
Una legge tante volte discussa, attesa, in gestazione… Il demanio marittimo regionale passa ai Comuni costieri. Vediamo come.
Son passati tanti anni e si è giunti a febbraio 2016 per approvare “in legge di stabilità” l’articolato che affida ai Comuni il demanio marittimo regionale. Spiagge e litorali passano sotto una gestione diretta integrata con il territorio comunale, ma la proprietà ed ogni altra titolarità (diritti dominicali) rimangono alla Regione.
La Regione Sicilia affida, in altre parole, ai Comuni la gestione diretta delle spiagge e dei litorali e dell’intero patrimonio demaniale marittimo. Non è cosa da poco. Lo dispongono gli articoli 40, 41, 42 e 43 della legge di stabilità approvati il 25 febbraio 2016 dall’aula di Palazzo dei Normanni.
La norma, nata in Assemblea, è frutto di una mediazione con il Governo Regionale a partire dal testo di un ddl presentato dal deputato regionale Girolamo Fazio, capogruppo del gruppo misto, che ha contribuito alla redazione finale dell’articolato giunto al voto dell’aula. Fermo rimanendo il principio che il demanio marittimo rimane di esclusiva titolarità della Regione che detta le linee guida, ai comuni viene affidato il governo del territorio e la gestione delle concessioni. In caso di inerzia da parte delle amministrazioni comunali, la Regione provvederà alla nomina di commissari. Qualcosa di simile era stato studiato dall’assessore Francesco Cascio, quando era al Territorio. La regione avrebbe provveduto d’ufficio per quei comuni che non avrebbero entro un termine inviato il piano particolareggiato. Quell’opportuno provvedimento cadde nel nulla con la fine della legislatura, legata a Salvatore Cuffaro. Ora, pur dopo anni, si è fatto di più. Qui si tratta di un’assegnazione e l’inerzia comporta un commissariamento.
Precisiamo che trattasi anzitutto di concedere e regolamentare l’uso delle concessioni di spiagge e luoghi in riva al mare da parte di stabilimenti balneari, ristoranti e locali in genere per l’utilizzo diretto e il godimento delle coste con le relative amenità. Concessioni divenute in anni recenti sempre più rare, fin troppo, perché – spesso demagogicamente – considerate un’offesa senza eccezioni per il paesaggio. Si dimentica che locali pubblici e stabilimenti balneari sono necessari pe rendere il territorio accogliente ed attrezzato ai fini della fruizione da parte dei cittadini locali e dei turisti…
“Credo sia un importante affidamento di responsabilità ai Comuni per il rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull’esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo. Da oggi – ha commentato Fazio, che ha incassato anche il ringraziamento dell’assessore Maurizio Croce per la collaborazione prestata nella complessiva redazione della norma – dovrebbe essere più agevole ed immediato rendere efficace la gestione da parte delle amministrazioni comunali di spiagge, litorali e aree demaniali”.
Fazio ha anche commentato i non sense e le difficoltà della situazione protrattasi per alcuni decenni: “In passato si assisteva a vicende paradossali con sovrapposizioni concessorie da parte della Regione in conflitto con i Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo dei Comuni o con altri strumenti urbanistici previsti dagli enti locali. L’approvazione di queste norme consente di superare le contraddizione di una programmazione territoriale frazionata tra due enti, il Comune da un lato e la Regione dall’altro”.
“L’elaborazione dell’articolato – aggiunge Fazio – trova motivo nella mia esperienza di sindaco di una città costiera, come Trapani, oltre che nelle numerose preoccupazioni espresse da tanti sindaci che fino ad ieri si sono trovati a doversi confrontare con un governo del loro territorio monco. L’affidamento delle spiagge e dei litorali a privati è consentito esclusivamente attraverso bandi pubblici”.
“È centrale – ha concluso Fazio – anche l’aspetto economico e finanziario perché l’attribuzione di parte dei canoni concessori ai Comuni costituirà una entrata in precedenza non prevista che consentirà il reimpiego delle somme negli interventi di pulizia dei litorali e delle spiagge eliminando il degrado abituale in cui versano spiagge e litorali…”
Da questa normativa restano fuori i porti turistici la cui concessione resta legata all’attuale regime sotto la giurisdizione regionale: conferenza dei servizi e concessione, sempre che si tratti di porti privati e non di iniziativa pubblica. Qui la Regione “può” agire motu proprio. Sempre che lo decida…
Germano Scargiali








