Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori Fondatrice e Madre (estratto dal libro di Padre Salvatore Fiumanò).
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Vicari, con i suoi 86 chilometri quadrati di territorio, è un comune dell’entroterra palermitano, quasi al confine con la provincia di Agrigento, situato in prossimità del bacino del fiume San Leonardo, chiamato dagli arabi “Bahr- Al-Sulla”.
Sembra trarre il suo nome etimologicamente, dal latino Biccaris che significa “produttori di buoi”.
Per la posizione appare come un punto strategico di notevole importanza.
Il paesaggio è dominato dal castello edificato dal conte Ruggero d’Altavilla nel 1077 e rifondato dal barone Manfredi Chiaramonte del XIV secolo.
Il suo centro storico e di impianto urbano medievale e l’assetto viario ancora oggi presenta molte delle caratteristiche proprie dell’urbanistica islamica con un gran numero di vicoli stretti ed articolati secondo la natura del terreno.
Le principali forme di reddito sono rappresentate dall’agricoltura, dall’allevamento e dall’artigianato.
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Qui, ebbe i natali, il 19 febbraio 1831, Cosima Macaluso, figlia di Salvatore e di Anzaldi Vincenza, rinascendo a vita nuova nell’acqua e nello Spirito, con il Sacramento del Battesimo che le fu amministrato il giorno seguente nella Chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire.
La sua fanciullezza e la sua adolescenza, furono caratterizzate da una grande pietà e da un fortissimo fervore eucaristico che la portava sovente a visitare Gesù sacramentato e ad abbandonarsi a Lui in una preghiera costante e fiduciosa. Inoltre, non le mancò di perfezionarsi nell’esercizio delle virtù cristiane, del cui corredo andò sempre più arricchendosi.
Devota della Vergine SS., in particolar modo la onorava recandosi alla Chiesa di San Vito, presso il Collegio di Maria, ove ancor oggi il simulacro è custodito e in settembre si svolgono i festeggiamenti, sostando in preghiera davanti all’immagine dell’Addolorata, attribuita al Bagnasco, verso la quale nutriva particolare devozione.
La sua prima estasi avvenne quando era ancora giovanetta, e furono tanti i testimoni che videro il suo corpo farsi leggero in aria per poi adagiarsi dolcemente in terra.
In un giorno del 1852, per espletare il suo ministero sacerdotale, giunse a Vicari, il sacerdote Luigi Ventura (1808-1893), fratello del più noto P. Gioacchino, ambedue appartenenti alla famiglia dei Chierici Regolari Teatini, fondata da San Gaetano da Thiene.
Durante la sua permanenza, ebbe modo di avvicinare la giovane Cosima e, intuendone la statura spirituale e il fatto che il Signore la chiamava a fondare una nuova istituzione religiosa, la invitò a seguirlo a Palermo.
Dopo un ulteriore periodo di ricerca e di approfondimento vocazionale, nel 1856, all’età di venticinque anni, diede vita, all’ I s t i t u t o d e i S a c r i C u o r i d i G e s ù e d i M a r i a , emettendo i voti religiosi, insieme ad un gruppo di compagne a lei nel frattempo aggregatesi ed assumendo il nome di Suor Teresa dei Sacri Cuori.
E, con questo nuovo appellativo, sarà ormai da tutti conosciuta.
Ben presto, la suora, cominciò ad avvertire di essere dotata di doni non comuni, cioè di carismi straordinari, quali estasi, rapimenti spirituali, bilocazioni, finanche nozze mistiche.
Era tutta di Dio che sempre più con forza e determinazione cercava e possedeva.
Da fonti certe, si è a conoscenza che nei primi anni del 1856, mentre pregava nella cappella, davanti un’immagine del Cuore di Gesù, posta nell’unico altare, le parve di vedere Gesù, circondato da vivissima luce che si apriva il costato, quasi volendo effondere tutti i tesori del suo perfetto amore.
Estatica e rapita in questa visione, ebbe una dolcezza e soavità interiori tanto forti da sentirsi trasformata e si rafforzò in lei il proposito di esercitare sempre più intensamente la devozione e la pratica rigida di ogni virtù. Volle poi che la visione venisse rappresentata come l’aveva vista e chiamò un celebre pittore del tempo, il Lo Presti, per dipingere l’immagine. Il pittore, ultimato il lavoro, attestò che mentre dipingeva, gli era sembrato che nel tracciare i lineamenti del viso e delle mani, aveva sentito il pennello mosso come da una forza invisibile.
Da allora suor Teresa onorò fortemente tale immagine e la fece onorare.
Ancor oggi questo quadro è conservato devotamente nella cappella dell’istituto di corso Calatafimi e le suore innalzano davanti ad esso le loro quotidiane preghiere.
Questo intimo contatto, le permetteva di ottenere dal Signore, a vantaggio di quanti la interpellavano, guarigioni miracolose.
Colpita da numerose prove e sottoposta a molteplici sofferenze, subì ben 3900 salassi, fu tormentata da orribili piaghe ai piedi che le cagionavano terribili sofferenze.
Ma tutto questo non le impedì di offrire sempre un sorriso a chi l’avvicinava, donando a tutti soccorsi materiali e sostegni spirituali, effettuando finanche la questua per le strade.
Predisse anche degli avvenimenti futuri che non mancarono di realizzarsi.
Anche della sua morte ebbe sentore, predicendone la data e componendosi da sé stessa per il trapasso come se si fosse disposta a dormire, piegando dolcemente il capo sulla mano. Era il 20 novembre 1902.
Il corpo della Madre fu inumato presso il cimitero di Santo Spirito, più noto come Sant’Orsola, nei pressi dell’ospedale Civico, presso la tomba gentilizia del Principe di Torrebruna Filippo Landolina.
Il 12 giugno 1989, i suoi resti mortali esumati e riposti in una piccola urna, furono trasportati al Cimitero detto “dei Cappuccini”, in fondo a via Pindemonte, venendo deposti nella tomba intestata all’ “ I s t i t u t o S a c r i C u o r i ” , nel viale Gesù Salvatore.
Da
“Suor Teresa Macaluso dei Sacri Cuori Fondatrice e Madre” di Padre Salvatore Fiumanò SdP – Tipografia “Boccone del Povero”.
Palermo – 2014
Nota: Suor Teresa Macaluso è già “Serva di Dio” in attesa della beatificazione e nella speranza della santificazione. Ilpostulatore è padre Salvatore Fiumanò Sdp. Padre Salvatore è parroco (Parrocchia del Cuore Eucaristico di Gesù, c.so Calatafimi), molto amato dai suoi parrocchiani e da chiunque lo conosca.







