Sparare a Trump ovvero come voler vincere ad ogni costo

Quando l’establishment perdente vuole restare al potere cosa fa?

Accade fin dai tempi di Giulio Cesare che quando un uomo, un politico, un condottiero, non si può battere in alcun modo, i suoi avversari, già battuti da lui in ogni ambito possibile, si armano e colpiscono.

Purtroppo per loro, però, perdono lo stesso. Al tempo dell’antica Roma Giulio Cesare, disarmato, cadde colpito a tradimento dai cospiratori, ma la Repubblica romana sparì ugualmente e nacque l’impero. Piaccia o no questa è la storia.

L’attuale establishment a stelle e strisce è, infatti, in ogni caso, destinato a morire perché corrotto, incapace, vile, antidemocratico, privo di autorità e superato dai tempi.

Joe Biden è tanto apprezzato dai suoi perché, fin dal suo esordio politico, ha saputo destreggiarsi perfettamente tra le persone che contano al punto da essere considerato il perfetto interprete dei loro desiderata. Naturalmente, come recita il proverbio, prima o poi i nodi vengono al pettine e ora chi ha sostenuto Biden con tanto calore e senza farsi sfiorare dal minimo dubbio, vedendo lo straordinario numero dei consensi per Trump, adesso si preoccupa e si dispera, ma, citando Manzoni, chi manca di coraggio nel momento in cui gli servirebbe certo, poi, non se lo può dare e non stiamo parlando di Biden ma dei suoi “dante causa”.

In altre parole: “se hai paura di cambiare un candidato che non risponde alle qualità che dovrebbe possedere, ma speri che riuscirà a vincere ugualmente per i grandi appoggi che ha, rischi di trovarti in difficoltà in un secondo tempo”.

La vita è fatta di vittorie e di sconfitte, c’è chi lo accetta e chi no.

In un sistema come quello americano, che dice di essere democratico, ciò non dovrebbe accadere.

Per alcuni Donald Trump sarebbe il cattivo per antonomasia, senza se e senza, ma sembra dimenticare che a votarlo sono almeno la metà degli americani, sarebbero questi tutti matti, cattivi o incoscienti?

Se ci distacchiamo, però, dai soliti luoghi comuni sulla personalità di Trump e su quella dei suoi sostenitori, e consideriamo, invece, l’altra parte politica, ci accorgiamo che la maggior parte delle lobby di potere: finanza, multinazionali, media, mondo dello spettacolo sono tutte con Biden, un motivo ci sarà?

D’altronde, risulta pure ovvio chiedersi: “come mai il partito democratico americano non ha cercato altri appoggi per rinforzarsi ed avere numeri più sicuri per vincere?” ma la risposta dei dem risulterebbe, pure, altrettanto scontata: “perché dovremmo cedere fette di potere quando lo possiamo evitare?”

Qualcuno lo potrebbe definisce “Orgia del potere”.

Il partito democratico americano consta di tre componenti: una più a destra, una al centro e una a sinistra, ma non riesce ad offrire una proposta politica che sia al contempo vincente e accettabile da tutte e tre. Questo è il vero problema del partito democratico. I “padroni del vapore” hanno paura di svolte troppo socialiste e frenano, ma così non vanno da nessuna parte. Se perdono le elezioni piangono e accusano l’avversario di tutte le nefandezze, ma sarebbe come se l’allenatore della nazionale di calcio, sconfitto dalla squadra avversaria, invece di rivedere le proprie scelte tattiche e strategiche accusasse gli avversari della propria sconfitta.

Accusare gli altri è sempre la cosa più facile, purtroppo è anche la più sciocca e se ne pagano le conseguenze.

Gli Stati Uniti stanno offrendo al mondo un brutto spettacolo: le sfide politiche, in un paese democratico, non possono trasformarsi in guerre che lacerano un paese, se non si sa ascoltare l’altra parte politica le conseguenze, alla fine, sono nefaste.

Per concludere, rivolgendoci ai democratici, pensiamo che: “comunque vadano le cose, sparare a Trump non vi salverà”.

Lydia Gaziano Scargiali                    

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