Nessuna sorpresa – come avevamo scritto stamane, ma abbiamo poi sospeso la pubblicazione in attesa di un sì più ufficiale – nell’apprendere ormai per certo che la favorita, il 100 feeet Arca SGR del Fast and Furio Sailing Team, armata nell’occasione dal monegasco Guido Miani con i figli Daniel (ambedue a bordo) e il fratello Adalberto (che il attendeva in banchina). Una famiglia presente già negli anni scorsi, spesso con la barca più velocein assoluto: è la quinta volta che compiono la medesima impresa – la conquista della line honours – nella lunga veleggiata da Palermo. Hanno chiamato a bordo il professionista dell’altura Furio Benussi e un equipaggio al top: hanno regatato da leader e hanno primeggiato in tempo reale. Secondo è arrivata l’italiana Pendragon di Nicola Paoleschi e Carlo Alberini. Sulla scia Pendragon, Aragon e Leaps & Bounds completano la flottiglia dei leader.
Il resto degli altri concorrenti arriverà fra oggi, domani e giovedì a seconda del vento. Sono state 54 le barche che hanno preso il via da Mondello.
“Una gara molto ben organizzata – ha dichiarato Guido Miani, banchiere nel principato – dopo lo stop di un anno abbiamo finalmente ricominciato a navigare con un equipaggio incredibile. Così non abbiamo deluso le aspettative”.
L’organizzazione della regata è curata in collaborazione da tre club, il Circolo della Vela di Sicilia, lo Yacht Club Costa Smeralda e lo Yacht Club Monaco, dove venerdì ci sarà la premiazione.

Arca SGR ha risalito la Corsica – seguito da tutta la flotta – lungo la costa ovest, dopo aver varcato le Bocche di Bonifacio. Ha proceduto mediamente ad una velocità di 8,5 nodi. E’ già tanto – ovviamente – con il vento leggero di questi giorni e soprattutto della notte.
Una presenza particolare, un vero ospite d’onore: Mr. Conor Doyle, a bordo di Freya , XP50, ha navigato per 2400 miglia dal porto di Kinsale, in Irlanda, “…per regatare – ha affermato scherzosamente – al caldo e al sole, visto che da noi piove e fa freddo”. Ma anche per uno scambio di guidoni con il CV Sicilia.
Se ufficializzato il tutto, avendo tagliato per prima la line honour, Arca vince il trofeo Giuseppe Tasca d’Almerita, intestato ad un past president del Circolo della Vela Sciilia, da sempre organizzatore dell’evento.
Si attende adesso la classifica ufficiale: quella stilata con il computo dei tempi corretti. E’ ritenuta – non a torto – qualcosa di più probante: consente di regola nella vela d’altura di competere insieme a barche di differente ‘stazza’. Qualunque ‘formula’ del genere non è comunque da ritenere perfetta, specie se fra barche molto differenti fra loro (grandi o piccole). Si nota – ad esempio – comne esse percorrano inevitabilmente lo stesso braccio di mare in momenti e – quindi – condizioni meteo (vedi vento) differenti.
A determinare la velocità di una barca a vela – per inciso – concorrono soprattutto la lunghezza e la superficie velica. Tanto maggiori sono – per brevità – queste componenti positive, tanto più viene penalizzata la barca rispetto alle altre. Alla velocità concorre certamente il peso (meno possibile), ma questo non viene considerato. Piuttosto si fa spesso divieto dell’uso di materiali leggerissimi per evitare l’aumento dei costi.
Germano Scargiali
(Articolo in via di definizione nell’attesa di notizie più precise e complete)








