cittadinanza attiva siano stati pienamente raggiunti, tanto più che a supportare il progetto scelto dal Convitto nazionale sono stati anche i genitori e i familiari dei ragazzi che vi hanno aderito con entusiasmo.
Lydia Gaziano








