Formiche contro formichiere

Può la UE battere il colosso russo?

Quasi ogni giorno si legge qua e là di qualche ”euro_formica” – nazione del consesso UE –   che vorrebbe riarmarsi per poi collegialmente dichiarare guerra alla Russia.

La questione più spiacevole è il farsi sembrare convinti di poterlo fare e tentando il condizionamento dei loro singoli popoli, nazione per nazione, uno ad uno, dal momento che l’integrazione UE è una partita ormai persa.


Gli ”animatori” pro guerra, con un minimo di lume cognitivo dovrebbero, prima di procedere ad una dichiarazione di guerra formale, fare qualche conto sperando e ipotizzando di vincere a medio o a lungo termine, visto che da 10 anni l’Ucraina sostenuta dall’intera UE con circa 250 miliardi in armamenti, vettovagliamenti e salari per soldati, ha solo perso territorio e circa 1 milione di operativi fagocitati dalla guerra.

Siamo alle solite: ”formiche contro formichiere”: se un milione di formiche assalissero un formichiere, quest’ultimo avrebbe partita vinta?


A mio avviso sicuramente SI’ perché le formiche con il loro acido formico non scalfirebbero il formichere ben difeso dalla natura e lui avrebbe a disposizione un lauto pasto!

La correlazione con le parti in causa sembrerebbe perfetta: 500 milioni di europei contro 160 milioni della Federazione Russa, 27 eserciti addestrati più meno bene armati con lo standard NATO ben conosciuto dai russi, contro armi segrete russe che mettono paura!

Il Presidente russo ha spiegato che in caso di confitto reale e non le solite scarmucce- punzecchiature come in Ucraina, lui metterebbe sul tavolo 6.000 testate nucleari ad impiego immediato e poi si vedrà.


Secondo lui e a buona ragione,  la UE si prepara a guerricciole locali onde mettere in campo i nuovissimi  Panther tedschi e gli Abram USA (ovvero carriarmati di lusso a benzina che funzionerebbero meglio se montassero motori Ferrari!), quasi come se non bastassero i tanti Panther distrutti nelle loro prime uscite e gli Abram ritirati perché ”inadatti” contro i russi… i guerrafondai speranzosi ancora insistono !


La UE è composta da 27 nazioni aggregate da un Trattato per il Funzionamento della UE (TFUE) che non è mai stato ratificato ma solo approvato, quindi la UE giuridicamente non esiste ma il potere concesso alla Commissione che esautorò il Parlamento UE per evitare di duplicazioni, è talmente grande che sta portando al disastro economico e forse anche militare l’intera Unione…

E’ giunto il momento di tirare le somme, stabilito che 1 milione di formiche probabilmente non riuscirebbero ad abbattere il fomichiere, non resta che salvare il salvabile, ovvero proporre ai russi un armistizio concedendo loro la fascia del Donbas e la Crimea, territori necessari alla Federazione Russa per avere una via commerciale e militare col Mediterraneo.


Agli europei ciò potrebbe essere indigesto ma occorre ricordare loro che l’Ucraina è nata come Provincia dell’Impero dei Romanov e che tuttora è rappresentata dall’insieme di 10 etnie in parte russofone specie a ridosso dei confini russi.


Quindi, lo spostamento amministrativo dei territori indicati, dall’Ucraina alla Russia, non cambierebbe molto alle popolazioni locali e l’attuale Governo locale nato da un golpe accertato a livello internazionale, non ha nemmeno l’autorità di impedirlo (da cui) per tal motivo vorrebbe continuare la guerra piagnucolando presso il Gotha della UE! 

Visti i risultati ottenuti finora dall’Amministrazione di Bruxelles, si può dire che è ora di rivedere le politiche attuate dalla medesima le quali finora si sono mostrate sempre fallimentari!


In estrema sintesi e solo per i casi più clamorosi, c’è da ricordare le famigerate ”quote di produzione agricola” con le quali si sovvertirono le più elementari regole di economia (invece di potenziare le aziende più deboli, colpirono le aziende piu virtuose, lasciando campo libero alla concorrenza extra UE!). Poi ci fu il turno ecologico col Green Deal che si dimostrò un fallimento completo causando la chiusura di molte delle migliori fabbriche europee.

Ma non bastò perché ci fu l’imposizione del fotovoltaico e dell’eolico dimostratisi di produzione elettrica insufficiente ma ancor oggi la Commissione non se ne è resa conto tant’è vero che vorrebbe multare tutte e 27 le euronazioni per non aver raggiunto i target ”green” imposti.

Nel frattempo nonostante i 56 GigaWatt fotovoltaici installati in Germania, lì sono dovuti tornare di corsa al carbone e al nucleare, per colpa del North Stream distrutto da un commando, sembra organizzato dalla coalizione stessa, per ”danneggiare l’economia russa”!

Adesso la Commissione è arrivata al ridicolo: distruggere l’economia agricola UE per utilizzare i campi come base per impanti fotovolataici.


A questo punto nasce una forte questione di credibilità e c’è da chiedersi ”PERCHE’ FACCIAMO GUERRA ALLA RUSSIA PER LIBERARE L’UCRAINA”?


Di là dalle vicissitudini che portarono la Russia a scendere in campo per contrastare la coalizione che avrebbe voluto portare basi NATO in Ucraina, nel 1991 Eltzin consacrò l’Ucraina quale Stato sovrano, cioè libero da ingerenze straniere e tutto filò liscio fino al 2014 allorché un gruppo ”occidentale” e da un magnate ucraino il quale finanziò quel golpe che inescò il confronto Ucraina – Russia e in background coinvolgendo le armate fantasma della NATO supportate dalla UE ma questa è tutta un’altra Storia.


Torniamo al formichiere russo che pian piano con la sua lunga proboscide sta succhiando risorse della Coalizione.


La Russia volendo può godere di un’economia autarchiaca perché nei suoi 11 meridiani di territorio, oltre a terre gelate, dispone di miniere e di energia in grande quantità e comunque nonostante le sanzioni applicatele ”ingenuamente” dalla UE, continua a commerciare con tutti gli altri Stati limitrofi.

La UE non può sperare di sostenere la guerra in Ucraina ancora per molto perché la ”proboscide” del formichiere sta già intaccando la coerenza di alcune nazioni UE, le quali non avendo carbone, né nucleare, per non soccombere comprano gas russo distribuito da paesi terzi pagandolo il triplo del costo di qualche anno fa!


Piano piano tutta l’Unione dovrà abbattere i costi di produzione industriale e l’unico modo ed il più semplice per farlo, è di tornare a comprare gas russo a prezzi convenienti senza continuare a credere nello stupidissimo e inutile Green Deal…


A mio avviso e prima che sia troppo tardi (il formichiere è in agguato) occorre rimodellare la UE avviandosi al Federalismo tra le Euronazioni, anche sul modello USA che funziona bene da 300 anni, poi si vedrà ma è indispensabile destituire immediatamente la Commissione UE e ridare forza all’Europarlamento per avviare detta trasformazione organizzativa.


A proposito, un bruttissimo commento andrebbe rivolto a quei consiglieri scientifici, economisti e industriali che hanno sbagliato tutto e di più, mettendo in crisi circa 500 milioni di europei ai quali nessuno rimborserà loro i danni provocati direttamente e indirettamente… ma questi consiglieri, chi li ha ingaggiati?

LFR


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