Riceviamo questo dettagliato articolo su tristi e sciatti eventi che si verificano in Spagnama che ricordano l’unidirezionalità del pesiero di chi è condizionato dall’ideologia marxista. Rivangare i vecchi rancori di una nazione che ha subito una guerra civile, cantando il facile ‘perana’ di una vittoria in cui il buon gusto dovrebbe dettare che ‘turri furono sconfitti’ dalle tristi pagine che furono scitte (e vissute), è da folli. Tale è del resto la mentalità ideologica. Un uomo linero ‘pensa’, non ‘segue un’idea’. Rispetta, in ogni caso, il nemico e chi – magari per qualche tempo o anche stabilmente – la pensò o la pensa in modo opposto. Non possiamo non pensare al ‘vezzo’ grottesco di continuare a cantare ‘Bella ciao’ con una ‘certa intenzione eroica’ in occasioni che dovrebbero rappresentare oggi una festa comune, dimentica dei vecchi errori e – sopratutrto – deghli eccessi cui condussero.
Riferendoci alla ‘trita dicotomia’ che divide ‘destra e sinistra’, nessuno può ngare che una sinistra marxista sia stata e sia ‘obnubilata’ rispetto ad una visione reale e obiettiva non solo della poliutica, ma della realtà socio civile, del diritto alla libertà individuale che è il fondamento come l’arte e la stessoa invenzione.
Il fallimento del comunismo, le tristi conseguenze di quell’impostazione sostenuta, sia ai tempi dell’anti franchsmo, sia – diciamolo – ai tempi del sogno socialista pèartigiano in Italia, laddove prevalsero sono sotto gli occhi di tutti. Da tempo. E’ il peggio, assieme agli eccessi dell’opposta ideologia. Il ‘sogno’ di allora. Quella folle ventata che coinvolse fino ai bomaroli dell’ultima parte del secolo scorso fu certamente marxista: non aspirava ad un socialsmo inquadrato in uno stato democatico e’costituzionale’, assieme ad organi partitici che testimoiniavno ‘altre scelte’, altri modi di vedere la crescita, il progresso, il benessere, la stessa civiltà.
Da qui non è difficile capire da che parte stia il maggior errore. Ma ciò non conta, non deve contare: basta considerare gli uomini come tali, come esseri umani, che nessuno deve discriminare per motivi di pensiero. Purché accettino anch’essi il dialogo, il confronto, magari lo scontro costruttivo…
E nessuno può dire che la cosiddetta ‘sinistra’ abbia mai avuto ‘meriti da campione’ in tutto ciò: “è così e basta”. Progressismo è soltanto ‘il loro’. Il resto non non è progresso. Ma verso che coisa dobbiamo progredire? Verso la conquista del soialcomunismo o dei suoi principi? Verso la divisione delle risorse? Non verso la incentivazione del benessere, verso la crescita, lo sviluppo?
____________________________
Da ‘Stilum curiae’ di Marco Tosatti
C’è un piccolo paese in una delle regioni più aspre dell’Europa mediterranea, l’Estremadura. Il suo nome è un programma, Campanario. In questo borgo sorge una chiesa, dedicata a Nostra Signora dell’Assunzione, sulla cui facciata sono iscritti i nomi di padri e nonni che furono imprigionati, torturati e assassinati dai miliziani repubblicani, cioè rossi, nel 1936.
Ora, ad oltre ottant’anni di distanza, la Diputaciòn di Badajoz intende distruggere quest’ultimo ricordo delle vittime, che le lega ai viventi, pretendendo la cancellazione abrasiva di queste iscrizioni murarie.
Per l’ennesima volta il socialcomunismo spagnolo se la prende con i morti.
Negli anni che precedettero l’insorgencia nacional contro la tirannia repubblicana, e nel corso di essa, gli sgherri del fronte socialcomunista si esercitavano con i cadaveri mummificati di religiose e religiosi, esumati dalle tombe in cui riposavano nelle chiese e nei cimiteri di Spagna, esponendoli al pubblico dileggio e simulandone la fucilazione (che non venne risparmiata al Cristo del Cerro de los Angeles nei pressi di Madrid – dopo aver massacrato cinque eroici ragazzi che s’erano schierati in sua difesa –, e al Sacro Cuore del Tibidabo nei pressi di Barcellona).
