Confimprese scrive alla Regione

Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo e coordinatore regionale di Confimprese Sicilia

Confimprese Sicilia ha trasmesso una nota istituzionale al presidente della Regione Siciliana, al presidente della commissione Attività produttive dell’ARS, all’assessore regionale alle Attività produttive e al dirigente generale del dipartimento Attività produttive chiedendo un incontro sul ruolo della Regione nei procedimenti autorizzativi delle grandi strutture di vendita alla luce della sentenza del CGA Sicilia n. 813/2025.

Secondo l’associazione, la corretta applicazione della normativa regionale sul commercio, degli studi di impatto commerciale e dei principi recentemente affermati dal Consiglio di Giustizia Amministrativa rappresenta oggi un passaggio fondamentale per la tutela delle piccole e medie imprese commerciali, comprese quelle che operano all’interno degli stessi centri commerciali.

“Negli anni – afferma il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia Giovanni Felice – si è progressivamente affermato un sistema che ha ridotto gli studi di impatto commerciale e il conto economico semplificato a meri adempimenti formali, nonostante la normativa regionale continui a prevedere specifiche valutazioni pubbliche finalizzate a garantire l’equilibrio tra le diverse forme distributive.”

L’associazione richiama in particolare la sentenza del CGA Sicilia che attribuisce rilevanza pubblica anche alla congruità delle condizioni economiche applicate all’interno delle grandi strutture commerciali.

“Il tema non riguarda esclusivamente rapporti privatistici – prosegue il coordinatore regionale di Confimprese Sicilia– ma investe direttamente la sostenibilità economica delle imprese, l’equilibrio del sistema distributivo e il corretto esercizio della funzione pubblica nei procedimenti autorizzativi.”

Secondo Confimprese Sicilia, quindi,” occorre inoltre distinguere tra gli interessi delle attività commerciali, comprese quelle operanti all’interno dei centri commerciali, e quelli della gestione immobiliare delle strutture”.

“La sostenibilità economica delle imprese commerciali – insiste Giovanni Felice –  non può essere sacrificata a favore di dinamiche che trasferiscono quote sempre più rilevanti del valore prodotto dal commercio verso la rendita immobiliare.”

L’associazione evidenzia inoltre come molte grandi strutture commerciali siano sorte nel tempo a seguito di trasformazioni urbanistiche che hanno convertito aree originariamente destinate a verde o ad altre funzioni territoriali in aree a destinazione commerciale, rendendo ancora più rilevante il tema della tutela dell’interesse pubblico e dell’equilibrio distributivo.

Secondo Confimprese, la mancata applicazione sostanziale dei principi richiamati dal CGA rischia di produrre effetti sempre più evidenti:

  • crescente difficoltà delle piccole e medie imprese;
  • ulteriore squilibrio a favore delle grandi rendite immobiliari;
  • indebolimento del commercio urbano e di prossimità;
  • aggravamento degli effetti derivanti dalla crescita del commercio online;
  • progressiva desertificazione commerciale dei centri storici e dei quartieri urbani.

“Nessuno mette in discussione il ruolo della grande distribuzione – conclude il coordinatore regionale di Confimprese – ma la Regione non può limitarsi a una partecipazione formale alle conferenze di servizi senza esercitare pienamente la funzione di equilibrio e programmazione prevista dalla normativa regionale.”

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