E’ arrivata l’anti Greta. Si chiama Izabella Nilsson Jarvandi, è svedese anche lei ma la pensa al contrario della “bimba prodigio” dell’ambientalismo. Si definisce attivista politica contro il globalismo. Ha 15 anni proprio come Greta Thumberg e si presenta da subito come la sua rivale.
Certamente evade con decisione dal vocabolario e dalla (mini) enciclopedia del politically correct di oggi sostenuti da una sorta di “neo sinistra” ben individuata…
Izabella (come Greta) va forte sui social e ha tenuto discorsi in pubblico con tutta la forza dei giovanissimi.
“Se non sei abbastanza uomo o donna per difendere la tua gente – ha scritto sui social, riferendosi a Greta – allora come diavolo dovresti essere lì per il resto del mondo?”.
Solidale con Viktor Orban, denuncia – ha scritto l’Ansa – …il genocidio del popolo svedese, provocato dai porti aperti e dall’eccessiva accoglienza che ne consegue.

Nella settimana del 15 aprile Greta Thunberg è stata a Roma, dove ha incontrato il Papa, è stata al Senato e ha partecipato al FridaysForFuture di Piazza del Popolo. Eppure, la maggior parte delle conversazioni innescate da questa presenza non ha riguardato i temi ambientali sollevati dalla giovane svedese con le phisique di role della Sibilla: ancora una volta ha tenuto banco il suo stesso personaggio. Spesso non in tono positivo. Anzi, Greta ha scatenato critiche negazioniste tali da dimostrare anche quanta parte della pubblica opinione non segua quelle convinzioni…
L’appoggio a Greta di quei poteri “men noti” che in sostanza sostengono la teoria del surriscaldamento, trasformandola in business e influendo ancora una volta sul ritardato sviluppo, non è stato pieno in conseguenza dei “toni aspri” della svedese. A dispetto delle sue opinabili accuse rivolte “all’umanità intera”, le hanno guadagnato, comunque, anche il titolo di “rompiballe” del potere…
Un personaggio contraddittorio dunque, certamente costruito, tale da portare avanti una logica che è rituale: indicare problemi lontani nel tempo e nello spazio, la cui possibile soluzione è solo un’ipotesi, dimenticando i problemi “a breve“, ben più urgenti, che andrebbero risolti. Per esempio il sottosviluppo dell’Africa, del sud America (a partire dal Messico) e del terzo mondo in genere. Oppure i problemi morali, l’indeterminatezza e il conflitto con cui oggi si discute di ciò che è bene e di ciò che è male. Il che ha portato ad affermare un “relativismo etico” che ovviamente danneggiala società civile…
È avvenuto subito dopo qualcosa di inatteso: nella foga di inseguire e criticare il personaggio, molte testate italiane hanno offerto copertura notevole a un’altra giovane svedese politicamente impegnata, ma ai suoi antipodi, definendola, appunto, la “anti Greta.”
E’ a questo punto, infatti, che è entrata in scena Izabella Nilsson Jarvandi, giovanisssima, di posizioni “sovraniste” anti-immigrazione e “anti-gender.” Secondo l’Ansa, la Jarvandi “ha tenuto comizi pubblici davanti ai palazzi del potere svedesi ed è attivissima sui social”. Altri articoli la definiscono addirittura una “star del web”.
(Testo raccolto e commentato da Germano Scargiali)
Nota. La sindrome di Asperger (abbreviata in SA) di cui è affetta Greta è considerata un disturbo pervasivo dello sviluppo, inserito all’interno dello spettro autistico, senza però ritardi nell’acquisizione delle capacità linguistiche, a differenza di quanto avviene nei casi più diffusi di autismo.







