Vitaggio e la vela latina protagonisti a Marsala

Barca a Vela latina

La vela latina conferma il proprio successo a Marsala e Pasquale Vitaggio con la sua barca Mastro Ignazio conferma con il titolo siciliano, il primato tricolore conquistato sette giorni prima a Castellammare del Golfo.

Due giorni a Marsala presso il Circolo Velico con cena il sabato cui ha partecipato anche il decano dei giudici internazionali Pasquale Teri. Una sola, però, la giornata utile a causa del poco vento e due le prove valide per stilare la classifica ufficiale.

Vitaggio è certo il più esperto dei velisti in gara ed ha costruito una barca con intendimenti tecnici più stretti e aderenti all’attuale formula di stazza. Un “disciplinare” un po’ lacunoso e contradditorio, senz’altro da rivedere, mentre la classe si avvia ad una probabile crescita visto che la Fiv ha mostrato interesse in tal senso…

La barca Mastro Ignazio che gareggia per i colori dell’inedito Yacht Club Marsala fondato dallo stesso Vitaggio, giovane siciliano iperattivo che ha fondato e gestisce un residence, si occupa di grande distribuzione e progetta un “bianco” speciale cui collaborerà la più delle sue due figlie già universitaria in enologia. Insomma un marsalese a 360 gradi…

La barca è stata progettata e costruita assieme allo zio Francesco Bonanno, pittoresco lupo di mare che ha nel suo palmares la collaborazione nel lavoro di ricostruzione della nave fenicia oggi in motra al baglio Anselmi.

Al posto d’onore è giunta Chiara dell’altro marsalese Leonardo Angileri e al terzo posto sul podio troviamo Vikinga III dello stesso Francesco Bonanno. Segue Nica di Filippo Guagliardo del Cirtcolo Coirllo di Sciacca, Caterina del suo compagno di club Antoniuno Nicolosi, Infirricchio del marsalese Francesco Figlioli.

La giuria, rispetto alla gara di Castellammare, ha preferito adottare un percorso a mare meno “severo”, concedendo una bolina meno stretta e disponendo un campo a quadrilatero nel quale le vele latine si sono trovate ovviamente a proprio agio per il susseguirsi di traversi e laschi…

Lo spettacolo di colore a mare e in banchina non è mancato, anche per la presenza di qualche

Calafatare - calafataggio: impedire dil assaggio dell'acqua nel fasciame con l'inserimento forzato di stoppa coperta dal colore ad olio della barca: un arte che scompare...
Calafatare – calafataggio: impedire dil assaggio dell’acqua nel fasciame con l’inserimento forzato di stoppa coperta dal colore ad olio della barca: un arte che scompare…

barca fuori gara che ha fatto solo “bella mostra” di sé. Tale armamento, che risale al Rinascimento è rimasto in uso fra i pescatori fino agli anni ’50. Poi la pesca ha adottato unicamente il motore, conservando i remi per qualche lampara sotto costa (ora sempre più rare), mentre lo yachting aveva già optato sin dai primi del 1900 per le rande moderne: bermudiana e aurica con qualche piccola variante. Vele di taglio antico sono ancora visibili nelle derive da gara: nei piccoli optimist che adotta una sorta di randa “al terzo” con picco, nei Dinghy, che dispongono anch’essi di un breve picco e nei Sunfish, la deriva più riprodotta e venduta al mondo, che è armata di una vera e propria vela latina, ma corretta e arricchita mediante un “provvidenziale boma”… (Germano Scargiali)

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