Monica Cirinnà, senatrice PD, nota per le sue polemiche trasgressive, odiata dall’ala tradizionalista, è nei guai: al fratelllo Claudio Cirinnà, 54 anni, e a suo figlio Riccardo sono contestati episodi di usura. Peggiore èil girodicui faceva parte: un giro, comevedremo, della ‘mala‘ romana… A questo punto,si puòdire persino che se la sia cavata bene, visto che l’esecrata imputazione non gli è stata contestata…
Dietro una facciata legale si nascondevano, infatti, le attività classiche delle associazioni mafiose. La squadra mobile e il nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza, coordinati dalla Dda, hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a 16 persone, mentre per 6 i domiciliari e per altri 6 l’obbligo di dimora. Si tratta dell’ennesimo colpo al clan Senese, il cui capo, Michele, è ritenuto dagli inquirenti una delle figure centrali della mala capitolina.
Gli inquirenti hanno sequestrato anche 15 milioni di euro, tra società e ristoranti. In carcere anche la moglie, il figlio e il fratello di Senese che continuavano a gestire l’attività: il boss è detenuto nel carcere di Catanzaro dal quale, però, continuava a gestire gli affari di famiglia. In più di un’occasione, durante un colloquio in carcere, lui e il figlio si sono scambiati le scarpe.
Claudio Cirinnà, 54 anni, il fratello della senatrice Pd Monica è finito in carcere: a lui e al figlio Riccardo sono contestati episodi di usura. L’uomo già in passato era finito nei guai perchè coinvolto in un’indagine su presunti traffici di carburante. Secondo quanto si apprende a piazzale Clodio, Claudio Cirinnà non avrebbe avuto relazioni dirette con il gruppo di Michele Senese ma, insieme al figlio, andato agli arresti domiciliari, avrebbero concorso nel prestare e richiedere soldi ad una persona che era sottoposta anche alle indebite ‘attenzioni’ del clan di camorra.

“Provo molto dolore – ha dichiarato la senatrice Cirinnà – per il coinvolgimento di mio fratello. Mi auguro possa chiarire tutto a sua discolpa… So pochissimo della sua vita travagliata, benché abbia sempre cercato di aiutarlo a mettere sulla giusta via la propria esistenza. Il fatto che avesse accolto in casa nostro padre novantenne mi aveva fatto sperare in un ravvedimento. Se così non fosse, ne sarei addolorata e profondamente delusa”.
Gli investigatori sottolineano come la parlamentare risulti del tutto estranea alla vicenda.

Le aziende sequestrate
Oggetto del sequestro, un complesso aziendale di 10 società, tra cui 4 attive nella ristorazione (tutti con sede a Roma), 5 nel commercio all’ingrosso e dettaglio di abbigliamento (ubicate a Frosinone, Verona, Milano, Brescia e Bergamo) e un caseificio (con stabilimento a Pontinia, in provincia di Latina). A questo si aggiungono 5 unità immobiliari (quattro in provincia di Milano e una a Napoli) e un’imbarcazione da diporto. Scusate se è poco…
Monica Cirimnnà è stata in Parlamento una grande sostenitrice dell’aborto e dei diritti dei gay, incluso il matrimionio omosessuale. La sigla Lgbt fa parte del suo curriculum. La parte più ‘calda’ è il sostegno dato al progetto legge sulla ‘omotransfobia’ e il relativo indottrinamento scolastico sul gender… La legge vuole essere libertaria, viceversa tende ad opprimere, visibilmente, la libertà di pensiero e di espressione. Oltre ad indurre bei giovani comportamenti visibilmente deviati, anche perché forieri di situazioni di sofferenza sociale – a vari livelli – che è

improbbile, se non impensabile, eliminare.In ceerti casi,comeneimatriumoni gay, si rasenta la pagliacciata. O no?
Aldo Brandini









