Prevenzione, cura e tutela della salute nelle persone con obesità

La nuova legge italiana sull’obesità 2025

Il 30 giugno scorso si è svolto presso la sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica italiana il convegno «Obesità: la legge c’è. Ora costruiamo il sistema» promosso dal senatore di FdI Raoul Russo e moderato dalla Dr.ssa Maria Emilia Bonaccorso.

Presenti anche il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato, il presidente della 10ª Commissione del Senato Francesco Zaffini, l’on. Roberto Pella, primo firmatario della legge, ed i rappresentanti del Ministero della Salute, di AIFA, delle Regioni, delle società scientifiche e delle associazioni dei pazienti.

Il convegno

Il convegno ha illustrato le finalità della legge 149 del 3/10/2025 (detta anche Pella) evidenziando che, essa è la prima al mondo ad aver opportunamente riconosciuto l’obesità come malattia. Ciò ha consentito che in Italia l’obesità possa e dovrà essere affrontata non più in modo autonomo, privatistico ed occasionale, ma all’interno del servizio sanitario nazionale garantendo a tutti i cittadini un accesso universale alle prestazioni sanitarie di pertinenza nell’ambito di un coordinamento tra Stato, Regioni e strutture locali per l’erogazione degli opportuni servizi.

L’applicazione della legge determinerà:

  • un inserimento della obesità tra LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che comprendono tutte le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie che lo Stato considera fondamentali e che devono essere erogate a tutti i cittadini, gratuitamente o tramite pagamento di una quota di partecipazione (ticket), indipendentemente dalla regione di residenza o dalle condizioni economiche del paziente;
  • un aggiornamento del nomenclatore dell’assistenza specialistica ambulatoriale con relative tariffe nazionali e regionali in coerenza con la cornice normativa nazionale. Una sintesi tra tutela e sostenibilità presente e futura;
  • Il finanziamento di programmi nazionali per la prevenzione e cura dell’obesità con fondi specifici nel triennio 2025-2027 (previsto un fondo di un milione di euro per il triennio 2025-2027, cui andranno ad aggiungersi 200mila euro nel 2025, 300mila euro nel 2026 e 700mila euro nel 2027);
  • L’Istituzione di un Osservatorio nazionale presso il Ministero della Salute, con compiti di coordinamento di campagne di sensibilizzazione e raccolta dati epidemiologici;
  • La formazione e aggiornamento degli operatori sanitari (medici, pediatri e personale SSN) sul trattamento dell’obesità;
  • L’istituzione, il 16 di maggio, di una Giornata nazionale contro il body shaming, per promuovere maggiore consapevolezza e ridurre stigma e discriminazioni legate all’aspetto fisico;
  • Un rafforzamento della collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni dei pazienti per garantire l’implementazione locale e regionale delle misure di prevenzione e terapeutiche;
  • Inoltre, tramite l’alleanza internazionale COTA12 il coinvolgimento di 12 Paesi europei per condividere best practice e promuovere politiche sanitarie efficaci sul contrasto all’obesità.

Aspetti sanitari e sociali

L’importanza della legge è, soprattutto, dal punto di vista sanitario in quanto obbliga a definire e coordinare prestazioni e percorsi personalizzati scientificamente validi, basati su solide evidenze scientifiche.

L’evento ha giustamente focalizzato l’attenzione sulla prevenzione della malattia, inserita nel Piano Nazionale della prevenzione 2026-31, che dovrà realizzarsi fin dall’infanzia coinvolgendo famiglie, scuole ed ambienti di lavoro.

Fondamentale sarà l’approccio del territorio sanitario all’interno delle nuove strutture ed organizzazioni territoriali (Case ed Ospedali di comunità) che dovranno implementare dei PDTA i quali si andranno ad affiancare a quelli già definiti per le altre principali patologie croniche non trasmissibili come il diabete mellito, lo scompenso cardiaco, le bronco-pneumopatie ed alcune patologie tumorali.

