Non è proprio la Cometa di Betlemme, quella che guidò i Magi fin da Gesù Bambino, ma poco ci manca, grazie alla tempestività con cui in questi giorni di Natale passa dei nostri cieli. Ci accompagnerà infatti fino ai giorni 24, 25 e oltre tornando visibile dopo essere stata “infastidita” dalla Luna…
La “Cometa di Halley“, poeticamente rappresentata anche nell’Adorazione dei Magi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni è detta anche “La Stella di Betlemme“, quel fenomeno astronomico che, secondo il racconto del Vangelo, guidò i tre misteriosi Re – un bianco,un nero e un giallo – che si recarono a rendere omaggio presso la storica Grotta. …Uno dei simboli del nascente ecumenismo del cristianesimo.

La stella cometa non è una vera stella, ma un corpo di piccole dimensioni ricco di ghiaccio, formato da un nucleo e da una coda di polvere, si trova all’interno del sistema solare. Nel firmamento (ciò che vediamo degli spazi stellari) appare mobile e con una forma e grandezza non puntuale. Già gli antichi astronomi – pur privi di cannocchiale – ne avevano individuato alcune di cui prevedevano il passaggio. Ma qualcuno “puntualmente” dubita della veridicità del racconto evangelico… Altri, come sappiamo, hanno identificato con la Stella di Betlemme con la Cometa di Halley…
“Questa”cometa, che sta adesso attraversando il cielo, invece, è “un’altra” delle comete: non sarà quella”vera” ma, comunque, con i “nasi all’insù” e gli occhi puntati alle stelle, al passaggio di questo piccolo corpo celeste che, comunque, per il 2018 che ci saluta, è la cometa di Natale. Del resto il Natale è un momento di fede e di grande poesia: “...may all your Chirstmas be white“, conclude Bianco Natale, il disco più venduto della storia. Niente di logico…
In questa notte del 16 dicembre 46P/Wirtanen (così è classificata questa cometa) passa a “soli” 1,5 milioni di chilometri, pochissimi in termini astronomici. Sarà dunque ben visibile a occhio nudo accanto all’ammasso delle Pleiadi, ma per chi non riuscisse a scorgerla a causa del maltempo, della nebbia, o semplicemente tra le luci della città, sono stati organizzati tantissimi eventi per permettere di osservare il corpo celeste. Dovrebbe presentare riflessi verdi e, secondo la Tv, far concorrenza alle stelle…
E una cometa da record: In realtà 46P/Wirtanen è visibile a occhio nudo da qualche settimana, ma il 16 dicembre raggiunge la distanza “minima”, record dalla Terra. Dal 18 dicembre comincia a “giocare a nascondino” con la Luna che la terrà piuttosto celata con la sua maggior luce, per poi lasciarla brillare proprio alla vigilia di Natale.
46P/Wirtanen è la ventesima cometa più vicina di sempre. Fino al 17 o al 18 dicembre è possibile osservarla comodamente, poi – ha rilevato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope – la Luna si farà sempre più invadente, fino a diventare piena il 22 dicembre. Una volta che la Luna sarà in fase calante, la cometa diventerà di nuovo visibile a Natale, quando dopo il tramonto ci sarà un’ora e mezzo di buio pieno: allora sarà possibile vederla mentre si allontanerà lentamente, affievolendosi”.
Come di consueto, la cometa si potrà ammirare al meglio in luoghi lontani dalle luci e almeno con un binocolo, ma sono stati organizzati diversi eventi per permettere ai curiosi di osservarla. Virtual Telescope ha organizzato la diretta in streaming a partire dalle 23 del 16 dicembre. A Roma è previsto un evento al Teatro Verde, lunedì 17 dicembre a partire dalle 21, con le immagini trasmesse proprio dai telescopi del Virtual Telescope. Sempre nella Capitale nel cortile superiore di San Gregorio Barbarigo all’Eur si potrà osservare la cometa al telescopio. Ma sono previsti eventi anche a Rimini, Torino, Reggio Emilia e in tante altre grandi e piccole città. Il consiglio è di cercare l’osservatorio o il gruppo di astrofili più vicino tra le decine sparsi in tutta Italia per trovare l’evento più comodo da raggiungere. Oppure sperare in un cielo sereno e alzare lo sguardo all’insù…
Sarà un modo ennesimo per pensare al Cielo vicino al Natale ed a ciò che simbolicamente rappresenta da sempre rispetto all’idea del Divino che comunque sta al di là del visibile.
Germano Scargiali
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Nella notte fredda e oscura,
nera e cupa da paura,
una luce sfavillate,
improvvisa e abbagliante,
è salita su nel cielo
e ha sfidato il grande gelo.
Su una grotta si è posata
e l’ha tutta illuminata:
la Madonna, il bambinello,
San Giuseppe e l’asinello;
i Re Magi e i loro ori
e le greggi coi pastori.
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I primi versi di una filastrocca elementare quanto suggestiva firmata Jolanda Restano.










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