Scherzi da Gender

Il caso del(la) pugile algerina Imane Khelif è stato uno dei più discussi delle olimpiadi parigine

Sintetizzando: vista da sinistra Imane è assolutamente donna ed ha vinto con pieno diritto; di conseguenza chi ha messo in dubbio la sua idoneità a gareggiare nel torneo femminile è un omofobo, fascista, razzista, infame, terrapiattista, eccetera. Vista da destra, proprio ‘vista’: con gli occhi, questa persona appare non una donna mascolina ma proprio un uomo.

Sembra assodato che sia stata registrata alla nascita come femmina e che tale risulti nei documenti attuali. Il problema sorge perché stiamo parlando di una competizione sportiva al massimo livello in cui gli atleti dovrebbero poter gareggiare lealmente, in condizioni di parità.

Si potrebbe ipotizzare che la sua evidente struttura fisica e la sua maggior forza muscolare sia dovuta ad una anomalia genetica. Capita per esempio che, in un caso su alcune migliaia di nascite, il bambino non abbia il regolare corredo cromosomico di 23 coppie, ma che una delle coppie sia invece un trio: il caso più noto è quello della sindrome di Down. I cromosomi sessuali sono di solito XX femmina o XY maschio ma in qualche raro caso possono essere, per esempio, XXY. In questo caso l’aspetto alla nascita è femminile ma durante lo sviluppo comincia a prevalere, sotto l’influsso del testosterone, il ‘vero’ assetto fisico maschile. Ovviamente questa è solo un’ipotesi. Ma, appunto, sono state fatte tante ipotesi perché il CIO ha vietato qualsiasi accertamento: c’è scritto nero su bianco sul suo regolamento che è disponibile online e consultabile da chiunque.

Quindi si è parlato di ‘tracce di DNA maschile’: ridicolo, il cromosoma Y o c’è in ogni singola cellula di una persona o non c’è in nessuna. L’accertamento relativo sarebbe stato ‘troppo invasivo e contrario ai diritti umani’: il prelievo del DNA si fa strofinando un cottonfioc all’interno della guancia, non c’è bisogno nemmeno di farselo infilare su per il naso come tanti hanno dovuto fare ogni giorno per anni al fine di poter lavorare. Si è parlato anche, sempre vagamente, di ‘livello di testosterone nella norma’: a parte il fatto che non si sa a quale norma si facesse riferimento visto che gli esami erano proibiti e che proporli significava farsi etichettare come odiatore seriale e, ça va sans dire, putiniano termine che designa ormai chiunque sia considerato infame e spregevole.

Comunque, il livello di testosterone nel sangue può facilmente essere abbassato nell’imminenza di una gara con le iniezioni che di solito si usano nei tumori della prostata. Inoltre, il livello dell’ormone è decisivo nello sviluppo dell’individuo e molto meno in una fase successiva.

Ricordate, ai tempi dell’Unione sovietica, le atlete dell’Est che vincevano tutte le gare e che avevano un aspetto stranamente nerboruto? Si trattava di affermare la superiorità del sistema comunista sull’occidente e i medici sportivi imbottivano le ragazze di testosterone che migliorava, si, le loro prestazioni ma falsando i risultati delle gare e, inoltre, procurando loro nel tempo gravissime conseguenze.

Infine, una considerazione non-scientifica ma estremamente evidente ed acuta di un utente di Facebook: Se è una donna, perché non porta il velo come le altre atlete della sua nazionale?

Neanche la fine delle olimpiadi ha sopito le polemiche ed il presidente del CIO, Thomas Bach, ha infine tentato di cavarsela, in una conferenza stampa, con la seguente dichiarazione:

“Se qualcuno ci presenta un metodo scientifico solido per identificare uomini e donne, saremo i primi ad applicarlo”

Ora, a parte l’evidente assurdità, il poveruomo non si è accorto di aver proferito la più spaventosa eresia concepibile dando per scontato che gli umani possano essere solo o maschi o femmine: l’ideologia gender definisce ciò ‘eteronormatività’ o ‘binarismo sessuale’. Orrore!

Ognuno può definire la sua sessualità in molti modi diversi, modificabili nel tempo, oppure può definirsi ‘non binario’ e qualunque di queste dichiarazioni va accolta senza fiatare – come infatti fa il regolamento del CIO – e comporta esenzioni e privilegi.

Morale: questa potrebbe essere la fine degli sport femminili dato che qualunque uomo che ‘si senta’ donna dovrebbe esservi ammesso.

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