Nei giorni nostri, radono al suolo ogni monumento e memoria di chi ha salvato la Spagna dalla tirannia socialcomunista e dalla sorte d’un’Albania. Hanno violato (nella tragica indifferenza – tranne che da parte dell’abate dom Cantera e dei monaci – degli ecclesiastici spagnoli, che fanno finta di non sapere, o non sanno per crassa ignoranza, che senza il generalissimo la Chiesa in Spagna sarebbe ridotta ad una presenza residuale) il sepolcro di Franco nell’abbazia della Santa Croce del Valle de los Caìdos, costringendone le mortali spoglie in luogo più periferico (eppure Franco ha tenuto fuori gli spagnoli dalle stragi dell’ultima guerra e sol per questo meriterebbe, semmai, un statua in ogni città, ma anche promosso attività di produzione agricole e manifatturiere prima quasi medievali, ndr).
Adesso a Campanario oltraggiano la memoria di loro vittime, cercando di cancellarne l’esistenza raschiandone via dai muri della chiesa i nomi. E ciò anche in violazione dell’infame legge sulla Memoria Storica, che è stata ed è il grimaldello voluto dal socialismo zapaterista per fare tabula rasa della storia buona della Spagna, in una cancel culture ante litteram. D’altra parte, se la legge ha questo scopo, non può essere invocata per impedire questa cancellazione violenta, e quindi può essere tranquillamente violata nella lettera, per applicarla nello spirito.
Fu il comunista Béla Kun a ordinare, durante la breve e sanguinaria esperienza della Repubblica sovietica ungherese del 1919, il divieto dell’insegnamento della storia per ridurre il reale a una pagina bianca, azzerando tradizione e anche la più modesta esperienza, su cui scrivere il progetto dell’ideologia, che in quanto tale è contro Dio e contro l’uomo.
Non c’è pietas per i morti (uccisi) e i loro eredi, come non ce ne fu quando proprio a proposito di Badajoz, nel cui distretto è Campanario, un generale rosso ebbe a dire che la repressione franchista fu giustificata da «circostanze speciali». Facile immaginare quali, i cui esiti sono scritti anche sulla facciata della parrocchia di Campanario, e vogliono cancellarli.
Come andrà a finire, è difficile dirlo. Noi speriamo che la resistenza di Hazte oìr risparmi quest’altro oltraggio alle vittime, ai loro eredi, alla pietas e alla verità storica. Perché i nomi che s’intendono raschiare non sono nomi di criminali, ma di martiri, se non tutti della fede, quanto meno della libertà e del bene, non solo della Spagna ma dell’intera Europa.
Infatti – traggo queste riflessioni dal mio librino Difesero la fede, fermarono il comunismo. La Cristiada, 1926-1929. La Cruzada, 1936-1939, edito da Cantagalli, omettendo le note, ma i riferimenti ci sono tutti – c’è da chiedersi che cosa avrebbe significato per l’Europa dopo la seconda guerra mondiale essere stretta dalla tenaglia di due «cortine di ferro», con l’Armata Rossa anche a sud dei Pirenei – perché non sarebbe finita diversamente se la Repubblica avesse vinto o se non ci fosse stata insorgenza contro la sua incipiente tirannia. Allora, destino certo della Francia, e quindi a cascata dell’Italia e della Germania Occidentale, sarebbe stato la «Cecoslovacchia», cioè l’usurpazione del potere da parte dei comunisti, con l’azione combinata sul piano politico del partito, e sul piano psicologico dei carri armati sovietici dentro le porte (sappiamo dalla caduta del muro di Berlino quanto ‘comunismo’ equivalga a tanta miseria morale e materiale, ndr).
Emblematico è il caso del cosiddetto «oro de Moscú». L’Unione Sovietica vendette a caro prezzo il suo aiuto militare e logistico alla Repubblica. E a garanzia del pagamento della «solidarietà internazionalistica», costrinse il governo rosso a trasferire in URSS le riserve auree della Banca di Spagna. Così il 25 ottobre 1936 – poco più di tre mesi dopo l’Alzamiento nacional –, salparono dal porto di Cartagena alla volta di Odessa quattro navi sovietiche cariche di cinquecento tonnellate di oro, stipate in ottomila casse.
Naturalmente, l’«oro di Mosca», se la Repubblica avesse trionfato, avrebbe garantito all’URSS non tanto le spese sostenute, bensì, insieme con il vincolo ideologico, un ferreo controllo su di essa. Nel caso invece della santa sconfitta, contribuì a sostenere l’impero del male, e magari a finanziare un po’ di rivoluzioni o di terrorismo comunisti nel mondo. Certo, fu sottratto per sempre al popolo di Spagna. Grazie alla Repubblica.
