Parlano chiaro le ultime previsioni della “Supermedia della settimana”, elaborate da YouTrend per l’agenzia Agi.
Forza Italia è in crescita costante: si piazza oltre il 16,5%, e stacca di netto anche la “Lega non più Nord” di Matteo Salvini che naviga oltre tre punti più in basso, al 13,2% circa. Il resto lo faranno …i Fratelli d’Italia.
Con Fratelli d’Italia e la “quarta gamba” di Noi con l’Italia, la coalizione di centrodestra supera il 37%, circa dieci punti sopra il valore dato dalla coalizione del Pd e il M5S. Tutte queste percentuali, in termini di collegi, si traduce in un exploit del centrodestra al Nord e in una sconfitta clamorosa per Matteo Renzi e compagni, costretti ad accontentarsi delle Regioni rosse. “Al Sud – afferma il Corriere della Sera – la partita si riduce ad un duello fra centrodestra e Movimento 5 Stelle, con la coalizione guidata dal Pd che deve rassegnarsi a quello che in termini calcistici si definisce il gol della bandiera”.

Mancano pochi giorni ormai. Sono giorni al cardiopalma, mentre le liste comprendono sia i nomi di quelle plurinominali sia dei candidati nei collegi uninominali. Il rebus, in teoria, dovrebbe essere più facile da risolvere di quello d’una volta: soprattutto per i partiti più piccoli, infatti, l’incognita riguarda i collegi plurinominali dove è più facile che scatti un seggio…
Torna l’Italia – Italia di patria, casa, famiglia “uber allen“. Persino l’Italia casa e chiesa, Papa Francesco permettendo… Ma l’esito vero e proprio dipenderà dai marchingegni complicatissimi previsti dal Rosatellum per l’assegnazione dei seggi, in particolare alla Camera. Al Senato, infatti, l’attribuzione su base regionale semplifica, almeno in parte, il procedimento. Ma poi c’è, ovviamente, la questione più ardua, quella della trattativa sui candidati presentati a nome di tutta la coalizione nei collegi uninominali. Ci si chiede: dove sono i collegi sicuri? Quanti collegi bisogna riservare agli alleati minori? Come si divideranno le candidature nei collegi del Nord? Tutte incognite appassionanti per i maniaci della politica, i tifosi della curva sud e quelli della curva nord…
Sempre sul “Corriere” l’Istituto Ipsos ha provato a ipotizzare come sarà l’Aula di Montecitorio prossimo 5 marzo (guarda qui). Si parte dal Nord dove il centrodestra dovrebbe stravincere…
La coalizione guidata da Silvio Berlusconi porterebbe a casa 31 seggi su 35 in Lombardia e 16 seggi su 19 in Veneto. Renzi e grillini raccoglieranno solo le briciole: 5 seggi i dem, appena 2 i cosiddetti pentastellati.
Non cambia la musica per le altre regioni del nord. In Piemonte il centrodestra primeggia in 11 collegi rispetto ai 3 che conquistano sia i 5 Stelle che il centrosinistra. A spiergarlo sono sempre i sondaggisti dell’Istituto Ipsos secondo cui in Liguria il Movimento 5 Stelle avrà 3 seggi contro i 2 del centrodestra e uno solo del centrosinistra. In Friuli Venezia Giulia, infine, il centrodestra avrà 4 seggi, mentre il centrosinistra si dovrà accontentare di uno soltanto i Cinque stelle resteranno a secco.
Stando ai sondaggi elaborati da YouTrend, continua, anche se sembra rallentare un po’, anche in questa settimana, il calo del Pd. Adesso è sceso a quota 23,2%. E’ la rovina di Renzi, che dovrà accontentarsi di fare il pieno di seggi nelle “regioni rosse”: Emilia Romagna e Toscana.
“In tali regioni – ha affermato il Corriere – si concentra il 70% dei seggi uninominali in mano al Pd”. In Umbria è previsto un pareggio, ma c’è chi dice che Berlusconi sia già avanti di ben 10 punti… Dovrà spartirsi i voti con il centrodestra.
Nelle Marche il Movimento 5 Stelle, come partito, porterà a casa la maggior parte dei seggi (4 su 6), mentre nel Lazio 11 seggi andrebbero al centrodestra, 7 ai grillini e 3 al centrosinistra.
Al Sud, secondo l’Istituto Ipsos, …la sfida si riduce a due competitori: centrodestra e M5S, mentre la coalizione renziana sparisce dai radar… La Puglia, la Campania, la Sicilia e la Calabria andranno al centrodestra, mentre il movimento di Beppe Grillo potrebbe spuntarla in Sicilia e in Sardegna, sempre come primo partito, non di più. Insomma, un’Italia come la Sicilia di Musumeci. Queste le rosee previsioni di Berlusconi, Salvini e Meloni. E’ un po’ un paradosso, se vogliamo: in una nazione dalla dislocazione dualistica dell’economia, la politica si determina dio più al Sud, il più povero. Con l’aiuto, meno male, del nord – nord. Il centro tira al contrario: è spesso stato incredibilmente così. Frattanto, è scattato il silenzio di legge su ogni “ufficiale” sondaggio: silenzi all’italiana…
Scaramacai








