La preside Melchiorra Greco va in pensione ma lascia un istituto in grande crescita

La dirigente dell’Istituto Alberghiero Francesco Paolo Cascino, Melchiorra Greco va in pensione, dopo due anni, lasciando una scuola in grande crescita.
Al professor Roberto Cascino, vicepreside dello storico istituto
che porta il nome del nonno, rivolgiamo qualche domanda sulla scuola in generale e sui risultati raggiunti in quest’ultimo biennio.

Sembra che il Cascino, dopo alcuni anni di crisi, abbia ora intrapreso una strada di crescita e di miglioramento che può far guardare al futuro con maggiore serenità?
“Certamente un contributo importante è arrivato dalla preside, che, insieme al suo staff, ha saputo creare una squadra operativa valorizzando le singole competenze e dando così la giusta immagine e il prestigio che la scuola merita, anche in considerazione della sua lunga tradizione, creando un ambiente sereno sia per i discenti sia per gli insegnanti”.
Che cosa ci può dire circa i rapporti col territorio?
“Al riguardo, abbiamo scelto una via di dialogo e di collaborazione: interagiamo con le scuole vicine, favoriamo la pratica sportiva, ci interfacciamo con la Chiesa e con le autorità preposte alla difesa della legalità. Ad esempio, abbiamo tenuto una conferenza con padre Sergio della Caritas e abbiamo organizzato varie cene di ‘legalità’. Sempre su questo tema, allo scopo di renderne l’istituto un autentico presidio, abbiamo anche invitato dei detenuti (ed ex detenuti) a parlare con gli alunni affinché le loro testimonianze servano a tenere i ragazzi lontani dai pericoli che si corrono quando si adottano comportamenti criminali. Questa iniziativa è stata chiamata Lasciamo che lo dicano loro.”

Indubbiamente tutto questo denota, da parte del personale e della dirigenza, anche un grande entusiasmo e un grande impegno.
“Penso che quando si partecipa a delle attività scelte in base alle reali necessità della scuola e sentendosi parte di un progetto, ci si senta tutti più motivati nel lavorare per il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.
Tra le tante attività che portate avanti quali le sembrano maggiormente formative per il futuro professionale dei ragazzi?
“Ritengo il PCTO. Portare gli alunni in altre regioni d’Italia, far prendere contatto con altre realtà in strutture di alta categoria, dar modo di conoscere dal suo interno il mondo del lavoro risulta un’esperienza fondamentale che può veramente assicurare degli sbocchi lavorativi interessanti. Al PCTO possiamo aggiungere anche la collaborazione attiva con associazioni di settore, tra cui Amira e Federazione italiana Cuochi, per far conoscere agli alunni in modo più approfondito il mondo di cui un giorno potrebbero far parte”.
L’educazione non può prescindere da quegli esempi concreti che possono far capire agli studenti quali siano i comportamenti migliori da adottare nelle varie circostanze…
“Infatti questa è anche una nostra scelta: vogliamo proporre ai ragazzi modelli concreti e non astratti affinché si rendano conto dei grandi vantaggi che la società ne può trarre. Ad esempio, se educhiamo alla solidarietà avremo ragazzi più sensibili nei confronti dell’altro, li abitueremo alla collaborazione, a lavorare in gruppo. Il Cascino, a questo proposito, si presenta come un modello di inclusione e professionalità in tema di inserimento dei disabili: noi favoriamo la loro partecipazione attiva alle attività lavorative esterne e alla creazione di laboratori artigianali all’interno della struttura”.
Tornando al rapporto col territorio…
“Le iniziative sono state davvero tante: posso citare l’orto didattico, le brochure, la partecipazione a eventi enogastronomici del territorio e la collaborazione con gli enti”.
Si può dire, in definitiva, che in questi ultimi due anni, l’Istituto Cascino sia cresciuto numericamente?
“Lo possiamo dire con soddisfazione e si tratta addirittura di una crescita esponenziale. Siamo riusciti a valorizzare la scuola attraverso le tante attività ideate e realizzate, ma soprattutto con la creazione di un corridoio scuola/famiglia/territorio. Questi risultati, però, non ci fermeranno. Abbiamo già in cantiere altre iniziative. Per il futuro stiamo già pensando a una scuola-azienda in cui i protagonisti siano gli alunni diversamente abili, i normodotati e i docenti aperti alla cittadinanza”.
Lydia Gaziano Scargiali








