Carboidrati e proteine importanti senza eccessi

Caserecce al ragù e piselli, piatto molto gradito a Palermo e di certo molto mediterraneo… E’ un piatto completo da considerarsi anche anche “unico”, da accoppiare ad un’insalata. Quello nell’immagine qui sopra è “troppo ricco”,come si usa adesso. Insegnava Gualtiero Marchesi che la pasta “non deve nuotare nel condimento”.

Dimagrire, ridurre la pancia o le dimensioni di quella parte del corpo che più ha accumulato il nostro grasso in eccesso…

Il problema ricorrente, particolarmente sentito alle soglie dell’estate, viene affrontato nei modi più disparati e drastici. L’insuccesso, purtroppo, è dietro l’angolo, anche se non manca chi perviene a traguardi positivi.

Dopo i grassi, i “nemici” da combattere, nella mentalità comune, sono diventati i carboidrati: diverse diete puntano su una loro marcata riduzione, ed è quindi opportuno sapere quale sia l’impatto di questi regimi sulla salute, soprattutto nel lungo periodo.

Un utile contributo giunge da una ricerca recentemente pubblicata su The Lancet. Alcuni esperti del Brigham and Women’s Hospital di Boston e di altri centri di ricerca americani hanno esaminato l’associazione fra consumo di carboidrati e rischio di mortalità in più di 15mila adulti, seguiti in media per 25 anni.

I ricercatori hanno concluso che le diete con pochi o con troppi carboidrati, rispettivamente con meno del 40% e più del 70% delle calorie totale, erano associate a un aumento del rischio di mortalità (dovuto alla maggior probabilità di soffrire di malattie metaboliche e cardiovascolari), mentre il rischio diminuiva quando i carboidrati fornivano dal 50 al 55 per cento delle calorie complessive.

Ma come venivano sostituiti i carboidrati? Se, come spesso accade, la loro riduzione si accompagnava a un aumento delle proteine e dei grassi di origine animale, il rischio di mortalità aumentava, mentre accadeva il contrario se la sostituzione avveniva con proteine e grassi di origine vegetale.

Le proteine sono macromolecole che compongono il corpo umano e sono formate da lunghe catene di amminoacidi diversi che danno origine a differenti combinazioni e sequenze e, di conseguenza, a differenti proprietà. Esse sono necessarie all’organismo e sono assunte solitamente da carne e pesce. In effetti “ad alto valore biologico” sono le proteine che contengono tutti e 9 gli amminoacidi essenziali e derivano da alimenti di origine animale (uova, latte, formaggi, carne, pesce). In circostanze di povertà, la relativa carenza provoca rachitismo e varie disfunzioni…

Ma in una società ricca si finisce, di regola, con assumerne in eccesso… In tal modo, rifacendoci all’inizio di questo articolo. è certo che l’eccesso di proteine sia dannoso tanto quanto quello di carboidrati se non di più.

Le proteine vegetali sono contenute, invece, in alimenti di origine vegetale: cereali, legumi, semi, alghe, frutta e verdura.

A parte le polemiche anche accese fra vegetariani, vegani e sostenitori della indispensabilità di carne e pesce – dai toni ideologici – la scienza concorda per lo più che le proteine di origine animale contengano tutti gli aminoacidi essenziali, mentre quelle di origine vegetale ne siano sprovviste. Abolire carne, pesce, uova etc dalle diete rappresenta comunque un rischio.

Che fare dunque? Rimane l’insegnamento che una dieta bilanciata e priva di particolari “fobie” sia la migliore.

(A cura della redazione)

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