Un film di Valeria Golino tratto dal romanzo della scrittrice catanese Goliarda Sapienza
Chi ha già visto la prima parte, nelle sale dal 30 maggio, conosce già la storia del film che Valeria Golino ha realizzato per celebrare i cento anni della scrittrice catanese Goliarda Sapienza, ispirandosi liberamente al suo romanzo “L’arte della gioia” pubblicato postumo, ma così vasto e complesso da indurla a ricavarne un serial diviso in ben sei puntate, specificando che solo le prime due sarebbero uscite al cinema: l’una a partire dal 30 maggio, l’altra dal 13 giugno. Promessa mantenuta ad abundantiam,, dal momento che nelle sale è possibile vederle entrambe. Un breve riassunto della prima tuttavia è necessario. Tutto ruota intorno a Modesta (Tecla Insolia, bravissima) una giovane contadina dal carattere ambiguo e imprevedibile, con tanta voglia di cambiare vita. E per farlo non conosce limiti, né morali né materiali, lascia perfino dietro di sé una scia di delitti. E intanto non rinuncia al piacere, vive la sua sessualità senza inibizioni, ma cerca, al tempo stesso, di uscire dalla sua ignoranza. Quando la madre muore in un rogo assieme alla figlia prediletta, Modesta viene accolta in un convento, dove suscita l’ammirazione e una strana attrazione nella madre superiora (Jasmine Trinca). Muore anche lei, in circostanze misteriose, lasciandole, come da promesssa, un buon vitalizio. Ma ad accoglierla incautamente nella sua sontuosa dimora questa volta è la principessa Gaia Brandiforti (una spassosa Valeria Bruni Tedeschi). Ha inizio la seconda parte. Modesta che la sua nobile ospite ora chiama Mody, un nome più consono alla sua nuova situazione, potrebbe vivere tranquilla, agiatamente, ma la sua ambizione non ha limiti. Lei ci sa fare, acquista sempre più potere, specie quando la principessa si ammala di spagnola è lei si offre di curarla indossando la mascherina, portandole cibo e soprattutto bevande, con intenzioni tutt’altro che benevole. E intanto coltiva le più svariate passioni. Per Beatrice (Alma Noce) la figlia più giovane della principessa, ma anche per Carmine (Guido Caprino) l’uomo aitante e appassionato che si occupa del terreno intorno alla villa. Ma preferisce, ovviamente, sposare l’erede unico della casata, incurante della sua deformità. Intanto, bevendo le sue tisane, la principessa toglie il disturbo. Alla sua morte Modesta è padrona assoluta, potrà realizzare finalmente, a modo suo, quell’ “arte della gioia” che tanto desiderava. Che dire della seconda puntata? Continua sempre più appassionante il romanzo di formazione. Tutti bravi gli attori, magnifica,come sempre Tecla Insolia. Perfetti i costumi e le scenografie, lo stile sempre agile e vivace, belle le musiche, dell’islandese Tòti Guònason. Finale a sorpresa, che non riveliamo. Le consentirà di realizzare un altro sogno. Il seguito solo su Sky e in streaming su Now.
Eliana L. Napoli







