Una serra innovativa progettata in Sicilia sarà prodotta in Tunisia?

E’ dotata di un tetto apribile con congegno di sicurezza. Al vento i 300 mila euro del prototipo.

 

Il progetto di una serra innovativa – a copertura variabile del tetto – giace nel cassetto e il prototipo, costato alla Regione Sicilia 300 mila euro, sta andando distrutto. Questa storia, che rischia di divenire esemplare come tante per l’inefficienza isolana, sta avendo una svolta grottesca: forse sarà la Tunisia, anch’essa compresa in quella fascia temperata del mondo in cui la “serricoltura” è ideale, si fa avanti per produrre e vendere la serra progettata in Sicilia. Il brevetto, infatti, è scaduto. Se ne è parlato con le autorità tunisine al recente incontro Sicilia – Tunisia alla Camera di Commercio di Palermo. Meglio che la serra innovativa venga comunque in esistenza e la Sicilia semmai …la acquisterà: questo il pensiero di alcuni addetti ai lavori. Ma ecco la storia in breve di questo progetto finito nel dimenticatoio regionale…

Il Consorzio pubblico di ricerca ITES (Innovazione Tecnologica Serricoltura) tra la Regione e l’Università di Palermo, fatto costituire dal Prof. Orazio Scrofani (Università), con il coinvolgimento dell’allora presidente Cuffaro nel 1997, ha realizzato per conto dell’Assessorato Agricoltura e su incarico professionale dell’ITES, l’innovazione che era stata oggetto sin dal 1982 di numerosi studi e tentativi da parte delle industrie di tutto il mondo, comprese prestigiose multinazionali, senza pervenire ad un prodotto da diffondere.

Vari prototipi, in Sicilia e altrove, erano stati distrutti dal vento (durante i momenti di apertura del tetto) appena portati in campo. Oppure abbandonati per il cattivo funzionamento e la complessità dei sistemi adottati. Tutte le industrie avevano abbandonato i tentativi.

Il risultato conseguito in Sicilia, che oggi può avere un vastissimo impiego, è dovuto ai consistenti finanziamenti dell’Assessorato, oltre che alle lunghe messe a punto, anche in campo e sotto le più avverse condizioni e alla particolare e semplice soluzione adottata di movimento della copertura, da una gronda all’altra, evitando cioè l’apertura a metà, che è stata causa d’infiltrazione al colmo di pioggia e vento, e di distruzioni dell’intera serra.

Nessuna industria ha voluto o potuto lavorare così a lungo ed impegnare tante risorse, come avvenuto in Sicilia. Per questo, in questa regione del Mediterraneo in cui notoriamente la produzione di ortaggi e fiori in serra è notevole e conta su grandi potenzialità, il progetto innovativo è andato a buon fine…

Forme di collaborazione fra Sicilia e Tunisia esistono e se ne studiano da tempo. Di recente, tuttavia, c’è chi intensifica questa volontà di collaborazione per più stretti legami che potrebbero coinvolgere anche Malta, con giovamento per tutte e tr le realtà…

La serricoltura è oggi fondamentale per la produzione di ortaggi ed ortofrutticoli in genere e serve massicciamente alla floricoltura.

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