Per ripercorrere l’esodo Istriano-Giuliano-Dalmata





Il “Treno del Ricordo” è una mostra itinerante allestita su un treno storico, che intende ripercorrere idealmente il viaggio compiuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati nel Dopoguerra.
Nelle prime quattro carrozze, i visitatori potranno conoscere e approfondire la tragedia delle foibe e dell’esodo attraverso un percorso multimediale.
La quinta carrozza, novità dell’edizione 2026, è dedicata alla trasmissione del ricordo alle giovani generazioni. E’ allestita in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fornito una selezione di elaborati degli studenti che hanno partecipato al concorso nazionale “Il giorno del Ricordo” e con l’Agenzia Italiana per la Gioventù, che ha realizzato “Il viaggio del Ricordo” nei luoghi simbolo dell’esodo giuliano-dalmata.
La mostra è arricchita dall’esposizione di alcune delle masserizie degli esuli custodite dall’I.R.C.I. nel Magazzino 18 di Trieste.
Durante la visita multimediale viene illustrata la Italianità di questa Storia con Filmati e Foto originali dell’epoca.
Viene fatto rivivere il “Viaggio del dolore”, nei vagoni originali, per questo alcune persone, parenti delle vittime delle foibe, si siedono nei sedili, al buio, in profonda e sofferta meditazione, nel ricordo di quei momenti segnati dall’orrore.
In un’altra carrozza, vengono esposti gli oggetti più cari del vivere quotidiano che gli esuli erano riusciti a portarsi.
A questa visita, sono accorse molte scolaresche, che hanno seguito con molta attenzione quanto gli veniva detto e fatto vedere, al termine, a ciascuno studente è stata consegnata una busta di carta con un foglio ed una penna, per scrivere le loro impressioni, gli studenti hanno risposto con vera partecipazione e solidarietà, dando il loro contributo.
Il Treno del Ricordo, questo anno, ha realizzato la 3° Edizione 2026, facendo la 1° tappa il 10 ed 11 febbraio Trieste Centrale, binario 1, per poi continuare a Pordenone, 12 e 13 febbraio, Bologna Centrale, 14 e 15 febbraio, Pescara, 16 e 17 febbraio, l’Aquila, 18 febbraio, Roma Ostiense, 19 e 20 febbraio, Latina, 21 febbraio, Salerno 22 febbraio, Reggio Calabria, 24 e 25 febbraio, Palermo 26 e 27 febbraio, Siracusa 28 febbraio e 1 marzo 2026.
Il Ricordo del Passato è un insegnamento per trovare la strada giusta del nostro Futuro; per questo motivo la visita a questo “Treno del Ricordo” è consigliata ed auspicabile.
Oltre all’orrore e alle indicibili sofferenze provate dalle popolazioni italiane colpite dalla pulizia etnica del regime imposto dal maresciallo Tito negli anni che seguirono la fine della seconda guerra mondiale, occorre far sapere alle nuove generazioni qualcosa di cui ancora non si parla abbastanza: Infatti, tutto questo male, i delitti, le ingiurie, le sopraffazioni su tante persone inermi non si abbatterono solo, come alcuni pensano, sui “cattivi fascisti”, considerati gli unici responsabili del conflitto e delle sue conseguenze, ma anche su tanti anziani, donne, uomini, bambini che non avevano nessuna colpa, e che a volte erano persino comunisti o slavi. Per molti, questa terribile esperienza servì a comprendere la tragedia di una dittatura che, lungi dal portare libertà e benessere, apportava solo schiavitù e miseria.
Chi scrive ebbe occasione di visitare la Slovenia verso la fine degli anni ’80 del secolo scorso. Così, oltre a visitare tanti luoghi di grande bellezza, potei anche costatare la grande povertà della popolazione locale: a pochi chilometri dalla frontiera italiana, infatti, tutto cambiava. La gente, al nostro passare, non faceva altro che dire: ”italiani ricchi, belle macchine, bei vestiti”, solo che noi, in Italia, non eravamo affatto considerati ricchi, ma semplici persone come tante altre. Insomma, l’occupazione delle terre, delle case e delle aziende italiane non solo non aveva portato al paese, allora Yugoslavia, e ai suoi abitanti alcun miglioramento, alcun progresso, anzi proprio l’opposto. Lo stupore e l’invidia che la gente provava nei confronti di noi turisti italiani rivelava in pieno la natura dei loro pensieri che, sostanzialmente, confermavano quanto noi pensavamo del regime di Tito e dei suoi vantati “successi”.

La signora, ripresa a mezzobusto, è la sorella, di una vittima delle Foibe, che ha dedicato tutta la sua vita, al Ricordo delle Foibe
A questo Treno del Ricordo, hanno dedicato una memoria:
Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani
Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito
Alessandro Giuli, Ministro della Cultura
Luigi Cantamessa, Direttore Generale Fondazione FS Italiane
Notizie e foto fornite da Antonino Macaluso, da Roma








