Meglio di no. I presupposti
L’accettazione dell’Ucraina in UE pone una serie di problemi che – ad avviso di chi scrive – non sono di facile soluzione.
Innanzitutto l’Ucraina non è ancora una nazione organizzata secondo lo standard europeo perché è un insieme circa 10 etnie collegate dall’Accordo di Minsk voluto da Eltsin nel 1991 durante la dissoluzione dell’URSS (cfr mappa in ultima pagina).
Eltsin propose un referendum a ciascuna Repubblica ex URSS, alcune di
esse decisero di rimanere agganciate alla novella Federazione delle
Repubbliche Russe, altre decisero per l’autonomia come l’Ucraina che
nell’occasione venne dichiarata Stato Sovrano con a capo un Presidente
indicato da Eltsin.
In sintesi, volendo rifarci ai secoli passati: l’Ucraina era un territorio abitato da varie tribù nomadi sempre in lite tra di loro e con i regni svedesi, polacchi e ottomani, fin quando Caterina II decise di pacificarne la popolazione e nel 1764 definì l’Ucraina una
Provincia dell’Impero Russo imponendosi con forza anche sui regni
circostanti.
Con la trasformazione dell’Impero in URSS a seguito della Rivoluzione del
’17 , le sorti dell’Ucraina cambiarono radicalmente a causa dell’imposizione
dei kolchoz sovietici, una collettivizzazione non voluta ma accettata di forza
dalle popolazioni ucraine che provocò in questi ultimi un forte risentimento
anti – russo mai sopito che in seguito portò alle stragi dei russofoni iniziate
nel 2014 con il golpe con il quale s’insediò l’attuale Presidente dell’Ucraina.
Nel contempo le formazioni naziste Azov tentavano l’espulsione violenta dei
cittadini ucraini residenti a ridosso dei confini russi. In questa guerriglia
cittadina si contarono circa 14.000 vittime comprendendovi civili e militari
dell’una e dell’altra fazione.
Va detto che Eltsin consapevole dei possibili futuri contrasti tra le varie etnie,
ucraine, affidò alla Russia il compito di mantenerle in pace. La Russia si fece
carico della situazione e al momento in cui fu necessario intervenire chiese
l’aiuto alla UE, all’ONU e alla CSI (Organizzazioni Nazioni indipendenti ex
URSS) senza peraltro ottenere interventi significativi e la Russia fu costretta,
anche per altri interessi strategici, a entrare in Ucraina e frapporsi tra le
varie fazioni.
Purtroppo la Storia non è così semplice perché il complotto organizzato dagli
“occidentali” che portò alla destituzione del Presidente ucraino insediato da
Eltsin e alla sua sostituzione, portò come conseguenza all’entrata in armi
della Russia in Ucraina, dando il via alla GUERRA RUSSO-UCRAINA,
nella quale la formazione occidentale, con la partecipazione tecnologica e
finanziaria della UE, dell’Inghilterra e degli USA (Biden) divenne sempre più
attiva tant’è vero che oggi è difficile dare una connotazione precisa ai
contendenti.
I Fatti
A questo punto la travagliata trascorsa storia violenta delle etnie ucraine
esce di scena perché occorre una analisi basata sulla più recente moderna
visione del mondo occidentale.
Per quanto detto non mi sembra il caso di addossare la responsabilità
bellica alla sola Russia, perché – si direbbe – che è stata sviluppata una
strategia ben precisa per fare in modo che l’Ucraina divenisse territorio di
guerra da dove far partire un’azione militare molto simile al “Desert Storm”
con il quale 1 milione di soldati USA e UE attaccarono prima il dittatore
Saddam Hussein e subito dopo e con argomenti falsi, il Presidente
Gheddafi.
La Storia poteva ripetersi con l’attacco in profondità alla Russia che, se vinta,
avrebbe portato la coalizione occidentale all’avanzamento in tutta la Siberia
fino alla Cina e a Taiwan.
Un bottino veramente ingordo: i tesori russi, le sue enormi risorse fossili con
particolare attenzione alle sue riserve di gas calcolate in 350 anni ai consumi
attuali e perché no, anche Taiwan, ovvero il cuore della tecnologia mondiale,
ecc.
Nel frattempo i fertili terreni ucraini sono stati acquistati da consorzi internazionali occidentali e le ricche miniere ora sono nella disponibilità Usa. Tutto regolare, per carità, contratti firmati dai compratori con il Governo ucraino in carica ma dell’Ucraina cosa resta?
Si arriva a conteggiare circa 2 milioni tra soldati e civili ucraini e russi
ammazzati dalla guerra, fabbriche, edifici pubblici e civili distrutti, opifici “rasi
al suolo”, una popolazione allo sbando e dispersa a causa della guerra, delle
coscrizioni obbligatorie e una Presidenza auto dichiaratasi nazista che non è
stata in grado di contenere gli eventi succedutisi nel corso di questi ultimi 10
anni!.
Le Motivazioni
Per capire il perché di tanto impegno da parte della Russia nel volere cinturare
i suoi confini meridionali e acquisire la penisola di Crimea, bisogna tornare
agli anni ’80.
