Nell’edizione 2015 della manifestazione mazarese gettate le basi e tirate le conclusioni per il “Distretto dei distretti” e il “Cluster dei cluster”…
La funzione dei “Distretti” e dei “Cluster”, due forme quasi sovrapposte di collaborazione verticali e orizzontali di aziende interessate alle medesime finalità, è stata in questi anni oggetto di precoce attenzione da parte del Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo presieduto da Giovanni Tumbiolo. E’ questa organizzazione, com’è noto, il motore del Blue Sea Land e del concetto operativo della Blue economy. Ma la manifestazione mazarese, giunta alla quarta edizione, va oltre i singoli distretti e parla della collaborazione fra essi, del “cluster dei cluster”, il distretto dei distretti.
Mentre è noto che il distretto non deve necessariamente limitarsi entro i confini di uno stato, è pur vero che esso, pur essendo stato focalizzato anche nel corso dell’Expo di Milano, va radicato nel territorio e nella mentalità corrente di chi vi opera…
Non poteva nel corso del Blue sea land 2015 mancare un convegno sul nevralgico tema. E’ durato un intero pomeriggio presso la Sala Argento del “multisala” Grillo di Mazara.
Hanno parlato di seguito, coordinati dal giornalista Nino Amadore e dal Dott. Tumbiolo, svariati esperti e responsabili di settore. L’assessore al Turismo e allo Sport Cleo Li Calsi, docente di statistica – uno degli assessori che possono definirsi veramente “qualificati” nel tormentato cammino dei 4 governi Crocetta – e poi Fulvio Coltorti, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio nazionale dei Distretti italiani di Unioncamere, che ha anche accennato alla crescita dell’export italiano. Federica Argentati, Presidente del Distretto degli Agrumi di Sicilia il cui ruolo cresce di rilievo, ha sottolineato come il distretto costituisca uno strumento dinamico per una crescita economica e culturale di un territorio, mentre “…i finanziamenti a vario livello comunque vanno nella direzione dell’aggregazione tra imprese nella logica sistemica”. L’On.le Michela Giuffrida, componente delle commissioni agricoltura e sviluppo regionale al Parlamento Europeo, ha descritto l’impegno parlamentare a difesa delle eccellenze siciliane, facendo rete tra Parlamento europeo, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Sulmeesimo modello il “Blue Sea Land” che aggrega in un processo virtuoso più soggetti.
Massimiliano Cesare, Presidente del Mediocredito Centrale, ha parlato del ruolo del credito, confermando come la banca sia pronta ad accompagnare ogni iniziativa virtuosa per contribuire a far sistema e far risalire l’economia e la produzione nel Sud, sostenendo i Distretti nella propria azione. Ma occorre tener d’occhio la qualità dei progetti…
Massimo Barbin, Presidente del Distretto Ittico di Rovigo ( 4000 lavoratori e 550 milioni di fatturato) presenta l’esperienza virtuosa lungo un percorso di appena 12 anni d’età, pur in un contesto come quello del Polesine, che viene considerato il Sud del Veneto: con 18 milioni si è riusciti a creare investimenti per 180 milioni di euro attraverso il sostegno diretto alle imprese, agevolando i programmi d’investimento, creando 1000 posti di lavoro e generando fiducia lungo tutto il territorio. Per Barbin “…si possono fare belle cose senza mettere a disposizione ingenti risorse di denaro, mentre i distretti consolidati possono esportare il modello di successo anche di fronte a spinte che prosperano a distanza di 12 anni. Occorre, inoltre, rivedere i criteri di valutazione dei progetti per l’accesso al credito per evitare un differente trattamento tra un progetto di start-up ed uno identico o migliore presentato da un’azienda che opera da anni con importanti fatturati e che, magari, solo negli ultimi tre incontra difficoltà, spesso di crescita, ma si ritrova nella impossibilità di ottenere del credito”.
Ha concluso i lavori l’On.le Raffaello Vignali, componente della X Commissione delle Attività produttive, commercio e turismo. Ha sottolineato come il Distretto produttivo sia una grande forza per il territorio che rappresenta. Quella del distretto è una cultura collaborativa dove si concorre per competere. La blue economy’ è una risorsa e l’Europa “chiusa” non è un bene. Per Vignali “Se vogliamo la Sicilia al centro del Mediterraneo non possiamo essere protezionisti, ma trovare la collaborazione su ciò che dall’esterno appare come una minaccia. Dobbiamo saperla cogliere come una sfida per crescere insieme, cooperando e dialogando”.
Vignali è anche Coordinatore Intergruppo Sussidiarietà ed ha ricordato come si stia discutendo sul ruolo dei distretti ittici che, per sopravvivere in una nuova visione, devono avere dentro tutti gli attori pubblici e privati.
La sfida maggiore resta quella di costruire la rete delle reti, il cluster dei cluster, perché dal confronto non nasce concorrenza, bensì forme di collaborazione, per cui il dialogo risulta un elemento fondamentale – nella logica dei distretti e dello stesso Blue sea land – per la crescita, lo sviluppo, l’utile d’azienda e l’occupazione.







