La Federazione per la Vita della Sicilia si è riunita domenica 18 dicembre alle Sabbie d’oro di Cefalù, per trattare i temi fondamentali che attengono alla difesa della vita fin dal suo sbocciare.
La presidente regionale, Maria Concetta Domilici ha esordito affermando che l’anno prossimo l’attenzione si dovrà concentrare sulla mamma e sul bambino, presenze ormai quasi in via di estinzione, nel nostro paese.
Ha preso, poi, la parola la presidente nazionale Marina Casini Bandini che, via web, si è collegata all’uditorio ricordando le parole di Giuseppe Anzani “Il MPV si è sempre contraddistinto per coerenza, intelligenza, saggezza e soprattutto per la sintonia tra movimento culturale ed esistenziale” e del cardinal Bagnasco “Il MPV è stato la coscienza degli italiani”, parole belle, ma che ci responsabilizzano molto.
La Casini ha citato anche il suo caro papà, Carlo, recentemente scomparso, che era solito dire: “Il MPV non deve diradarsi proprio ora, anzi si deve ampliare e rafforzare. I suoi punti di riferimento sono il cristianesimo, la Chiesa e l’operatività, ma l’approccio laico rimane fondamentale, perché non dobbiamo difendere la vita perché siamo cristiani, ma innanzi tutto perché siamo esseri umani. La vita è un bene di tutti, non solo dei cristiani”.
In realtà, il Movimento è un grande lievito nella società. Raccontandone la storia, nei suoi momenti fondamentali, la presidente ha citato anche il motto che nacque fin dagli albori della sua nascita: “Le difficoltà della vita non si superano sopprimendole, ma affrontandole tutti insieme”.
Chi crede nei nostri valori si scontra contro una cultura che non riconosce il concepito. Proprio per questa ragione dobbiamo formarci continuamente: tramite convegni, audiovisivi, libri.
La ferma difesa del concepito ci espone a volte a critiche e incomprensioni. Ci viene detto, infatti: “perché vi occupate soprattutto del concepito, di problemi nella vita umana ce ne sono tanti…” Sembra una critica valida, ma l’esperienza concreta dimostra, invece, che quando si difende il concepito, che è l’essere umano più piccolo e indifeso, poi si finisce per proteggere la vita di tutti. Nel caso inverso, ciò non avviene. Anzi diventa difficile difendere la vita, basti vedere i progressi dell’eutanasia.
Va valorizzata la specificità femminile, la donna deve potersi realizzare, ma con in braccio i figli.
All’intervento di Marina Casini ne sono seguiti altri, molto interessanti, attinenti l’SOS vita, al quale si dedicano delle volontarie che con grande dedizione ricevono richieste di aiuto o di consiglio da donne che chiamano da tutta Italia e comunicano tramite telefono o tramite chat.
Sono stati, inoltre trattati molti argomenti di grande attualità come quelli attinenti la fertilità e le sue problematiche, il Progetto Gemma, per aiutare le mamme in difficoltà economica e così via.
Infine, si è data la parola ai giovani, anche loro molto attivi e determinati nel difendere la vita.
Lydia Gaziano Scargiali






