Il Trump cattivo se vuole le pace, buono se fa la guerraHomepage

Sergio Mattarella di fronte ai suoi amletici dubbi… La sua vita travagliata, la sua grande cultura e una origine “marcata” da un “made in Sicily” che i siciliani – essi stessi in in contrasto fra loro – non possono dimenticare: tante premesse ne fanno a sorpresa il presidente più interessante fra quelli che la gente ancora ricordi. Insomma, più che mai, sicilianamente, così è se vi pare…

Donald Trump, purtroppo, ha agito – o ha dovuto agire – come uno di quelli che a Napoli chiamano con l’usuale colore “n’omme e niente”, un vero cialtrone, si dice a volte …nel bel paese là dove il sì suona. Un doppio guaio è che lui lo sa bene. Un altro guaio ancora è che ad assistere al tutto c’è a Mosca un certo Vladimir Putin… Prima ancora di “adirarsi” per il torto fatto al suo amico Assad, si sarà detto: “con chi ho a che fare, dunque?”

Per noi è stata una delusione, anche se non manchi l’umana comprensione e permanga il fatidico “filo di speranza” che, seppure “The Donald” non sia quel superuomo sperato, quel campione di qualità che la destra certamente non disdegna e la sinistra ha ideologicamente in odio, possa tornare ad essere a lunga corsa un presidente …migliore del triste e amaro dejà vu statunitense: ciliegina nella torta Barack Obama, il peggiore del dopoguerra, il più danno per l’Italia, il Mediterraneo, l’Europa e persino per casa sua…

Già, The Donald – lo temevamo e l’abbiamo detto – non poteva prendere la pala e spalare come avrebbe voluto il fango di Washington: parole sue alla vigilia della presidenza. Obama gli ha consegnato una situazione in cui l’America aveva perduto in Siria la guerra e l’onore…

Il maggior paradosso, però, è che, per il “giornale unico”, per il coro dei media e di tanti politici cui cade (se ce ne fosse bisogno) l’ultima maschera, adesso Trump “comincia ad essere” un presidente accettabile. Non diteci che potrebbe divenire rapidamente …un buon presidente. Tanta pedissequa accondiscendenza da parte della mainstream mediatica e di certi politici ai “sommi sacerdoti” del mondo è, comunque, veramente preoccupante. Oltre che le guerre, anche la pace fa dunque paura: la politica e l’informazione sono due elementi (i primi) che dovrebbero difendere la società dai tentativi di monopolio finanziario, economico e decisionale…

Avrebbe avuto ragione, quindi, Trump a “riconoscere” come Bashar al Assad sia un “turpe” dittatore, che non sia stata destabilizzata una nazione felice al fine di togliergliela di mano secondo il copione recitato in Tunisia, Libia ed Egitto. Non sarebbe vero che l’interesse di chi guidava Obama come una marionetta è quello che niente e nessuno emerga, nessuno comandi nulla in quella vasta area che corre dall’Africa al Medioriente. Nessuno sospetti che tale destabilizzazione serva anche – forse soprattutto – a che tale immenso potpourry di territori dalle grandi potenzialità possa fare, finalmente, della vicina Europa la massima potenza mondiale… E’ il faro innegabile della civiltà nel mondo, è tecnologicamente e culturalmente già molto avanti, forse in testa per sperimentazione e ideazione, pur essendo sempre quel nano politico e quella nullità militare (tranne che nel costruire le armi) che disse il ministro olandese Spaak tanti anni fa… E se la guidasse la Russia? Un paese – cioè – che, specie da quando ha il suo cuore fra gli Urali, la Germania e le regioni danubiane, la vecchia Madre Russia è più Europa che mai? Ma non scantoniamo…

Ora Trump è, dunque, accettabile, ci sarebbe una logica a reagire a chi “avrebbe” usato, tatticamente e strategicamente, del tutto a sproposito, i giustamente esecrati gas – col dubbio avanzato subito che si tratti di una sceneggiata dei suoi nemici – reagendo come ha reagito la potenza yankee, tornando in sé: lanciando dal mare che non le appartiene, da una portaerei nel cuore del Mare Nostrum, decine di missili tomahawk sugli stessi siriani, i soliti, uccidendo altri “civili”, uomini, donne e bambini.

Ma solo ora Trump, per Giovanna Botteri e la sua vasta troupe è un …honourable man, come il Brutus apostrofato da Marc’ Antonio. Peccato che Bruto, in linea con l’humor shakespeariano, fu invece “un gran stronzo”. Ma sì, Bashar el Assad, poco meno che un sultano: un dittatore.

Tutto, insomma, all’insegna del contrario della verità. La verità al 100% o la più plausibile al 100%, la più comprovata. Clicca in questa rivista nel motore di ricerca Suor Guadalupe: è la missionaria ad Aleppo venuta a parlare a Monreale.