Nessuno avrebbe mai immaginato una dissoluzione così rapida del gigante
URSS che tanta paura – dopo i fatti ungheresi del 1956 – incuteva agli
europei e al capitalismo statunitense, teorizzato negli anni ’50 dal Senatore
J. Mc Carthy, allegoricamente definito come “caccia alle streghe”,
preoccupato per l’espansione del comunismo anche negli USA!
Ovviamente il “pericolo rosso” era addossato all’URSS e occorreva prevenire
qualsiasi intervento armato di questa in Europa, ormai chiave economica
degli USA.
Fu così che intorno al 1985 venne ideato lo “scudo spaziale” (SDI) , ovvero
una cintura di missili permanentemente puntati contro Mosca, Leningrado,
Stalingrado, Kalingrado, ecc, contro le grandi fabbriche e i costruendo grandi
reattori nucleari di cui conosciamo la sorte.
La spesa preventivata era eccezionalmente alta (circa 44 miliardi di USA
degli anni ’90) ma soprattutto cominciavano ad essere noti i guai che l’URSS
stava attraversando e che sicuramente non aveva risorse sufficienti per
sfondare la NATO e invadere l’Europa, per questo, nel 1993 l’idea dello SDI venne
abbandonata.
Negli anni a seguire l’isolamento dell’Ucraina non fu molto gradita dalla
Federazione Russa perché significava la perdita della penisola di Crimea,
necessaria per il controllo del bacino del Mar Nero e quindi per l’accesso al
Mediterraneo. Detta penisola oltre ad essere strategica per la Russia è
anche una importante via commerciale ed è per questo motivo che la Russia
ha concentrato tutti gli sforzi bellici per mantenere il controllo del Donbas,
importante fascia di collegamento via terra con la Crimea.
Conclusioni
Per entrare in UE l’Ucraina dovrebbe dimostrare di essere una nazione
consolidata e che tutte le maggiori etnie locali siano consapevoli di integrarsi
in una unica nazione. Al momento non sembrerebbe esserlo, pertanto
occorrerebbe un referendum consultivo seguito da elezioni politiche e
amministrative ed un periodo di sorveglianza.
Con l’Ucraina in UE e quindi nel patto NATO (o ciò che ne rimarrà nel
prossimo futuro), di fatto, si spostano i confini NATO a ridosso della Russia e
con un pizzico di memoria sappiamo dell’interessamento di certi ambienti
occidentali per i tesori russi e sappiamo pure chi non perse tempo a creare un
golpe nazista per attaccare in modo indiretto la Russia.
Cosa potrebbe accadere se la NATO-Ucraina all’improvviso entrasse in
Russia e con un blitzkieg arrivasse a Mosca in mezza giornata?
Sono solo circa 350 km!
Come risponderebbero i russi se non lanciando un centinaio di missili
ipersonici armati con bombe H sulle 27 capitali UE e uno su Londra?
Ciò segnerebbe la fine dell’occidente e NON E’ IMPROBABILE che
qualcuno tenti la sorte credendo (sperando) che la Russia accetti l’invasione
senza reagire grazie al suo spirito “caritatevole”!
Meglio non rischiare!
Quindi l’Ucraina, se restasse fuori dalla UE e SE, sarebbe una nazione NEUTRALE e, come tale, potrebbe diventare un importante nodo di scambio commerciale tra tutta l’Asia, Cina e
India compresa.
Dunque, l’Ucraina, fuori dalla UE, offrirebbe vantaggi per tutti a partire dalla sicurezza
che garantirebbe alla Federazione Russa, dall’utilizzo delle risorse energetiche
russe nelle varie pipeline, dal commercio mondiale delle sue granaglie e dei
suoi minerali.
Certo, dovrebbe perdere la Crimea e il Donbas ma i vantaggi sarebbero
talmente elevati che varrebbe la pena di perdere qualcosa e finire in fretta
questa stranissima guerra!
INFINE
A mio avviso personale la “RUSSIA SI STA PROTEGGENDO DALLA
POSSIBILE INVASIONE MILITARE OCCIDENTALE” !
Altrimenti che motivo avrebbe di cercare, come dicono in certi ambienti, di
ricostruire l’URSS? Ne avrebbe le armi ma non un esercito di occupazione.
Già negli anni ’60 durante la crisi dei confini russo-cinesi, sembrava che i
russi non riuscissero a mettere insieme le Divisioni necessarie per,
eventualmente, contrastare l’avanzata dei cinesi e li fermarono con la
minaccia nucleare.
Oggi il rapporto di forze contro la UE diverrebbe di 160 milioni di persone della
Federazione Russa contro i quasi 500 milioni della UE: un incogruo rapporto
di forze contrastato solo dall’attivazione di armi atomiche di cui la
Federazione Russa è in vantaggio, ma il prezzo da pagare diverrebbe
incalcolabile e allora i guerrafondai UE dovrebbero mettersi l’anima in pace e
tornare a far vivere l’Unione Europea anziché tentarne ancora la distruzione!
LFR2026
AK2026
(Questa immagine è per gentile concessione di https://lanuovabq.it/it/perche-
ucraini-e-polacchi-non-vogliono-sentir-parlare-di-pietro-i-e-caterina-iib)








