TaoFilmFest Torna Harrison Ford con Indiana Jones e il quadrante del destino

downloadSe il Festival di quest’anno registra poche presenze nelle sale ed anche al Teatro Antico, domenica sera 25 giugno si prende la sua rivincita con un sold out che ricorda i bei tempi in cui ospitava i Nastri d’Argento, con relativa sfilata di grandi dello schermo. A compiere il miracolo basta un nome che è una garanzia, e mette d’accordo vecchie e nuove generazioni. Sì, proprio lui, Harrison Ford, che accompagna il quinto capitolo della saga di Indiana Jones, che ebbe inizio nel 1981 con I predatori dell’arca perduta. Ed annuncia che Indiana Jones e il quadrante del destino per lui sarà l’ultimo. Il bravo attore, classe 1942, anela infatti a una vita più tranquilla,  lontana dallo stress e dalle acrobazie cui va incontro l’eroe armato di frusta, con in testa il classico cappello da esploratore. E a proposito del celebre copricapo, l’attore ne ha regalato almeno un centinaio agli spettatori, con l’intenzione, forse, di rimediare alla sua assenza ad un appuntamento pomeridiano. Il film è lungo e molto articolato. Vediamo un po’ di che si tratta. Si inizia un bel po’ di tempo fa, nel lontano 1944, dove si immagina il nostro eroe  alle prese con un manipolo di nazisti. Poi si va avanti fino al 1969, nei frenetici giorni dell’Allunaggio. E il regista James Marigold – e non più Steven Spielberg, qui in veste di produttore esecutivo – mette mano in entrambi i casi al magico CGI, per regalarci un Indy giovane, dal volto privo dei segni che il passar del tempo gli ha regalato, ben evidenti, quasi commoventi, in quest’ultimo capitolo. Va detto però che l’attore ce l’ha messa tutta per mantenere la grinta e la spavalderia di sempre. A fargli da spalla, piacevolmente, c’è un’eccellente PhoebeWaller-Bridge, nel ruolo della  figlioccia Helena Shaw. E’ a lei che Indy  passa il testimone. Affascinante, audace, ma anche ironica e divertente, Helena lo coinvolge in una nuova avventura, alla ricerca della Lancia di Longino, un oggetto molto ambito anche dall’ex nazista Jurgen Voller (Madds Mikkelsen, perfettamente in parte). Si scopre poi che l’oggetto non ha alcun valore, e soprattutto non ha alcun potere. Fine del prologo. Si entra nel vivo della ricerca, con relativi incontri-scontri col nemico. L’oggetto magico da conquistare, frutto del genio di Archimede, ora è il Quadrante del Destino, o macchina di Antykitera, come la chiamò il suo creatore. Chi la possiede diventa padrone del mondo, può perfino andare avanti e indietro nel tempo. Ed è quello a cui tende proprio Voller, ambizioso e nazista fino al midollo. Il suo progetto è tornare ai tempi della guerra che segnò la sconfitta di Hitler, per capovolgere le sorti del conflitto. Ma Hitler verrà comunque eliminato. Sarà Voller a prenderne il posto. Difficile per Indy ed Helena vincere la battaglia. Ovviamente, ce la faranno. E ne vedremo delle belle. L’ultima parte si svolge nella nostra Sicilia, di cui si ammirano i tesori naturali ed archeologici. E ci si addentra anche nel siracusano Orecchio di Dionisio, dove si sosta davanti alla tomba di Archimede, che poi, grazie a un errore “cronologico” di Voller , incontriamo vivo e parlante, negli anni in cui visse. Ricchissimo di straordinarie trovate ed invenzioni, il film si segue con piacere, ricorrendo alla “sospensione dell’incredulità”, e malgrado i suoi 143 minuti. Il tutto accompagnato, come sempre, dalle musiche di John Williams. Altra sorpresa, nel cast c’è anche Antonio Banderas. Si chiude con un finale commovente, imprevisto, che non si deve, ovviamente, raccontare.

Eliana L. Napoli  

 

 

 

 

 

 

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