Decreti e sanzioni: un potpourri di abusi amministrativi

Conte discorso al al Senato (Conte 1): l’attuale governo, incerto ma prepotente va avanti …a forza di ‘fiducia’ e decreti presidenziali. Orban, però, sa far di meglio…

Non siamo noi soli, su Palermoparla, a ribellarci moralmente davanti gatteggiamento coercitivo del governo –tutti a casa e basta – non sempre supportato da motivi tecnici adeguati, cioè medico scientifici. A chi può mai nuocere una passeggiata o un po’ di sport – ovunque – all’aperto con la famiglia?

Marciapiedi sì, villa no, lungomare no, spiaggia ancor meno: assolutamente ridicolo! Così come convincere tanti fra gli italiani a camminare per strada da soli con tanto di mascherina. A costo, fra l’altro, da metterla fuori uso per i momenti cruciali…

Ripetiamo: poteva essere un’occasione per seminare intelligenza e cultura e invece sono state diffuse demenza e ignoranza

In Giappone è stata rispettata la costituzione che vieta provvedimenti che ricordano i tristi tempi del coprifuoco, di…bellica memoria. Ma anche la Costituzione italiana prevede qualcosa del genere. Trasgredirla, però, è abitudine invalsa di recente (Imu).

Ecco, quindi, alcune opinioni parallele alla nostra, rinvenute qua e là sul web…

Rigorosamente chiusi in casa, nel rispetto assoluto delle disposizioni dell’autorità e prima ancora del buon senso, non possiamo esimerci dal criticare il comportamento di chi ci governa…

Riconosciamo le difficoltà degli ospiti di Palazzo Chigi, trovatisi ad affrontare un’emergenza improvvisa e ‘inedita’. Rileviamo anche l’uso proporzionale e prudente da parte delle autorità sanitarie e dei loro rappresentanti – fino ai giustamente lodati medici e infermieri – al fine di garantire, per quanto possibile, un’efficace e soprattutto sufficiente assistenza sanitaria per tutti. Questo sempre che non si siano operate delle distinzioni nelle cure in base all’età o altri discrimini. A quanto sembra talvolta è avvenuto. Per inciso ciò significa mettersi al posto di Dio per decidere chi debba vivere o morire…

Impossibile non rilevare – invece – come la sanità in Italia fosse stata decapitata, cioè privata di personale e mezzi, soprattutto dal governo Monti, al fine di adeguarsi ai dettami (anch’essi dittatoriali) della spending review (U.E.).

Soprattutto, però, non si possono chiudere gli occhi di fronte a proposte indecenti di esponenti politici, di maggioranza e di opposizione, ma soprattutto di scelte procedurali, prese talvolta in buona fede, ma con imperizia o, addirittura, in modo tale da configurare e costituire precedenti di diritto estremamente pericolosi.

Sta di fatto – come abbiamo notato in altri articoli – che, di fronte all’abbitudine degli italiani a non seguire le raccomandazioni, il governo non ha avuto esitazioni: si sono dovuti ‘inventare’ un modo efficace per limitare il diffondersi del virus. E’ vero: è difficile legiferare, ma si dà il caso che trattasi del ‘loro mestiere’. O no?

Ma perché provvedere con un Decreto del presidente del Consiglio?

I Decreti Ministeriali o Decreti del presidente del consiglio sono atti amministrativi, sono atti secondari, ad esempio regolamenti, che ovviamente possono derivare da norme di legge, ma non possono autonomamente promuovere nuove norme. Disposizioni che limitano – anche se di evidente opportunità – la libertà di circolazione dei cittadini, libertà espressamente garantita dalla Costituzione, dovrebbero avere, almeno, il carattere di legge: sarebbe stato entro i margini della correttezza corretto provvedere con un decreto legge.

Il DPCM – il provvedimento adottato – è un atto che non viene sottoposto ad alcun intervento di verifica. Il che significherebbe rispettare il principio dell’equilibrio dei poteri (risale a Montesquieu, ndr).

Il decreto legge – assolutamente più opportuno – necessita della firma del Capo dello Stato e, pertanto, avrebbe almeno un minimo controllo preventivo. Ma, soprattutto, entro 60 giorni, dovendo essere convertito dalle Camere, verrebbe sottoposto – com’è noto – all’organo legislativo corretto.

Anche un ex presidente della Corte Costituzionale come Giovanni Maria Flick, ha appena invitato il governo a correggere lo strumento adottato.

———————————–

Al tutto si sono sommate ‘le follie’ di alcuni Sindaci e Presidenti di Regioni che hanno emesso ordinanze assolutamente fuori dalle regole: inaccettabili.

