La Francia scoppia ed è certamente un emblema del fallimento economico dell’Unione europea e delle relative “scelte” finanziarie: l’economia, più che mai schiava di una finanza che la vessa, non marcia… C’è da chiedersi che cosa si aspetti a riconoscerlo apertamente: certo non lo fanno le persone che al momento guidano l’Europa di Bruxelles, avendone occupato le cariche. Quindi la situazione può dirsi drammatica…
Macron è la prova vivente di ciò che può capitare quando si affida ad un personaggio impreparato il governo di uno stato importante. Qualcuno avrà detto – come fu probabilmente il caso di Obama in Usa – il …troppo ripetuto: “Lo guideremo noi!” non è un buon sistema. Come si vede, non funziona, anche perché chi dovrebbe guidarlo dimostra in molti modi …d’essere corto di mente.
A questo punto, rispetto alla Francia, si può dire sia andata meglio all’Italia con Di Maio… Salvini, dal canto suo, dimostra – almeno – di capire quello che dice. Non è poco. Mentre i risultati complessivi del trio completato da Monti è la prova della pochezza dei vecchi governanti “nostrani”. Non ci voleva molto a portare avanti una baracca che pur è stata consegnata agli inediti triunviri in condizioni particolarmente sgangherate…
Tornando all’Europa, il primo errore è stato quello di apportare modifiche radicali in un momento che era già di crisi e di recessione. E’ ovvio che, ad ogni livello, le grandi innovazioni si “fanno” quando se ne hanno le forze… (Da queste lontane pagine lo dicemmo subito, ndr).
No, non poteva andar bene! Come se non bastasse, il regime dell’Euro nasce dalla “nostalgia” della parità aurea. Si dà a questa moneta una sorta di “valore obiettivo” e questo è un errore. L’oro non ha mai funzionato – neanche nell’evo antico – da garanzia: il denaro è solo uno strumento che serva ad oliare l’economia, cioè la produzione e gli scambi (commercio).
Ai un convegni in difesa dell’euro, è facile sentir vantare il fatto che cento euro dopo un anno “…valgano sempre 100 euro”. Ma questa è una rovina, perché favorisce chi conserva i soldi “nel classico materasso” e non li fa “girare”, privandoli della loro funzione. Una svalutazione controllata è stata, invece, sempre considerata e va assolutamente considerata come “il volano dell’economia“, perché favorisce chi investe. Anche il denaro in più continuamente immesso dallo stato, prima di essere eventualmente ritirato tramite le imposte, fornisce una spinta – anch’essa continua – allo sviluppo.
Tutto nasce alla visione ristretta delle banche che, volendo guadagnare con più sicurezza a breve scadenza, nuocciono all’economia, provocando – in definitiva- un danno anche a sé stesse. Irreparabile…
Infine, gli stati, emettendo denaro con le banche centrali, si autofinanziavano – almeno in parte – recuperandone, poi, il valore attraverso le tasse. Oggi il fisco è il solo modo di poter disporre di denaro da parte dello stato, prelevandolo direttamente ricchezza dal “circolo” con le conseguenze che vediamo. In questo modo la crisi e la recessione diventano “condizione eterna”.
La politica monetaria europea non ha fatto altro che …rompere un giocattolo che funzionava. L’Euro, quindi, ha fatto il suo tempo, non certo per il suo nome, non certo perché vale 2000 lire con la relativa conseguenza di perdere in Italia metà del valore o perché rappresenterebbe l’elemento più importante di un UE che anch’essa delude, ma perché “non funziona” e non può farlo in nessuno degli stati europei. Neppure in Germania.
Scaramacai








