Luigino Di Maio troppo vuole e nulla stringe?

Con il Rosatellum hanno vinto Di Maio e Salvini o forse nessuno, ma c’è stato un sicuro perdente: il PD. Matteo Renzi ha pagato un conto salato, ma non per le sue colpe, bensì per i suoi meriti: vorrebbe rinnovare l’idea e il ruolo della sinistra…
Stanno per concludersi al Quirinale  le consultazioni delle forze politiche col presidente della Repubblica.   E’ scontato che il primo giro non porterà nessuna novità per la formazione del nuovo governo. Salvini e Di Maio rimangono fermi nelle loro posizioni e quell’asse che era sul nascere fra Lega e 5 Stelle si è rotto per sempre.
A noi sembra che l’intransigenza del pentastellato, portata avanti con protervia e sicumera da politico navigato, – i suoi diktat sono nelle orecchie di tutti: io premier o nessuno, Berlusconi e Renzi devono essere dichiarati fuori gioco dai loro stessi partiti – nasconda un disegno ben preciso. Luigino vuole portare il paese a nuove elezioni perché è sicuro di potere arrivare alla magica soglia del 40 per cento per avere tutto nelle sue mani.
Dopo tutte le promesse fatte in campagna elettorale – fra le balle più colossali quella dei soldi per tutti col reddito di cittadinanza – che si sgonfieranno al primo impatto con la realtà, il Nostro è convinto che potrà continuare a prendere in giro gli elettori, convincendoli che occorre dare più voti al M5S per potere realizzare senza intralci il programma grillino. Se non ci fosse dietro le manovre di Di Maio questo disegno, non si potrebbe spiegare la sua totale intransigenza verso gli altri partiti  e nei riguardi dei suoi interlocutori. Il mantra che ripete è sempre lo stesso: noi siamo il primo partito e perciò ci tocca di diritto l’incarico di formare il governo.
Quando ad un possibile alleato si fanno delle richieste assurde, come quelle del Grillino, significa che non s’intende  concludere niente. E’ una tattica molto semplice: tenere il paese nella palude del non governo, frustrare il popolo con una interminabile attesa, sperare che i mercati diano una mano, facendo schizzare  verso l’alto lo spread. Arriva il salvatore, diamo tutto nelle mani di Luigino, l’Illuminato che risolverà tutto. Se gli sprovveduti ci cascano il gioco è fatto.
Pippo Algozino
(Corrispondenza esclusiva)
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L’opinione di Steve Bannon

Sul possibile governo italiano arriva il commento da oltre oceano di Steve Bannon, l’ideologo di “alt-right”, l’ultra destra americana che ha contribuito all’elezione di Donald Trump. Bannon non ha dubbi su quale dovrebbe essere il governo che dovrebbe guidare l’Italia, sempre secondo l’idealista Lega e Movimento dovrebbero governare insieme. “Il mio sogno è di vederli governare assieme, sono espressioni diverse dello stesso fenomeno e superano, assieme ad altre formazioni minori, la metà dei votanti”

Bannon aggiunge di preferire il leader Salvini al Di Maio e spiega che “…il leader della Lega rappresenta il Nord, ovvero tre quarti del Pil nazionale, mentre il leader del Cinquestelle propone il reddito di cittadinanza, una versione dell’economia sussidiata che manderà in fallimento le casse della Repubblica in meno di due anni”. E aggiunge: “Se Salvini governerà con i cinquestelle sarà lui la forza trainante, se Salvini resterà all’opposizione potrà rivendicare il merito di aver sconfitto i corrotti come Berlusconi. Se vi sarà un governo di unità nazionale sarà sempre Salvini ad imporre gli obiettivi a cuore del ceto medio. Dunque, comunque andrà nel futuro d’Italia, c’è la Lega, che strapperà voti al sud ai cinquestelle grazie alle posizioni sui migranti”. Se tutto ciò “trasforma l’Italia nella forza trainante del nazionalpopulismo” è perchè “siete più creativi di britannici, francesi e tedeschi, siete una nazione abituata a produrre grandi cambiamenti”.

Da PRP Channel

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