L’eco di un evento poetico letterario realizzato a Palermo è giunto presto fino a Roma, senza clamore, ma con la dovuta aura di soddisfazione per la nuova opera umanistica, donata, dalla poetessa palermitana Rosalba Anzalone, alla cultura letterari Italiana, in questo momento sociale non privo di pericolose derive socio culturali.
Non ci crederete ma è accaduto ancora…
Al liceo Cannizzaro, di Palermo, per l’Ottagono letterario, in un pomeriggio di inizio aprile (2018), è stato presentato il libro di Rosalba Anzalone: Una poesia al mese (edizioni il convivio, 2018).
Non è un romanzo e non è un mattone… Si tratta di liriche ben fatte e dense di significati. A volte di poche righe come la poesia “Viaggi”: pasticche concentrate,/ d’immagini affollate/ da sciogliere poco per volta/ in un bicchiere /per stemperare/ goccia a goccia/ la vita”. Oppure quella intitolata “Tentazione”: “Ho visto una goccia trasparente scendere in un catino/d’acqua sporca,/forse per vincere/la sua solitudine”.
Nella prima è chiarissima l’idea di una poesia che è fragile e si espone alla inevitabile dissolvenza in un bicchiere d’acqua. Nell’altra il contrasto tra una piccola goccia limpida e un catino di acqua sporca diverse nelle quantità e nei comportamenti, tanto da indurre la prima, afflitta da insopportabile solitudine ad omologarsi nella massa.
La poesia non dà soluzioni. Presenta immagini e lascia spazi di riflessione che ci possono suggerire qualcosa. Forse, migliorare la vita.
E’ questo l’appunto che scrive il giornalista che, dando notizia dell’incontro culturale sul Giornale di Sicilia dello stesso giorno, ha inteso sollecitare: …Lasciarsi guidare dalla poesia a volte non è una perdita di tempo.
La poesia può veramente migliorare la nostra vita, se lo vogliamo. “Se vuoi, tu puoi” è appunto intitolata una poesia che dovrebbe farci riflettere anche sullo spazio che oggi si riserva in famiglia e nelle scuole all’educazione della volontà, anziché lamentarci dei “bamboccioni” o delle percentuali di studenti universitari che non arrivano alla laurea e che sono senza lavoro. Dov’è finito lo spirito alfieriano?
Il libro è originale perché è stato pensato come un’agendina da tenere in borsa ed è stato egregiamente presentato da Ida Rampolla del Tindaro, da Francesca Luzzio e da Giovanni Matta. Si può acquistare in libreria per la modica somma di sette euro.
Antonino Macaluso
(Corrispondenza da Roma)







