Un sospiro di sollievo per i pescatori “artigianali” siciliani ed anche per chi ama trovare a tavola certe specialità tradizionali di pesce.
E’ stato emesso il 24 marzo (2018) dal Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea il decreto sulla pesca del Cicirello e Rossetto, grazie al quale dopo 8 anni riprenderà questa pesca speciale in Sicilia vietata a partire dal 2010.

La realizzazione di un piano di gestione, la dimostrazione della storicità della pesca, l’individuazione delle barche storiche e la selettività di questa pesca, hanno consentito di far rientrare quest’attività nell’ambito del Regolamento Mediterraneo. Spetta alla Regione la decisione di regolamentare nel dettaglio questa pesca, ma non si si tratta, certo di una decisione arbitraria o eccessiva, poiché provvedimenti similari sono stati adottati per il resto d’Italia. Si tratta in ogni caso di pesca cosiddetta sperimentale e, quindi, adeguatamente regolamentata…
Tale pesca non va confusa don quella della cosiddetta “neonata”, cioè del “bianchetto”, novellame di sarda o di acciuga, che è regolamentato altro modo: La pesca alla prima è consentito solo alle soglie della primavera (marzo), mentre la “neonata” d’acciughe (più rara) si pesca in estate…
“Si tratta – afferma l’Assessore competente Eddy Bandiera – di una svolta storica per la marineria e la pesca siciliana. Continueremo nel nostro impegno per rilanciare un settore strategico per la Sicilia, anche contrastando le troppe limitazioni e rivendicando maggiori opportunità. Credo che con questo procedimento abbiamo campito un altro passo avanti nel riconoscere il valore della pesca artigianale di Sicilia. I nostri pescatori non chiedono assistenzialismo o risorse, ma chiedono soltanto di poter andare a pescare…”
II Cicirello (o cicerello nell’Italia meridionale) non fa parte del “novellame”, ma viene pescato e consumato da adulto. Si nutre di zooplancton, in casi estremi può raggiunge la lunghezza di 16 cm, la riproduzione avviene quando la femmina raggiunge circa 8.5 cm di lunghezza e il maschio 9,0 cm. La più intensa attività riproduttiva si colloca tra novembre e febbraio, mentre il reclutamento si ha a tra febbraio e marzo.

Il Cicirello veniva pescato in passato con le piccole reti dette “sciabiche” da spiaggia, ma attualmente la pesca avviene con reti più grandi, sempre “sciabiche” o “a sciabica”. Altrove dette “tartanone”, “fonticella”, “sciabichello”: vengono azionate da bordo di natante ancorato a profondità intorno ai 10-20 metri a seconda delle zone.
Le fasi di pesca al Cicirello sono molto difficili, in quanto le condizioni ambientali devono essere favorevoli perché le cale sono mirate alla sola cattura del Cicirello e solo molto raramente nella rete si possono trovare altre specie. Molti sono i fattori da tenere presente nella pesca di questa specie, quali la direzione e l’intensità delle correnti, la luna (sembrano favorevoli più “quarti”), la “rottura del tempo” (una mareggiata dopo un periodo di bonaccia può essere favorevole, ma non il succedersi di tante lievi mareggiate).
Il rossetto è un novellame piuttosto particolare, perché da adulto raggiunge proporzioni minime, attorno ai 5 cm o poco più. Viene pescato, però, prevalentemente allo stato di avannotto e si può confondere con il bianchetto (neonata di sarda) con il quale talvolta si mischia anche nel branco. E’ leggermente squamoso ma più saporito. Il colore dà sul giallo e assume toni rosati solo in grande quantità. L’Adriatico ne è più ricco che non i mari siciliani e la Liguria. L’uso è similare a quello del bianchetto, ma spesso viene adoperato per insaporire (a Genova anche sulla farinata di ceci).

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(Notizie da comunicato Assessorato Artigianato e Pesca più dati raccolti, commentati e impaginati da Germano Scargiali)








