Anche i pregi, talvolta, finiscono per diventare difetti. C’è una tendenza, di matrice americana, per cui possiamo, anzi dobbiamo, inseguire i nostri sogni – di qualunque tipo essi siano – sempre e comunque.
L’idea di base ha certamente un senso, oltre ad un grande fascino: dobbiamo perseguire i nostri obiettivi senza farci bloccare da ostacoli o difficoltà di varia natura: questa è la molla del successo in ogni campo della vita umana, però c’è un però – per raggiungere il nostro scopo tutto è lecito?
E, ancora, quando viviamo in un mondo in cui ognuno insegue spasmodicamente il successo, quante probabilità reali abbiamo di raggiungerlo davvero? Inoltre, una diffusa convinzione ritiene che la realizzazione personale coincida con l’affermazione sociale, come se questa fosse l’unica possibile. L’osservazione della realtà ci mostra, invece, individui sconosciuti ai più nel loro intimo soddisfattissimi e grandi star sull’orlo del suicidio.
Le persone di successo, fortunatamente, possono anche avere un equilibrio, se coltivano altri interessi, se hanno una famiglia che li sostiene, se coltivano il senso dell’umorismo…
Assistiamo a fatti molto dolorosi, oltre che impressionanti: guerre, devastazioni, odi, violenze, ingiustizie, il nostro inferno quotidiano, ma la pace può nascere solo dai nostri cuori, dalle nostre menti. Il senso del limite è l’altro, è l’umanità che ci sta intorno, è il bene universale, non solo quello individuale.
Guardiamo ai beni materiali come agli unici beni da apprezzare, ma ciascuno di noi è molto più di un corpo materiale, che non dura a lungo. Può sembrare difficile ammetterlo, ma se il corpo è limitato, l’anima non lo è, la nostra anima si estende e giunge là dove le nostre membra non possono arrivare, il suo alimento è l’amore, un amore immenso che anima e pervade tutto l’universo. Se solo ogni tanto ci sollevassimo dalle nostre miserie quotidiane potremmo trovare il vero cibo che sazia e attingere un’acqua che ci toglie per sempre la sete.







