Sicilia: lo sversamento dell’acqua piovana in mare è un danno non più sopportabile per i Cittadini

Notizie da Facebook: “ In Sicilia, una parte significativa dell’acqua piovana viene sversata in mare a causa di inefficienze infrastrutturali, invasi pieni ma non gestiti, o limitazioni strutturali delle dighe, nonostante l’isola soffra di una cronica carenza idrica. Questo fenomeno si verifica spesso durante le piogge intense, quando l’acqua raccolta non riesce a essere stoccata negli invasi.
Ecco i punti chiave della situazione:
Sversamenti Diga per Diga: Casi documentati includono lo sversamento di acqua dalla diga Comunelli (Gela), dalla diga Castello di Bivona e dalla diga Trinità, che spesso scaricano l’eccesso nel letto dei fiumi e, di conseguenza, in mare.
Cause Principali:
o Limiti Strutturali: La diga di Rubino, ad esempio, ha visto la sua capacità ridotta da 11 a meno di 5 milioni di metri cubi a causa di problemi strutturali.
o Invasi “pieni”: Le dighe, come quella di Bivona, aprono le valvole di fondo quando raggiungono la quota massima consentita per precauzione, pur in un contesto di siccità.
o Mancanza di Interconnessione: Si denuncia la mancanza di un piano regionale per invasi aziendali e reti interconnesse capaci di trattenere l’acqua piovana.
Impatto e Denunce: Coldiretti Sicilia denuncia da oltre 20 anni questo spreco, sottolineando che l’acqua sversata sarebbe fondamentale per la campagna irrigua, specialmente in un periodo di siccità.
Contesto di Siccità: Nel 2022, la Sicilia ha registrato una dispersione del 51,6% dell’acqua nella rete. Contemporaneamente, le dighe avrebbero una capacità potenziale di contenere fino a 1 miliardo di metri cubi, ma restano sottoutilizzate.
Il risultato è un paradosso in cui le piogge, pur abbondanti in brevi periodi, non riescono a mitigare la siccità strutturale, finendo per perdersi nel mare. “
(Notizie raccolte da Facebook)
Di fatto poi, a questa ferale notizia, segue, disgraziatamente, la notizia che:
In Sicilia, in molti Comuni, grandi e piccoli, “l’Acqua viene distribuita, UNA sola Volta, e per POCHE ORE, ogni CINQUE giorni e fino ad UNA SETTIMANA, ed in alcuni casi anche oltre, imperterritamente: DURANTE TUTTO L’ANNO ! “

Una Repubblica Civile non merita queste notizie !

Un impatto crudele e negativo, che rappresenta la Sicilia, sotto il profilo dell’accesso all’acqua, non a norma con gli standard nazionali, né tantomeno a quelli europei.
Le motivazioni vanno senza dubbio ricercate nella inefficienza, di fronte a questo problema, degli organismi istituzionali, a tutti i livelli, dal locale, al regionale ed al nazionale.

E si vede chiaramente che manca una Volontà Politica istituzionale volta a risolvere questo gravissimo problema.

Negare l’acqua ai Cittadini, significa continuare a danneggiarli e non attuare le norme democratiche e costituzionali fondanti della Repubblica Italiana, tanto sbandierate dai rappresentanti delle istituzioni.

Dalle pagine di questa Rivista, palermoparla.news libera e benemerita, mi rivolgo a tutti i Rappresentanti Politici Italiani, competenti in materia, affinché, subito, attuino e scrivano ed approvino, se necessario, tutte le Leggi e le normative che servono a superare questo grave danno che i residenti ed i fruitori del suolo siciliano, stanno ancora subendo.

Fate in modo che l’inno che recita “l’Italia s’è desta”, valga anche per la Regione Sicilia !

Nelle foto di Antonino Macaluso:
la DIGNITA’ DELL’ACQUA conferita da Pietro Bernini con la collaborazione del figlio Gian Lorenzo realizzando a Roma la “Fontana” dal 1626 al 1629, ripresa di giorno e di notte.

Oggi, questa DIGNITA’ la Sicilia la sta ancora aspettando !

Roma, 9 maggio 2026
Antonino Macaluso


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