A tal fine ricordiamo che il PDTA è un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale strutturato e coordinato che coinvolge diversi specialisti e professionisti sanitari, finalizzato a garantire la diagnosi, il trattamento e l’assistenza continua di pazienti con malattie croniche o complesse. Si basa su linee guida nazionali e internazionali e mira a ottimizzare la sequenza temporale delle attività cliniche, dalla prevenzione e diagnosi fino al follow-up e alla riabilitazione.

Un ruolo particolare dovrà essere svolto dai medici di famiglia e dai pediatri che dovranno essere opportunamente formati e sensibilizzati sul tema.

Ma soprattutto, come è stato puntualizzato, nel realizzare questi cambiamenti gestionali della malattia, occorrerà superare “l’approccio della mentalità a silos” ancora spesso vigente nella nostra sanità che spesso porta le informazioni e gli interventi a viaggiare troppo lentamente…. per territorialità e gerarchizzazione.

Ciò si otterrà spostando l’attenzione su interventi e strumenti gestionali e di comunicazione tali da permettere alle organizzazioni di lavorare insieme in modo efficace.

Il tutto per rendere più efficiente l’organizzazione evitando duplicazione dei compiti, inerzia terapeutica, medicina difensiva, ritardi e perdita di controllo della qualità.

E’ la nuova sanità che, anche nel campo dell’obesità, si spera prenda corpo e che servirà da modello per le altre patologie.  Una integrazione ed un coordinamento dei vari corpi che vadano realmente, e non a parole, dall’ospedale al territorio, all’associazionismo ed alla società.

Elementi fondamentali nella prevenzione dell’obesità sia primaria che secondaria e terziaria sono ritenuti, un’idonea comunicazione ed un corretto approccio con l’attività fisica programmata e coordinata.

Attività fisica che, a detta dei relatori, in alcune regioni è già stata inserita tra i LEA con finalità di prevenzione e terapia. E, quindi, prescrivibile dai sanitari.

A tal fine ci piace ricordare che già nel luglio del 2017, in occasione di un convegno tenutosi presso la sede dell’Ordine dei Medici, il sottoscritto insieme ai dott.ri A. Giglio, A. Monteverde, M. Traina, V. Virzì ed M. Di Franco in rappresentanza delle rispettive associazioni medico-scientifiche (C.F.C., A.M.S. di Palermo aderente alla F.M.S.I. e dell’A.N.C.E.) si erano fatti promotori di una «Position paper» dove chiedevano ai decisori politici ed alle istituzioni sanitarie nazionali e della regione Sicilia di includere tra i LEA: councelling, controllo dietologico-nutrizionistico ed attività fisica adattata svolta in sedi organizzate e controllate (palestre).

Nel corso del convegno è stata inoltre segnalata la possibilità di inserire nella prescrivibilità del SSN alcuni farmaci come la tirzepatide (Mounjaro) per la terapia dell’obesità.

Ciò avverrà in base ad alcuni criteri clinici e di costo/beneficio (valutando anche la terapia bariatrica) per la gestione del peso in adulti con obesità (BMI ≥30 kg/m²) o sovrappeso (BMI 27–30 kg/m²) che presentano una obesità complicata da diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, OSAS. Indicazioni del resto già approvate dall’EMA. Sperando che queste prescrizioni non diventino una scorciatoia spesso fallace all’applicazione delle opportune norme igienico-dietetiche.

Ricordiamo, comunque, che l’obesità è una malattia cronica complessa progressiva e recidivante, tipica delle società industrializzate in aumento a livello globale, la cui diagnosi non si basa solo sull’indice di massa corporea o BMI (che può sovrastimare o sottostimare l’adiposità), ma, soprattutto, per quanto riguarda le complicanze metaboliche, sul rapporto vita/fianchi utile a valutare la distribuzione del grasso corporeo.