E poi dicono che la gente non segue più i media, che vota al contrario di come i “benpensanti” credevano e speravano. Il “guaio” per chi vuol guidare il mondo dal proprio punto di vista, per chi vuol dettare la morale ideale, scrivendone, però, i comandamenti e relativi vangeli di proprio pugno e a propria convenienza, è che tutto il mondo è Napoli. E già: qua nisciuno è fesso. O per lo meno tanti, sempre di più, non sono disposti ad esserlo.

Abolire le libere elezioni? Sostituire l’elezione con la nomina dall’alto, come se non bastassero le classiche designazioni partitiche ad aggirare la volontà del popolo? Ci provano, ci provano sfacciatamente.

Ripensiamo sempre, in queste occasioni, al Foscolo, quando afferma che Machiavelli “…temprando lo scettro ai regnatori gli allor ne sfronda ed alle genti svela di he lacrime grondi e di che sangue”. Certi episodi, certi momenti, certe cronache sono rivelatrici…

Naturalmente, anche il nostro “grande” Gentiloni, allineato e coperto come non mai, si inchina prontamente, allo stile italiano – con le dovute troppo brevi parentesi della storia – cioè “col culetto in fuori” ad ossequiare il Trump nuova maniera. Già, ora sì che The Donald è un vero presidente degli Stati Uniti d’America!

Noi, però, concludiamo seccamente ribadendo il nostro assunto leggermente modificato. Così come Bruto non fermò l’avvento – con l’avvento del grande Ottaviano Augusto al posto di “suo zio” Cesare – della Roma dei Cesari, che scrisse le più alte – altissime – pagine della storia latina nella politica, nel diritto, nella filosofia, nella morale, così nessun Bruto di oggi potrà fermare ciò che la storia oggi vuole: il Neo Rinascimento del Mediterraneo e il gran ritorno dell’intero Continente Antico alla guida delle sorti umane del Pianeta sul quale, volenti o nolenti, voliamo tutti da migliaia di anni a velocità supersonica nello spazio e qualcuno o qualcosa scrive la storia sulla testa di tutti. (Germano Scargiali)

___________________________________

NOTA del “giorno dopo”…

Questo articolo sta distinguendosi per l’alto numero di ingressi, che naviga presso quota 4000. Non male rispetto alla media di questa pubblicazione di recente creazione.

Riteniamo che in tanti comprendano sin dal titolo il senso gravemente e significativamente contraddittorio dell’atteggiamento diffuso, che è accolto – aspetto più deteriore – dal …coro mediatico. Appare sempre più evidente che esso si attesta all’atteggiamento dei maggiori media americani, che sono in mano ai “poteri fortissimi”. Sono questi che lavorano da anni per condizionare lo sviluppo, ricorrendo a ad ogni mezzo, propagandando il rallentato sviluppo addirittura come “morale”, lavorando a visioni fortemente ideologiche della crescita compatibile…

Il motivo resta misterioso per i più. Ma la nostra opinione è che essi vogliono ritardare la crescita per mantenere il controllo della …situazione. Essi amano lo statalismo di per sé, perchè consente un più immediato controllo delle “leve del potere” e riduce a pochi il numero degli interlocutori nelle trattative in generale…

Tale “politica”, se così si può definire, è ritenuta spontaneamente morale, sia da una parte del popolo, di cui la propaganda mediatica sollecita il sentimento ancestrale della paura, riferita al …cosmo, sia da frange importati dei cosiddetti moralisti, che temono l’esplodere di un altro boom, il quale con i ritmi di crescita di oggi potrebbe avere proporzioni inaspettate…

I timori potrebbero non essere del tutto infondati. Quale preparazione morale avrebbe la società di fronte ad un nuovo inatteso e veloce arricchimento dopo quello del primo 1900 e dopo quello del dopoguerra? Sarebbero pronte le strutture, sia materiali che immateriali – ad esempio culturali – per far fronte ad una crescita spropositata come quella che potrebbe conseguire in pochissimo tempo all’avvento del web e della robotizzazione?

Di fronte a tali “spauracchi” i dominatori del mondo, i detentori del potere economico e quelli del potere morale, che se ne fanno anche responsabili, in quanto – difronte ad un precipitare dalla situazione – sarebbero i primi, da privilegiati, a subire un danno, reagiscono. Per questo sono da alcuni decenni sulle difensive.

Se è vero che, come abbiamo appena sostenuto, c’è una base morale – quindi anche religiosa -. in tale opera di ostacolo al progresso e soprattutto allo sviluppo, non è da stupirsi che si parli di pacificazione fra le varie fedi e della possibile nascita, anche simbolica, ma forse anche più istituzionalizzata, di una fede unica, di un “nuovo ordine”. Di più: di un “nuovo ordine mondale”. La stessa parola “ordine” deve mettere in guardia gli uomini liberi, per i quali il processo salvifico dell’umanità non può non passare attraverso progressivi traguardi di maggiore democrazia e maggiore libertà individuale. (Ge.Sca.)

Total visits: 64418 al 08.05.2018

Pubblicato il: 23 Feb, 2016