Le differenze fra economia e conti pubblici e i benefici dei milioni di Tir in meno su strada

E’ incredibile: continuano a confondere la “salute” dei conti pubblici con l’andamento dell’economia: Non c’è dubbio che il reddito di cittadinanza e la pensione a “quota cento” rappresenteranno un costo per lo Stato e,quindi, una minor disponibilità a risanare il “fatidico” debito.

Scatta qui “una sfilza” di osservazioni. A partire dal fatto che il rapporto debito – pil, raccomandato a suo tempo da un economista francese ed assunto come undicesimo comandamento dall’UE, non poggia su alcun fondamento tecnico scientifico.

La seconda osservazione è che “non ci sono dubbi” che l’immissione di denaro in circolazione, sotto forma di reddito di cittadinanza e pensioni, comporta una crescita dell’economia:crescitadeiconsumi e,quindi del redditod’impresa e riavvio dellaproduzione.

Il “vero” problema è che “ideologicamente” una certa mentalità, diffusa da decenni, considera la “ricchezza” un “certum datum”, cioè una quantità perfettamente esistente, oltre che limitata.Tale quantità, secondo quell’ideologia, “andrebbe suddivisa” nella società secondo un criterio di giustizia.

Un’altra “sfilza” di “criteri di giustizia” si fanno qui avanti e son quelli comuni al livello individuale della retribuzione. Come retribuire chi lavora? In parti uguali, secondo i meriti, secondo i bisogni? Ma un principio emergente nell’economia di mercato è che il reddito individuale sia determinato, come è – ecco 1 esempio fra mille – il caso dei calciatori e degli sportivi professionisti – dalla ricchezza che la prestazione è in grado di produrre. Perché la ricchezza non è un “datum certum” ma il risultato, “estremamente variabile” di fattori in continuo movimento. 

Ecco perché il solo tipo di economia che conduca ad un aumento continuo e efficace della ricchezza generale in circolazione – cioè disponibile – è l’economia libera, la libera circolazione dei beni, l’utilizzo dinamico dei fattori della produzione (terra, lavoro, capitale, impresa) tutti retribuiti in basa ad una grande realtà: a quel “pentolone bollente” che si chiama mercato.

L’aumento della moneta in circolazione determina necessariamente una lievitazione dell’economia. Ecco perché è inspiegabile come l’UE – da par suo – compia i calcoli (?) previsionali sulla crescita dell’Italia inseguito all’adozione del reddito di cittadinanza e della regola di “quota 100”.

L’Italia toglierà certo denaro dal cassetto della cassa, ma – ennesima considerazione – lo metterà in circolazione e una parte tornerà subito in quella stessa cassa sotto forma di Iva e di Irpef e Irpeg da parte di chi incasserà quei soldi.

Per quanto riguarda la Tav. come si fa a dire che un numero a 6 zeri di Tir in meno in circolazione non renderà alcun beneficio, visto che i Tir ingombrano le autostrade rendendole meno percorribili, ma soprattutto spargono polvere di copertoni e gas incombusti e CO2 nell’ambiente e, dai ponti in particolare, a pioggia sulle nostre città oltre che nelle strade interne?

Germano Scargiali

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