Valori consigliati:

Rischio basso: Uomini < 0,90, Donne < 0,80

Rischio moderato: Uomini 0,90–0,99, Donne 0,80–0,84

Alto rischio: Uomini ≥ 1,0, Donne ≥ 0,85

L’obesità inoltre, dal punto di vista fisiopatologico, è caratterizzata da una meta- infiammazione  legata ad  eccesso di grasso corporeo viscerale che, al di là dell’aspetto estetico,  aumenta il rischio di diverse malattie croniche e riduce la qualità della vita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la classifica ancora tramite l’indice di massa corporea (BMI) con questa scala:

  • IMC 18,5–24,9: normopeso
  • IMC 25–29,9: sovrappeso
  • IMC ≥30: obesità con un crescendo di diversi gradi

Essa inoltre è di solito il risultato di una combinazione di fattori genetici, comportamentali, ambientali e ormonali. Tra di essi fondamentali: una corretta alimentazione dal punto di vista quali-quantitativo, stile di vita sedentario, predisposizione genetica, fattori psicologici, ormonali e metabolici.

Prevalenza dell’obesità

In Italia abbiamo circa 6 milioni di obesi e 23 milioni di adulti in sovrappeso (circa il 47% della popolazione), più uomini che donne (51% vs 35%) (fonte 2024  Italian Barometer Obesity ) con una maggiore prevalenza tra gli anziani di 65-74 anni, nelle regioni meridionali e nelle classi sociali più disagiate.

Un bambino su 3 è poi nella condizione di sovrappeso/obeso (indagine Okkio Salute).

L’obesità, come già accennato, aumenta significativamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete tipo2, disturbi muscolo-scheletrici, respiratori, alcuni tipi di cancro e salute mentale.  Tutte malattie croniche definite con il termine di malattie croniche non trasmissibili.

Conseguenze dell’obesità/sovrappeso

Secondo i dati ISTAT l’obesità in Italia porta ad oltre 64.000 decessi, oltre 571.000 anni vissuti con disabilità ed in costi diretti (malattie cardiovascolari (84%), diabete (8%), tumori (4%), chirurgia bariatrica (3%)) ed indiretti (assenza dal lavoro) che ammontano a circa 18 miliardi di euro annui (0,8% del PIL).

Prevenzione e gestione

La prevenzione dell’obesità si basa su modifiche dello stile di vita e interventi  comportamentali:

  • Alimentazione equilibrata: dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali,  proteine magre e limitazione di zuccheri e grassi saturi.
  • Attività fisica regolare: almeno 150 minuti a settimana di attività                        moderata,  come camminata, nuoto o bicicletta.
  • Controllo del peso regolare: monitorare l’IMC e la                                          circonferenza vita.
  • Supporto psicologico: consulenza nutrizionale e comportamentale                             può aiutare a modificare abitudini alimentari e stili di vita.
  • In alcuni casi selezionati, farmaci o interventi chirurgici come la                         chirurgia bariatrica che possono essere indicati sotto supervisione medica.

Il quadro esposto rappresenta una malattia fin’ora spesso sottovalutata, mal curata e condizionata da complesse condizioni genetiche (ipotesi dei thrifty genes di Neel), mediatiche, economiche e psico-sociali. Finalmente abbiamo il riconoscimento che viene da una legge con un chiaro e definito programma d’intervento.

E’ la legge italiana 139 del 2025 sull’obesità che rappresenta un reale punto di svolta culturale e sanitario nella gestione di tale malattia in Italia. Essa fornirà l’approccio globale che merita e potrà, a ragione, se ben applicata, divenire un valido strumento di salute non solo in Italia, ma anche uno standard internazionale di policy sanitaria efficace ed efficiente.

Riferimenti bibliografici: legge n. 149 del 3 ottobre 2025; Data Base Clinical Key, Contemporary Clinical Trials, EBSCO, Essential Evidence Plus, ProQuest Hospital Collection, PubMed e riguarda studi di coorte, studi randomizzati e controllati, metanalisi, review sistematiche e linee guida ESC, ACC/AHA, DASH, PREDIMED, JAMA, Circulation, BMJ, NEJM, Br J Sport MedCochrane Database Syst Rev, JACC, Circulation, NCBI, U.S. Preventive Services Task Force recommendation Statement 2014, Physical activity guidelines for Americans

di Guido Francesco Guida

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