C’è preoccupazione per il consumo di droghe in quanto si sta abbassando vertiginosamente l’età minima di coloro che ne fanno uso. I giovanissimi sono molto influenzabili ed, essendo in fase di sviluppo fisico, patiscono gravi danni a causa dell’uso di droghe, cadendo quasi puntualmente nella dipendenza e passando presto alle droghe pesanti… Attenti: dall’uomo bisogna ripartire dall’uomo e rieducare.
Ci sono dei mali molto gravi nella nostra società. Il tema della vita è fondamentale, come sottolinea Papa Francesco, per cui bisogna affermare la fraternità. Assistiamo, invece, al degrado dell’umano contemporaneo, per paradosso, alla crescita della tecnologia.
Va evitato il riduzionismo dell’umano accanto all’esaltazione della tecnologia. Inoltre oggi – fatto gravissimo – un uomo vale in rapporto al denaro che rappresenta. Ciò spinge inevitabilmente molti soggetti allo scontento ealdesiderio di estraniarsi dalla realtà.
Tra i 15 e i 34 anni, pare che in Italia faccia uso di droga uno su cinque: di più in Europa – secondo sondaggi recenti – farebbero solo i francesi. Secondo il rapporto dell’Agenzia europea delle droghe, l’Italia sarebbe quarta per uso di oppioidi e ottava per la cocaina. Nel continente, crescono i morti per overdose. L’Osservatorio europeo delle droghe ha pubblicato i dati relativi alle tossicodipendenze nel suo consueto rapporto annuale, relativo al 2015: per l’Italia, preoccupano i piazzamenti nelle classifiche per l’uso di cannabis, la “strada” quasi certa verso le droghe più pesanti. In ogni caso è stato da poco accertato come anche lo “spinello”, faccia di per sé già “male”.
Ma rispetto ai coetanei americani, gli studenti europei prediligono più spesso anche alcol e tabacco… Un percolo anche questi, ma considerato veniale, anche perché l’uso nasce da un atteggiamento meno “antisociale”.
Padre Giulio Albanese, un missionario, parla della questione sudanese dove la povera gente paga un prezzo molto alto in questo periodo di lotte e crisi in questo Paese. Oggi questo paese è in balia dei signori della guerra e in Kenia, che è un paese vicino alla Somalia, si è verificato un attentato da parte di una formazione eversiva.
I paesi occidentali devono esprimere il loro parere e cercare di reprimere le manifestazioni violente di questo estremismo islamico, che in gran parte deriva anche dalla inammissibile posizione dell’Arabia Saudita. Oltre alle relative attività immorali che vi ruotano attorno.
Marisa Mauro
(Nostra corrispondenza da Roma)








