C’è un Papa a Presidiana: il Signor Ormeggio Eolo

Un’immagine serale di Presidiana porto: sullo sfondo a sx l’Ormeggio Eolo. In primo piano una terrazza dell’Hotel Le Calette con piscina, stanze e suites sul mare
Carmelo Papa fotografato da chi scrive, in questi anni, mentre chiacchiera con un amico in Corso Ruggero aCefalù
Carmelo Papa, titolare di Ormeggio Eolo fotografato da chi scrive, in questi anni, mentre chiacchiera con un amico in Corso Ruggero a Cefalù

Il Papa dell’ormeggio o, almeno a Cefalù, il Papa del Mare è Carmelo Papa, oggi titolare dell’Ormeggio Eolo a Presidiana, il “porto nuovo” della cittadina normanna. Ma Carmelo discende da una dinastia di pescatori del luogo. Suo padre, Pasquale Papa, era il più pittoresco personaggio della marineria cefaludese. Sapeva confezionare le nasse tradizionali in fibra vegetale ed era amico di chi scrive queste righe. Tuttavia ce l’aveva con me, così mi chiamava spregiativamente “u giurnalista”, perché non facevo abbastanza per risollevare le pesanti condizioni dei pescatori. Nessun giornalista, di solito, fa molto. Si limita a descrivere e il mondo va avanti lentamente: bisogna aver fiducia. E’ colpa della stampa piccola e grande o del mondo stesso se sembra che nulla cambi? Poi, come le lancette dell’orologio, la realtà si sposta più avanti. Pazienza ci vuole, ma i Papa non ne hanno molta per tradizione. Amano innovare e, soprattutto, fare…

Carmelo lo ricordiamo giovane e forte, nero come la pece, nuotare da vero campione e vincere la gara per il SS Salvatore al porto vecchio. Poi, quand’era il momento dell’immancabile antinna a mare, non si tirava certo indietro…

Quando la pesca iniziò a dare meno frutti, i più intraprendenti pescatori di Cefalù si dedicarono ad altri lavori legati al mare, emersi con lo sviluppo turistico. I più si dividevano fra il Villaggio, dove rimediavano soldi più facili acchiappando al volo, quando potevano, un po’ di amore clandestino e il lavoro al “porto nuovo”. Rimpiangendo, di tanto in tanto, i larghi orizzonti e le favolose albe dietro Raisi Gerbi, lavoravano e mettevano da parte un po’ di preziosi denari…

Il giovane Carmelo Papa fu per alcuni anni “il bagnino ufficiale del comune“, un’occasione per farsi valere, conoscere, amare e diventare anche famoso. Già, perché Carmelo si fece notare per le sue doti nel “salvamento”. Non sorprendiamoci se conserva ancora i ritagli dei giornali che parlano di lui. Così apprendiamo da un articolo del buon Enzo Cesare che che un “…Bagnino in forma ha salvato ‘altri’ 5 bagnanti”. Neanche a dirlo quel bagnino è Carmelo Papa, divenuto in poco tempo un “serial” del salvamento. E, fra i salvati c’è qualche nome famoso, fra cui la figlia dell’industriale Averna e il cugino… Trattasi, probabilmente della signora che inventò uno degli slogan più famosi della pubblicità nazionale: Amaro Averna il gusto pieno della vita.

Poi venne il tempo della domanda di ormeggio: il turismo nautico era cresciuto appresso al diporto e… Tutto cominciò con qualche boa per fare ormeggiare i villeggianti.

Erano ancora gli anni 70 e Carmelo Papa portava e riportava avanti e indietro i clienti dai gavitelli, facendo navetta. Ma l’obiettivo era l’ormeggio in banchina e l’impazienza ereditata in famiglia non gli dava pace.

Così, quando poteva, faceva su e giù per le scale degli uffici al Comune, pensando: “O la vinco io con la mia insistenza o niente! Io non mi stanco, non cedo”.

Poiché la richiesta non era assurda e Cefalù aveva bisogno di offrire un servizio al pubblico e agli ospiti del porto, ci fu finalmente chi “comprese” le ragioni di Papa e Carmelo ebbe il suo primo permesso per un pontile. Dopo di quello ne è venuto qualche altro e poi il Bar, il chiosco dove chi passa, diportisti e pescatori, possono bere qualcosa, sorbire un caffè, una birra, un cappuccino con un cornetto e trovare un po’ di gastronomia. Era un atto dovuto per l’efficienza del luogo.

Un giorno Don Carmelo, ormai papà e anche suocero, con i suoi validi collaboratori da lui avviati al lavoro, si accorse di comandare ormai la sua piccola tribù. E’ lui l’ultimo capo della stirpe dei Papa. Nonno, ultrasessantenne, con la possibilità persino di fare un po’ il pensionato e dormire il pomeriggio – ma la mattina è sempre “sua”, di buon ora. Il caro Carmelo lasciamolo lì, a fare, ogni tanto, quando ci vuole, qualche …cazziata a chi la merita. Come sa fare lui. E forse non a caso salvò, quel giorno a Cefalù, la giovane Averna: anche lui, con l’intera sua famiglia, fra moglie, figlia, nipotini e il genero Giuseppe Brocato, il suo continuatore, applica dal vivo quel famoso slogan: già, il gusto pieno della vita!

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