Un’ulteriore nota a margine, anche questa tratta dallo stesso librino, s’impone, perché la letteratura e l’opinione correnti, persino in area cattolica, descrivono la Repubblica e le varie sinistre spagnole del tempo – e anche quelle odierne – come un’accolita di generosi idealisti, innocenti e innocui. Nessuno, invece, ricorda il vero e proprio Terrore rosso nelle città in cui l’Alzamiento non riesce subito, come accadde anche a Campanario. È l’ora delle checas, «carceri improvvisati, dove alle condizioni subumane nelle quali sopravvivono gl’internati si sommano metodi di tortura difficilmente concepibili».
Tra questi – finalizzati a ottenere confessioni e scoprire spie, sabotatori, etc., che sin dal tempo del Terrore giacobino la Rivoluzione cerca per giustificare anzitutto a sé stessa i propri fallimenti, e cioè il mancato avvento del paradiso in terra –, l’enteroclisma di un litro di cemento liquido. In queste checas venivano rinchiusi i nemici del popolo, che spesso nemmeno sapevano di esserli. Da esse, ogni giorno, i presos venivano deportati in località fuori città per essere fucilati, ovvero tale sorte veniva loro riservata all’alba nei cortili di tali stabilimenti. Per tutti, ricordo i massacri di Paracuellos de Jarama – che venivano comunque commessi in ogni altra zona controllata dai rossi, Campanario compresa – località a pochi chilometri da Madrid. Tra novembre e dicembre 1936 vi furono uccisi in numero non facile da determinare tanti prigionieri, che qualcuno calcola in circa diecimila, di volta in volta prelevati dalle checas repubblicane e fucilati sull’orlo di fosse comuni, come qualche anno dopo sarebbe accaduto a Katyn per gli ufficiali polacchi prigionieri dell’Armata Rossa, secondo uno stile tipicamente comunista.
Quegli uomini, d’ogni rango e stato sociale, furono eliminati perché ritenuti incompatibili con la Repubblica: ecclesiastici, militari rebeldes, aristocratici, borghesi, possidenti, semplici cittadini, ma credenti e impegnati nella vita ecclesiale, e/o monarchici, derechistas.
Uno dei colpevoli della mattanza fu Santiago Carrillo Solares, che sarebbe diventato capo dei comunisti spagnoli negli anni 1970, e protagonista della stagione di quell’altro espediente comunista noto come «eurocomunismo», con i capi comunisti italiano e francese, Berlinguer e Marchais.
Solares dichiarò poi a Oriana Fallaci, in una celebre intervista, «Ho fatto la guerra civile, davvero. Sparando, uccidendo. […] Non so se sono un buon tiratore, però so che miravo con cura: per uccidere. E ho ucciso. […] non mi pento d’averlo fatto». E poiché non era mai stato al fronte, vuol dire che mirava «con cura» «per uccidere» inermi prigionieri.
Scrivono i ricercatori che hanno studiato il fenomeno delle checas, «[…] il tasso di morti per mano dei cekisti fu [nei primi mesi] di venticinque al giorno. Tutto cambiò quando Santiago Carrillo, Margarita Nelken [Mansberger, femminista comunista] e il PCE [Partito Comunista Spagnolo] si occuparono della repressione: la liquidazione fu razionalizzata, secondo lo stile stalinista e nazionalsocialista, e si giunse a episodi come la mattanza di Paracuellos del Jarama […]. Non fu una difesa del regime del 1931, ma l’intenzione evidente di fare la Rivoluzione. […] le checas si diedero all’assassinio sistematico di migliaia e migliaia di prigionieri».
Commentò allora Winston Churchill: «In questa situazione essi [i ministri] presiedettero all’orrenda serie di massacri notturni che hanno tolto al Governo di Madrid tutte le caratteristiche di un potere civile».
Giovanni Formicola
____________________________________________
Nota
Il marxismo è incompoatibile con qualunque religione. Perché vuol sostituire le regole di queste, legate alla coscienza e alla divinità – che le detta – con ‘regole umane‘ il cui rispetto sia meramente assicurato dal controllo dello Stato. Lo Stato diventa Dio: ciò è gravissimo sul piano ontologico (sopravvaluta lo stato), ma questo conta ancora poco. Peggiore è la ricaduta sul piano deontologigo, cioè della morale.
Per critricare tale ‘idea pratica’, basti osservare che le leggi umane possono basarsi solo sulla esteriorità dell’azione, mentre la religione entra nell’interiorità dell’intenzione. Quindi – proprio nel sociale – la funzione della religione è altissima. C’è un controllore che vede tutto, non dei polizioti. E tale controllore entra nelle coscienze, le fa soffrire, le aiuta…
Non è un caso da nulla – però – che il marxismo combatta la religione: esso mira, addirittura, a chiudere le chiese. Con ciò – a ben vedere – calpesta una parte della storia umana: compie un furto alla storia.
