Lungi da noi di palermoparla.news partecipare alla “fobia” nei confronti dei musulmani ed al sostanziale timore della fatidica “invasione”: siamo assolutamente convinti (certi) che non avverrà o non avrà i temuti “contorni”. Ciò per quanto sia chiaro che c’è chi soffia sul fuoco per mettere l’Europa – e in special modo l’Italia e la Sicilia – di fronte al problema del perdurante massiccio “arrivo” di profughi ed emigrati dall’Africa e dal terzo mondo in genere. In maggioranza musulmani. Un freno “ci vuole”!
La novità è l’arrivo della prima banca islamica che si attende a Torino. La sindaca Appendino e i grillini ce la stanno mettendo tutta. Occorre sapere che non trattasi di uno scherzo: non sembra un evento che possano volere “da soli” i grillini. L’arrivo di una banca, se fosse veramente fuori dal giro occidentale (così sarebbe perché le regole del credito musulmano divergono decisamente da quelle che conosciamo) sarebbe un evento molto rilevante. Si dice che la fine di Gheddafi sia stata accelerata se non determinata dalla sua ferma volontà di fiondare in Africa una banca fuori dal giro americano che domina e determina l’attività di tutte le banche occidentali.
Che cosa c’è, dunque, dietro questo annunciato esordio?
La rivista online Vox è “più diffidente di noi” in relazione all’arrivo dei musulmani. La pensa come sotto indicato da un articolo “freschissimo” che pubblichiamo testualmente.
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COSI’ DICE VOX
Potrebbe essere Torino ad ospitare la prima banca islamica in Italia. Se ne discuterà in occasione della quarta edizione del ‘Turin Islamic Economic Forum’ (Tief), in programma a Torino dal 28 al 30 ottobre prossimo. Con l’obiettivo di favorire “l’integrazione sociale e l’innovazione finanziaria” attraverso l’approfondimento della conoscenza delle regole e delle “opportunità offerte dalla finanza islamica”.
La finanza islamica è infatti legata al meccanismo dello “zakat”. Attraverso cui vengono finanzianti gruppi terroristici in tutto il mondo.
La possibilità di aprire la prima banca islamica d’Italia a Torino entusiasma la giunta grillina…
“E’ l’ennesimo esempio – sottolinea l’assessore grillino Alberto Sacco – di una grandissima collaborazione tra istituzioni che vogliono far crescere la città. Un progetto molto forte in cui crediamo”.
Alla vigilia del Forum islamico interviene anche il sindaco di Torino, Chiara Appendino
“La strada percorsa da Torino nella direzione dello sviluppo economico, delle relazioni con enti e imprese e degli scambi culturali – afferma Appedino – incrocia, con reciproci vantaggi, quella lungo cui si muovono istituzioni e imprese dei Paesi islamici. Si tratta – sottolinea ancora il sindaco M5s – di un incontro senza dubbio proficuo per entrambe, che trova nel Turin Islamic Economic Forum, giunto quest’anno al quarto appuntamento, un’importante occasione per moltiplicare le opportunità di investimento e di collaborazione tra istituzioni e aziende del nostro territorio con il mondo della finanza islamica”.
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La legge del Corano, in linea con il Diritto romano (pecunia non facit pecuniam), sconosce gli interessi su capitale, che considera una forma di usura. Per quanto si sa che di fatto nel costume romano gli interessi si imponessero e si riscuotessero in base al ritardo sui pagamenti di un debito o sulla restituzione di un prestito. Halal nel Corano è ciò che è giusto consentito, mentre haram è ciò che è errato e interdetto, come il mangiare determinati cibi come la carne di maiale(ndr).
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Mutui su misura, senza interessi. Strumenti ‘sharia compliant’ che rispettino le regole della finanza islamica, in attesa che sbarchi presto in città la prima banca islamica d’Italia e così l’islamizzazione sia completa.
Nel 2017, intervistata da Maria Latella su Sky, Appendino, aveva ricordato che la «finanza islamica non è solo possibilità di raccogliere opportunità economiche, con finanziamenti in infrastrutture e aziende, ma è anche un tema di integrazione».
Ad esempio, i musulmani non possono «comprare case», visto che i mutui sono vietati dal Corano insieme a qualsiasi strumento finanziario che comporti degli interessi passivi. E allora vanno agevolati, ribadiva la grillina, perché solo così ci può essere vera «integrazione». Tanto che per loro il Comune studiava delle alternative su misura, delle …possibilità di accedere al credito senza violare le prescrizioni del Corano permettendogli di acquistare una casa o di aprire una attività.
Allo studio della giunta c’era un protocollo da predisporre con i tribunali che consenta agli acquirenti musulmani il pagamento a rate sulle vendite a incanto. Ma nel mercato immobiliare interno ci sono anche intere aree urbane «che stiamo mappando» per incentivare insediamenti appetibili ad acquirenti e istituti finanziari del Medio Oriente.
(In realtà questa apertura fa parte del) …progetto di una città halal friendly di Appendino.
La manifestazione “Pro Islam” di Torino.
Due giorni di full immersion per costruire una città a misura di Sharia: “È l’unico convegno di questo genere organizzato da un comune – ha detto il sindaco Appendino (M5S) parlando della due giorni che segue la missione istituzionale a Dubai dello scorso ottobre – e noi guardiamo con grande interesse a questo mondo…”
Ma …dopo quest’idea di una città aperta alla finanza islamica, con mutui a interessi zero solo per i musulmani: Bufera su Appendino e Sharia: “Banche islamiche a Torino” la Appendino si schiera a favore dell’iniziativa discriminatoria del museo cittadino: Torino, ingresso gratis al museo: ma solo se sei Arabo E’ l’ennesima posizione di estrema sinistra…
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Nel complesso l’accusa i chi la pensa all’opposto prende visibilmente corpo: “ecco altre mosse che favoriscono visibilmente l’islamizzazione della …nostra realtà civile e culturale”.
(Notizie da Vox commentate e impaginate in redazione)
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Nota.
Senza dubbio alcuno collaborazione e convivenza fra musulmani e cristiani, in particolare italiani, non solo è possibile, ma è una pratica spontanea, scontata e consolidata già attraverso i secoli. La politica e l’atteggiamento civile nei confronti del mondo musulmano, allo stato attuale, non deve eccedere né in un senso, né nell’altro. Checché se ne dica fra cristiani e musulmani le affinità soverchiano le differenze… In questo e in tanti altri casi, c’è – però – chi soffia sul fuoco per creare situazioni di ostilità. Avviene da più anni nei paesi del Medioriente dove la convivenza è addirittura a tre fra cristiani, musulmani ed ebrei. Niente di più’ pacifico in passato. La realtà in cui si incrociavano i tre saluti come Salam, Shalom e Vai con Dio era già realtà per secoli, finché non è intervenuta la volontà internazionale di mettere le tre etnie “una contro l’altra”. Certamente ciò è acuito alla volontà di alimentare il mercato delle armi, ma soprattutto dal timore che la Pace faccia crescere il Mediterraneo e i popoli rivieraschi verso quel Neo Risorgimento di cui si vede se non l’alba quanto meno l’aurora…
(Germano Scargiali)








