Il 2025 doveva portarci un crollo in Borsa invece a Wall street si realizzano utili stratosferici e intanto in Italia l’export verso gli States cresce del 30%
Ci domandiamo allora: “ma quanto sono attendibili i media nostrani?”
L’andamento dell’economia statunitense, secondo una recente analisi di Federico Rampini, sta capovolgendo tutti i pronostici catastrofistici della vigilia. Ci si attendeva, infatti, il crollo della Borsa americana per lo scoppio della bolla speculativa dell’intelligenza artificiale e invece l’azienda più rappresentativa di quel settore ha avuto un risultato di utili stratosferici.
Inoltre, secondo Trading Economics, se le azioni statunitensi hanno chiuso in ribasso nell’ultimo giorno di negoziazione dell’anno, concludendo un 2025 volatile perché gli investitori hanno ridotto il rischio verso la fine dell’anno, infatti il Dow è sceso dello 0,4%, estendendo un modesto ritracciamento post natalizio. In compenso, però, le azioni hanno chiuso l’anno con forti guadagni, con l’S&P in aumento di circa il 16,6% e il Nasdaq in crescita del 20,4%, segnando un terzo anno consecutivo di rendimenti a doppia cifra guidati in gran parte dalla crescita trainata dall’IA. Il Dow ha guadagnato il 13,2%, limitato in parte dalla sua esposizione ridotta alla tecnologia a grande capitalizzazione. I mercati hanno navigato un anno caratterizzato da volatilità indotta dai dazi, rischio geopolitico, valutazioni elevate e aspettative mutevoli per la politica monetaria statunitense. I verbali della Fed hanno sottolineato le divisioni sul timing e il ritmo dei tagli dei tassi nel 2026, ma hanno mantenuto un orientamento accomodante. La volatilità di fine dicembre in oro e argento ha rafforzato il ribilanciamento di fine anno e un posizionamento cauto in vista dell’inizio del 2026. In sintesi: nessun crollo, nessun trauma, anzi le Borse hanno dato segni di crescita e di grande ottimismo persino in un anno così difficile per le tante sfide da affrontare.
Secondo Luca Discacciati, noto analista finaziario, i dati Usa recenti, presi dalle migliori fonti di trading, tra cui Trading economics, fotografano un Paese in buona salute, in crescita e tutti i dati lo confermano: l’inflazione è al 2%, la disoccupazione al 4 %, la bilancia commerciale risulta in miglioramento, infatti gli americani solitamente importano molti prodotti dall’estero.
Riguardo al tema dei dazi, gli aumenti di questi, che apparivano veramente esagerati, soprattutto nei confronti di alcuni Paesi e di alcuni prodotti, apportati dal presidente Trump fin dai primi mesi del suo insediamento, avevano creato, inizialmente, molto spavento e scompiglio nei mercati, ma successivamente, in seguito a vari incontri e correzioni, la situazione si è alquanto stabilizzata.
Risulta, infatti, secondo i dati economici più recenti che, non solo l’export italiano è cresciuto, lo scorso anno, verso gli Usa del 30%, mentre quello verso gli altri paesi dell’11%, ma che, a conti fatti, gli Usa sono ancora il paese del mondo che acquista la maggior parte dei prodotti esportati dall’Italia.
Per concludere, in considerazione di questi fatti, risulta che la comunicazione finanziaria della maggior parte dei media italiani, guidati dalla sinistra, nel corso del 2025, sia stata menzognera, non tenendo minimamente conto di quel che accadeva e manifestando sempre la speranza che si verificassero i peggiori disastri per poterne trarre profitto.
Lydia Gaziano Scargiali