Anche questo non è casuale: il marxismo non crede nella storia passata. Copia tale errore dall’Illuminismo e dalla Rivoluzione francese. Per quanto importante sia affermare l’uguaglianza e la fraternità, oltre che la libertà (che però diviene subito teorica già nella Revolution), è grave che essa faccia parte di una più ampia convinzione: che la storia sia stata un lungo errore, perché avrebbe allontantato l’umanità dallo stato naturale. Considerato (Rousseau) quello ideale e perfetto.
L’errore – gravissimo – proviene, come tante volte abbiamo detto, da Parmenide e Platone. Sembra un sogno. Bellissmo: Dio, perfetto, ha creato un mondo perfetto. Ma a questo punto …l’uomo (chi sa perché solo lui imperfetto) lo guasterebbe con l’errore e col peccato. Crolla il motrivo della Morale stessa, perché l’idea di una perfezione ‘già data’ in nartura spoglia l’umanità d’ogni ruolo. Il rapporto con i comandamenti diventa un gioco quasi crudele, per vinecre il Paradiso ed evitare l’inferno 😮 la punizione o il premio. E perché mai?
Come se il Male, l’errore, non fosse – con grande evidenza – presente in natura anche fuori dall’uomo: cataclismi sulla Terra, scontri fra pianeti, disgrazie casuali, malattie che uccidono i buoni e i cativi, persino i bambini. Vedi quelli che vengonoal mondo anche ‘sordo-chechi’. E’ evidentissimo che l’errore sia rimasto anche nella creazione.
Il ruolo dell’umanità – cui l’intelligenza del creatore ha trasmesso altra intelligenza – è di collaborare con Lui alla sconfitta del male. Il cosmo è il luogo in cui il Creatore sta confrontandosi con il suo limite: il Male. Non è bastata la Sua Generosità fuori dal tempo e nel tempo – quello che percepiamo – quando ha generato il Figlio e con lo stesso trasporto d’amore l’umanità. L’ha resa partecipoe del creato, in modo ch lo ammirasse e ne godesse. Di più: le ha dato un ruolo, gratificandola enormenente. Il male resiste, aggredisce le sue cose e i suoi figli. Gli angeli ribelli lo hanno scelto collaborando con esso in lotta con gli angeli buoni.
L’umanità si divide, ma il suo ‘grosso’ collabora: crea istituzioni ‘buone’, che si adoperano nel perseguire le medesime finalità di Dio… Scienze come la Filosofia, la Medicina, l’Ingegneria…
Organizzazioni come la Sanità pubblica, la Croce rossa, la Previdenza sociale lavorano sintonia con il messaggio religioso. Sostituirvisi è un’illusione, prima che un peccato. Da qui l’evidenza che l’astio dell’illuminismo e del marxismo per le religioni nasce prima della reazioneo contraria.
E’ difficile negare tutto ciò. Noi diremmio …impossibile.
Nell’ambito di visioni così aperte, la storia non può essere che un percoso positvo. Gli illuministi finirono per sbagliare inseguendo la loro ideologia innovatrice. Sbaglia con evidenza anche il marxismo. In modo evidentissmo: l’ideale non può essere che tutti ‘mangino alla stessa maniera‘. Occorre accettare che vi sia qualch errore da qualche parte da corregegre, per seguire un bene più generale, che riguarda l’intrera fenomenologia. Chevi siano, dall’altra perte, risorse tali da consentire margfini di progresso che diano alkl’umanità tutto il tempo necessario al superamento delle manifestazione del Male.
Vi faccio un esempio terra terra. Perchè l’umanitrà si preoccupa dei panda delle balene o dei leoni un Africa, mentre nella stessa Africa tanti bimbi muoiono senza cibo e medicine? Perché l’umanità affronta la molteplicità nel suo complesso. E certamente non dovrebbe dimenticare i bimbi – come fa – ma non può tralasciare neanche i Leoni.
Tali molteplici angolarture da cui vedere il mondo sono estranee a visioni come quella marxisa. Non entriamno in un cionfronto con la visione fascista (tutto si può dire ma erano per la tecnologia). Perchè saremmo anche noi di pessimo gusto. E’ troppo ovvio che anche il fascismo sia un errore. Perchè parlare del ‘quanto’ lo sia. Visto che la stragrande maggioranza dell’umanità lo esclude da tempo dalle proprie scelte?
Ecco perché cangellare nomi dai muri, ma persino simboli e fotrografie dalle pareti è soltantom semplicemente un’idiozia.
(Germano Scargiali)