Piero Ignazi accademico d'Italia.
Piero Ignazi accademico d’Italia: ‘non consideriamo la Cina un modello!”

Molti, forse – spiega Piero Ignazi politologo e accademico d’Italia, esperto in politica comparata – considerano la Cina un modello? E’ il colmo: dimenticano che è una dittatura?

La citazione, richiamata da Conte de “L’ora più buia”, termine usato da Churchill per definire la II Guerra Mondiale, non è appropriato: prima di assumere poteri straordinari il Governo di Churchill, dovette convincere un parlamento propenso alla resa e farsi comunque autorizzare da esso.

La nostra Costituzione prevede solo in caso di Guerra, previa deliberazione delle Camere, la possibilità di conferire poteri straordinari al governo.

Forse sarebbe il caso di colmare questa lacuna ampliando e stabilendo esattamente i casi in cui il parlamento possa conferire al governo poteri eccezionali, fermo restando che già la normativa attuale predispone lo strumento della Legge Delega, che conferisce al governo potestà legislativa. Lo strumento di delegare il Governo avrebbe dovuto essere attivato subito, e soprattutto doveva essere proposto, principalmente dalle opposizioni, a tutela della Costituzione. Mentre le opposizioni, invece, chiedevano a gran voce forme prossime alla dittatura come il commissario unico, la legge marziale. Avrebbero dovuto chiedere un atteggiamento più colto, informato e civile. Così che è avvenuto con successo nei ‘soliti’ paesi del nord Europa, più aperti ad ‘altri vizi’, ma certamente più democratici .

Tutti colpevoli, insomma!

La realtà è che il governo, dopo essersi accorto in ritardo del problema, ha drasticamente drammatizzato la situazione con l’appoggio dei media che hanno seminato un panico che ha fatto – certo –più male che bene. L’opposizione, frattanto, chiedeva più rigore. Tutto molto, anzi troppo, astratto, nel complesso: la polemica per la polemica da una parte dall’altra. E si sa: mentre il medico studia il malato …se ne va. E’ proprio ciò che è avvenuto.

Il ruolo del parlamento, comunque, è centrale proprio nelle situazioni di emergenza: su questo il costituzionalista Andrea Pertici ha appena insistito in una pregevole intervista su La Stampa.

Viktor Orban in Ungheria ha colto 'la palla al balzo':pieni poteri per il Covid. Li mollerà mai?...Ma lui, forse, sa governare. E una cosa è certa: 'tira' per il suo paese. E non è poco...
Viktor Orban in Ungheria ha colto ‘la palla al balzo’:pieni poteri per il Covid. Li mollerà mai?…Ma lui, forse, sa governare. E una cosa è certa: ‘tira’ per il suo paese. E non è poco. Oltre tutto, stravince le elezioni.

C’è chi ha fatto peggio: l’ungherese Orban ha colto l’occasione pe attirare i pieni poteri sulla sua persona. Ma Orban è noto come un capofila dei sovranisti, uno che di certo è avvezzo ad andare ‘oltre misura’.

Un definitivo attacco alla democrazia, sfruttando la contingenza del coronavirus, lo stanno portando avanti adesso i fautori del voto da casa dei parlamentari.

Uno fra tutti, il nemico storico della democrazia parlamentare, è l’On.le Stefano Ceccanti, deputato DM che, pur definendosi costituzionalista, non perde occasione di promuovere idee e proposte assolutamente contrarie alla costituzione, ai principi di democrazia liberale e al buon senso. Per fortuna il Senatore Zanda, suo compagno di partito, ha assunto una posizione diametralmente opposta.

On.le Stefano Ceccanti PD
On.le Stefano Ceccanti PD

Chi ha uno spirito critico e un minimo di cultura oggi, con noi, resta a casa per buon senso e per senso di responsabilità, ma non può in cuor suo non criticare l’uso eccessivo del potere, anche se mirato al …bene comune.

Il rigore in corso sta contribuendo – fra l’altro – a moltiplicare di molto il danno economico: il ‘fermo’ assoluto, come l’uso nevrotico di guanti e mascherine, anche lontano (lontanissimi) da vere possibilità di contagio, ha assunto la forma di una pratica assolutamente scaramantica. Mascherine e guanti non sono degli amuleti, una evidente stortura, non meno di chiudere ogni attività commerciale e restare chiusi in casa ad oltranza. Usare le opportune accortezze che una normale cultura medica consiglia e impone sarebbe stata certamente una scelta più civile e degna di una nazione ed un governo evoluti, alle soglie del XXI° secolo.

Germano Scargiali

Articoli correlati