l’Iran, lo Stretto di Hormuz la guerra e la pace…
“Chi ha vinto e chi ha perso” titolano i giornali, ma “sempre meglio la pace della guerra” pensiamo noi “purché duri”
Finirà anche la guerra russo- ucraina?

Troppe guerre in giro per il mondo, tanto che, quando si parla di pace, la notizia desta certamente stupore.
Intanto il mondo dei media si è messo in moto: gli opinionisti si tuffano sulla notizia, i network rilanciano, i tabloid si riempiono di fiumi di parole. Si attribuiscono vittorie e sconfitte, vantaggi e svantaggi, ma una domanda sorge spontanea:
“Al di là di tante considerazioni, pur rispettabili, non è pur sempre un bene che si sia giunti alla pace? Fosse pure solo una tregua, anziché una vera pace? Avvantaggiasse un paese piuttosto che un altro?”
In verità, pensiamo che le guerre sarebbe meglio che non iniziassero affatto perché, alla fine, spesso si dimostra che non sono servite a niente, se non a distruggere tantissime vite e intere città, oltre a provocare, tra i popoli, odi sempre più profondi.
Ci sembra, perciò, che, a causarle, sia soprattutto l’industria bellica, oggi più forte che mai, anche se a danno dell’economia di pace.
Ora Trump, soddisfatto per la chiusura del conflitto, che si spera duratura, festeggia l’ottantesimo compleanno e annuncia al mondo di voler porre fine anche alla guerra russo-ucraina. Ci potrà riuscire veramente? Sarebbe davvero una svolta per tutti quelli che ne stanno sopportando le terribili conseguenze: i giovani che perdono la vita, le famiglie disperse, le città distrutte…
Purtroppo, però, non sembra un risultato a portata di mano, Zelensky non pare interessato e nemmeno molti leader europei, evidentemente pure loro sostenitori dell’economia bellica. Per noi comuni mortali, invece, pace significa soprattutto fine dell’inflazione, ritorno al lavoro e alle attività preferite, ai viaggi, allo sport, insomma alla vita, a quella vita che i tanti guerrafondai in giro per il mondo cercano in tutti i modi di toglierci.







