Riceviamo un breve ma incisivo testo che ci aggiorna sui recenti passi comuni dei sovranisti in Europa, di cui ringraziamo l’autore Guido Francesco Guida, che ci consente dimettere nero su bianco – più giù – quanto volevamo illustrare da tempo sui motivi tecnici dell’emergere dei sovranisti nel mondo. Possono piacere o meno, ma tali motivi poggiano su una scelta di che definiamo “politico morale”.
Ecco il testo – denso di notizie – da poco pervenutoci.
…Si allargano le adesioni al campo dei sovranisti europei in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019.
Nei giorni scorsi Giorgia Meloni, leader italiana di FdI ed impegnata con la parola d’ordine “in EUROPA PER #CAMBIARETUTTO”, ha avuto un importante incontro col presidente Jaroslav Kaczynski, capo del partito di governo polacco. Insieme hanno deciso di collaborare per costruire un’Europa che creda nella sovranità nazionale, tuteli identità e economia reale.
Anche la Lega di Matteo Salvini ha deciso che confluirà con i Conservatori guidati dai polacchi che fanno capo al PiS (Diritto e Giustizia) e al suo potente presidente Jarosław Kaczynski. Ma solo dopo le europee. Il leader leghista infatti si è impegnato per allargare il consenso e creare una Lega delle Leghe, un fronte unico. È anche lui andato a Varsavia per coinvolgere Kaczynski in un fronte di tutti i sovranisti. Una rappresentazione nazionale della nuova alleanza del centro-destra a trazione Lega-FdI che polarizzerà anche buona parte dei consensi e uomini in uscita da Forza Italia, il governatore Toti in primis.
In Europa invece ci sarà così un fronte allargato al gruppo di Visegard che rifonderà una nuova Europa diversa da questa mondialista e tecnocratica a predominio del gruppo Franco-tedesco ispirato da Macron e Merkel, ormai da tempo in profondo declino (anche e persino, ndr) nei loro Paesi.
Della nuova Europa delle Nazioni e delle Patrie attenta alle necessità dei propri popoli, detassata e libera nelle opinioni e nella difesa della tradizione e cultura fanno parte anche la francese Marine Le Pen (insieme ad una rilevante parte dei Gilet gialli) e il vice cancelliere austriaco Henz-Christian Strache.
Altra novità è l’ingresso nella nuova alleanza di Alternativa per la Germania, il movimento radicale di destra che è molto cresciuto nelle ultime tornate amministrative, soprattutto nei Länder più poveri e bistrattati della Germania dell’Est. Si opporranno per la nomina alla presidenza della Commissione europea allo spitzenkandidat del Ppe, il tedesco Manfred Weber, e a quello del Pse, l’olandese Frans Timmermans (da non trascurare neppure la presenza in Inghilterra di Pit Bannon, anche lui sostenuto da un gran seguito, ndr.)
Guido Francesco Guida
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Perché tanti sovranisti
Come più volte abbiamo scritto, oggi il vero confronto – a livello planetario – è fra le grandi lobby monopoliste della finanza, nell’articolo qui sopra non a caso indicate (a conferma) come “forze mondialiste e tecnocratiche” e i popoli, le persone, le realtà nazionali, l’interesse individuale.
E’ evidente come da anni il “potere” finanziario, che si nasconde abilmente dietro “le penne del pavone” apparentemente rivolto a sinistra (anche radical chic) che indossa con grande comodità per svariati motivi (in regime di statalismo, entità grandi quanto e più degli stati contrattano meglio) combatta la libertà individuale, la libera iniziativa, l’impresa medio piccola, con gravi limitazione per tutta la classe media. Ciò cui mira il potere lobbistico cui ci riferiamo è il controllo e il monopolio dei beni di più ampio consumo. Indispensabili: in primo piano il denaro, poi energia, acqua, cereali, medicine, ma anche tempo libero e persino religione (unico culto mondiale).
Da tutto questo, più d’ogni altra preoccupazione, popoli e persone devono “guardarsi” con molta attenzione. Per quello che possono…
Principale “baluardo” dev’essere – piaccia o meno – la classe politica nella veste, tecnicamente attribuitale, di “rappresentante del popolo“. Questo ruolo,sempre vero,anche se male assolto, oggi lo diviene più che mai, in conseguenza del problema di cui parliamo…
Altra difesa il cittadino – individuo senza voce o quasi – non ha. Tranne le manifestazioni popolari e istituti come i referendum che, però, sono privi di continuità e necessitano – comunque – di un appoggio politico.
Per essere concisi, il sovranismo è rappresentato da un potere che rivendica decisamente la propria supremazia su ogni altro. Ma, ciò che conta, è che lo rivendichi contro i prepotenti delle grandi lobby: non siano questi a comandare di fatto”la baracca”, con l’accondiscendenza di governi flebili e corruttibili…
Si dirà che andiamo incontro al pericolo di un potere politico “troppo forte”. Facile è parlare del rischio di nuove dittature o quasi. Ma occorre riconoscere che le democrazie e “le repubbliche” che abbiamo (quae republica habemus) ci hanno profondamente deluso: la nostra società è piena di circoli chiusi, alimentati in modo sotterraneo dalla “nomenclatura” in qualche modo legata alle logiche delle lobby, che sono certamente di stampo massonico e che, su tale “rete” diffusa, basano un potere ben distribuito sul territorio. In tali “circoli” è ben difficile entrare. E’ quasi un caso: vi si entra in punta di piedi, solo se si è molto bravi, se ci si rende utili a buon mercato, promettendo di non disturbare…
I cives sperano nel sovranismo, anche se non è sicuro che esso riesca, poi, a scalfire più di tanto tutto questo fitto telaio…
Germano Scargiali







